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Martedì, 21 Settembre
#GreenPass: "appello a non vaccinarsi è un appello a morire". Ma in Europa i decessi per vaccinazione superano i xx.xxx casi.

«Il green pass non è un arbitrio. L'appello a non vaccinarsi è un invito a morire».

Queste le gravi parole pronunciate dal Presidente del Consiglio Draghi durante la conferenza stampa di ieri sera, in risposta alla provocazione di un giornalista, mirata a sollevare polemiche tra lo stesso e le dichiarazioni di alcuni politici, tra cui Matteo Salvini, sul tema della libertà di scelta in ambito vaccinale.

Il Presidente, di concerto con le decisioni prese dalla cabina di regia e dal Consiglio dei Ministri, decide senza troppi indugi di liquidare con questa dichiarazione chi sostiene che la pressante campagna vaccinazioni meriterebbe maggiori approfondimenti.

Ma le parole hanno un peso, soprattutto se provengono da una delle massime cariche dello Stato, e ancor di più se le stesse vengono smentite dai dati ufficiali provenienti dall'EMA (Agenzia del Farmaco Europea): conseguentemente all'inoculazione dei vaccini in commercio, sono decedute quasi 19.000 persone.

Sarebbe stato più corretto dire che "l'appello a non vaccinarsi" poteva e può salvare qualche vita in più, portando sul tavolo i reali rischi e benefici di una scelta cosi importante che può condizionare la propria esistenza.

Reazioni avverse ai vaccini Covid: confermato sovraffollamento dei Pronto Soccorso

Notizie di corridoio erano già trapelate qualche giorno fa, per una circolare parrebbe inviata a tutte le UU.OO.CC di uno degli ospedali più colpiti dalla prima fase della pandemia di febbraio / marzo 2020.
Insieme all'Ospedale Papa Giovanni di Bergamo, anche Spedali Civili di Brescia ha concorso al primato per numero di pazienti Covid-19 e decessi durante tutto il periodo pandemico.

Ma la notizia che arriva oggi, e che mette in allerta rossa tutti i Pronto Soccorso e le varie unità operative, non riguarda nuovi contagi Covid, bensì un considerevole aumento degli accessi ai nosocomi di varie città d'Italia per molteplici motivazioni, tra cui una "nuova categoria di pazienti accomunati dal sospetto di complicazioni post vaccinali".

Questo quanto in via ufficiosa perviene dalle fonti delle corsie maggiormente interessate dal fenomeno e che sta registrando una escalation dalle ultime settimane: reazioni allergiche, trombosi venose anche gravi, febbre, dispnee, patologie neurologiche gravi per lo più legate a paresi emilato, pazienti con svenimenti con crollo e perdita di coscienza.

Un aumento dei casi che sta portando, nelle ultime settimane, decine e decine di pazienti in ospedale, andando così a costituire una nuova categoria di ricovero d'urgenza.

#IOAPRO1501: ristoratori da tutta Italia lanciano l'iniziativa, mentre ISS e #MinSalute sotto perquisizione da Guardia di Finanza

Parte l'iniziativa e prende subito piede in tutta Italia.
I ristoratori non ce la fanno più, anche loro si uniscono all'appello dei tanti imprenditori e gente comune che chiede di riprendere la propria vita quotidiana e lavorativa, non senza opportuni accorgimenti nei confronti dell'epidemia da #Covid19.

Nessun negazionista quindi all'appello, o almeno non è questa la presenza e la comunicazione che si trova negli ambienti che si sono creati sui canali di comunicazione, dai social network, ai canali diffusi su Telegram.
Rolling Stones ne dedica anche una pagina all'intera iniziativa 1, spiegando le finalità dell'iniziativa e chi sono i promotori che presto sono riusciti a diffondere, tramite l'hashtag #IOAPRO, l'azione in tutte le regioni italiane.

«E' una protesta pacifica volta a dimostrare il senso di responsabilità e la capacità di far rispettare le regole di prevenzione» sono le parole dei promotori, e su questo spirito hanno aderito moltissimi esercizi commerciali che manterranno i battenti aperti nonostante le restrizioni in atto.

Tutto mentre il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore della Sanità ricevono nelle stesse ore la visita e la perquisizione della Guardia di FInanza, con sequestro di atti, strumenti informatici e anche telefoni per far luce sul piano pandemico del 2017 che si ritiene sia esattamente un copia/incolla di quello del 2006 2.
I conti, effettivamente, non tornano.

Lo potremmo definire come il giorno dell'avvento, il giorno della soluzione a tutti i mali, perché così mediaticamente si è voluto mostrarlo, con la forte complicità del mainstream.

Il gran giorno è arrivato, non si è fatto attendere, anzi, a dirla tutta rispetto alle previsioni ha anticipato il suo arrivo. E lo ha fatto con il vaccino Pfizer che era quello che mostrava le principali problematiche per il suo trasporto, dovendo essere mantenuto nella sua logistica a una temperatura di -80 gradi.

Si perchè le prime somministrazioni del vaccino anti-Covid sono avvenute oggi, allo Spallanzani di Roma, sotto i riflettori delle telecamere attente a distribuire il verbo, a portare quell'appiglio alla speranza che tutto quanto avvenuto nel 2020 se ne vada in un sol colpo.

Eppure molti sanno che non è così. E lo scrivono a chiare lettere anche dai canali del Ministero della Salute.
Una gara tra case farmaceutiche a suon di percentuali di affidabilità, test di sperimentazione non chiari, un quantitativo non utile per tutta Europa e l'Italia stessa.

Tamponi positivi: numeri falsati. Conteggiati anche dimessi/guariti e deceduti

Si discute nuovamente in queste ore l’uso delle mascherine all’aperto in tutte le Regioni, dato che alcune di queste già hanno esteso l’imposizione sui propri territori.

Tra queste la Regione Lazio, che l’indomani dall’annullamento da parte del Tar dell’ordinanza firmata Zingaretti, che voleva imporre la somministrazione del vaccino antinfluenzale agli over 65, da quest’oggi è tornata all’obbligo indipendentemente dalla misura del distanziamento tra le persone.

Le motivazioni vengono principalmente addebitate all’aumento del Rt, che a livello nazionale sarebbe tornato sopra l’1, soprattutto in 12 regioni.

Un valore, quello dell’Rt, che scaturisce dall’esito dei tamponi che quotidianamente supera ormai abbondantemente le 100.000 esecuzioni.

Ma siamo sicuri che i dati e i provvedimenti siano realmente proporzionati alla reale situazione dell’epidemia attuale del Covid-19?

La nuova categoria “debolmente positivi” lascia perplessità a molti addetti al settore, con un dubbio su tutti: servono dati “gonfiati” per tenere in piedi la “giostra” e non scoprire le responsabilità penali riguardo i decessi e le mancanze del servizio sanitario pubblico in Italia?

Anche perchè i dati ufficiali, da Protezione Civile del 2 ottobre, non parlano di 2.499 positivi, ma numeri di incremento.
I positivi in incremento reale sono 1.350, con dei distingui doverosi.

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