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Giovedì, 26 Maggio
"Ho la perimiocardite a causa del vaccino": professionista del basket milanese racconta la sua esperienza

Questa volta non sono le parole della pallavolista Francesca Marcon che ha occupato, nelle ultime 24 ore, le principali pagine dei quotidiani sportivi.
A portare la sua esperienza è Joao Kisonga, un altro sportivo professionista del basket, trentasettene di Milano.

A causa del vaccino ha subito una perimiocardite acuta con versamento pericardico che l'ha costretto ad un ricovero per oltre un mese con conseguenze sulla sua attività sportiva e lavorativa che ancora oggi non sono risolte.

Dopo una prima dose Astrazeneca, affrontata senza particolari problemi nel mese di aprile, si ritrova il 22 giugno difronte all'emblematica domanda del medico vaccinatore di scegliere tra altri due vaccini disponibili, entrambi comunque di altro genere, passando così da un vaccino a vettore virale ad un altro a tecnologia mRna.
Difronte al suo più che ovvio rifiuto di prendere una decisione così importante, sceglie lo staff dell'hub vaccinale che dopo un breve consulto fa ricadere la scelta su Moderna.

Da lì a poche ore inizia il calvario che nel giro di due settimane costringe Joao ad un lungo ricovero in due note strutture ospedaliere di Milano.

Pericardite acuta con versamento pericardico e linfoadenopatia con ascesso. Esito dopo 1^ dose vaccino Pfizer

Questo il risultato di una prima dose di vaccino Pfizer, avvenuta l'8 maggio a Brescia.
Michela, 24 anni, sportiva e in salute, sente l'esigenza di seguire la massa e chi le diceva che la vaccinazione era importante, dimenticandosi però di segnalare accuratamente le potenziali conseguenze, molte delle quali già riportate su un bugiardino costantemente in aggiornamento.

Un consenso informato precario, privo di adeguate informazioni, abbandonato a pochi minuti di colloquio presso il centro vaccinale prima dell'inoculazione.

Una pericardite acuta con versamento pericardico (insieme a una linfoadenopatia con ascesso), patologia riconosciuta non senza difficoltà e dopo tre mesi dall'evento, in mezzo a una omertà di livello inaudito e proprio in questi giorni.
Ciò nonostante i numerosi studi che confermano queste reazioni soprattutto tra i giovani.

L'insistenza di alcuni medici e personale ATS nel volerle somministrare perfino la seconda dose, sperimentando l'uso di un farmaco per evitare una ulteriore reazione avversa.
Il tutto inserito nel contesto di uno scaricabarile di responsabilità anche solo per ottenere il documento di esonero e la possibilità di un green pass che le spetterebbe senza alcun motivo di discussione.

L’amara rassegna stampa sul #greenpass. come scontentare tutti in un solo Decreto Legge

Numerosi articoli in questi ultimi giorni riportano il fioccare di disdette presso alberghi, centri benessere, parchi divertimento, ristoranti al chiuso e musei proprio in piena stagione estiva.

Effetto Green Pass?

Ebbene sì, purtroppo.

Il decreto legge 105/2021, in vigore dal 6 agosto scorso, che avrebbe dovuto rilanciare l'economia italiana, si sta rivelando un boomerang, in particolare per le attività legate al turismo, alla cultura e al tempo libero.

#GreenPass: le piazze di tutta Italia dicono NO. E l'EMA aggiorna i dati sulle reazioni avverse: +862 decessi

Sono bastate poche ore di organizzazione, di appelli lanciati sui social e in vari canali di messaggistica istantanea per affollare le piazze di tutto il paese.
Gli italiani non ci stanno, e al green pass dicono un sonoro no che è riecheggiato per molte ore nel pomeriggio di oggi in moltissime città.

Il tutto avviene mentre l'EMA, l'agenzia del farmaco europea, aggiorna i dati relativi alle reazioni avverse ai vaccini, compresi i decessi.

Solo ieri sono stati pubblicati da parte nostra i dati relativi alle reazioni avverse (con un dato riferito al 17 luglio scorso), ma proprio oggi vengono aggiornati i dati che vedono un aumento, in una sola settimana, del 3,7% per le reazioni avverse, 4,7% i decessi, portando così il totale a 19.790 morti a seguito inoculazione dei quattro vaccini disponibili in Italia.

862 decessi in più, principalmente riferibili al Tozinameran, più conosciuto come vaccino Pfizer, che prende il primo posto rappresentando quasi il 50% (424) del valore di incremento. I principali reaction group interessati? Disturbi cardiaci, disturbi generali e condizioni del sito di somministrazione e disturbi respiratori, toracici e mediastinici.

Ma c'è molto altro che non quadra agli operatori del settore.

#GreenPass: "appello a non vaccinarsi è un appello a morire". Ma in Europa i decessi per vaccinazione superano i xx.xxx casi.

«Il green pass non è un arbitrio. L'appello a non vaccinarsi è un invito a morire».

Queste le gravi parole pronunciate dal Presidente del Consiglio Draghi durante la conferenza stampa di ieri sera, in risposta alla provocazione di un giornalista, mirata a sollevare polemiche tra lo stesso e le dichiarazioni di alcuni politici, tra cui Matteo Salvini, sul tema della libertà di scelta in ambito vaccinale.

Il Presidente, di concerto con le decisioni prese dalla cabina di regia e dal Consiglio dei Ministri, decide senza troppi indugi di liquidare con questa dichiarazione chi sostiene che la pressante campagna vaccinazioni meriterebbe maggiori approfondimenti.

Ma le parole hanno un peso, soprattutto se provengono da una delle massime cariche dello Stato, e ancor di più se le stesse vengono smentite dai dati ufficiali provenienti dall'EMA (Agenzia del Farmaco Europea): conseguentemente all'inoculazione dei vaccini in commercio, sono decedute quasi 19.000 persone.

Sarebbe stato più corretto dire che "l'appello a non vaccinarsi" poteva e può salvare qualche vita in più, portando sul tavolo i reali rischi e benefici di una scelta cosi importante che può condizionare la propria esistenza.

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