Vuoi contribuire?

 Desideri contribuire ad espandere il progetto?

Il tuo interesse potrebbe essere quello di chiedere alla redazione informazioni o fonti non indicate su qualche articolo?

Oppure ti interessa proporre un tuo articolo da pubblicare? Se hai segnalazioni da fare non esitare a contattare la nostra redazione, ti risponderemo il più presto possibile.

Scrivi alla redazione

Sabato, 24 Agosto
Vaccini: notizia choc! Due lotti contaminati. Manca la rosolia.

La notizia è apparsa oggi, domenica 23 dicembre 2018, sull'edizione cartacea del quotidiano IL TEMPO,  per essere poi pubblicata sul relativo sito Internet a firma del giornalista Franco Bechis.
Ripresa nell'edizione del mattino del TGCOM su Canale 5 e anche da SkyTg24, il quotidiano titola "Analisi choc su due lotti di vaccini" per poi proseguire nella pagina interna con "State attenti a quei vaccini, c'è tutto ma non quel che serve", con una interessante intervista al Presidente dell'Ordine dei Biologi, Vincenzo D'Anna.

Il tutto nasce dalle analisi fatte svolgere su alcuni lotti di vaccini da parte della ormai nota associazione veneta CORVELVA Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni.
Una anticipazione delle analisi venne messa on line nel luglio 2018 Vaccinegate: 5 su 7 vaccini analizzati non sono conformi, informando che erano state commissionate le analisi delle contaminazioni biologiche in alcuni lotti di vaccini attualmente commercializzati in Italia, ad un ente scientifico altamente qualificato e specializzato nel sequenziamento del materiale genetico.

Si affermò fin da subito una certa preoccupazione sull'esito delle analisi, proprio in virtù di quella tanto acclamata "totale sicurezza ed efficacia dei vaccini".

Il 13 novembre scorso Corvelva decide di pubblicare, sempre sul suo blog, un altro articolo dal titolo Vaccinegate: Pre-pubblicazione della metodica delle analisi metagenomiche dove afferma:

Ci siamo! Siamo felici di comunicarvi che Corvelva ha pre-pubblicato la metodica delle recenti analisi metagenomiche.

Come sapete, Corvelva è da quasi un anno concentrata sulle analisi di vari campioni di vaccini, ed i primi dati pubblicati recentemente riguardano la presenza di materiale genetico in alcuni vaccini di attuale commercializzazione, analizzati mediante NGS (Next Generation Sequencing, noto anche come deep sequencing), metodo di sequenziamento innovativo da cui è possibile ricostruire l’intera sequenza di genomi virali a DNA e RNA e di genomi batterici presenti nel campione e confrontarlo con i genomi di riferimento presenti nei database pubblici.

Nella giornata di ieri, viene pubblicata la notizia che riprendiamo per intero dal titolo Vaccinegate: Aggiornamento 2° step analisi metagenomiche su Priorix Tetra

A luglio 2018 avevamo pubblicato le analisi, qui: “Vaccinegate: 5 su 7 vaccini analizzati non sono conformi“ (https://goo.gl/32vP8r), ma non avevamo finito.

Ricapitolando brevemente le precedenti analisi, mutazioni nel genoma dei virus e quantitativi di DNA assurdi erano solo alcuni dei punti da noi rilevati. Come sempre ci eravamo limitati alla divulgazione del dato, senza eccedere in ipotesi sulle reali implicazioni, ogni documento è stato inviato all’EMA, AIFA, ISS e forze politiche per chiedere chiarezza.

Abbiamo continuato le indagini, sia chimiche che biologiche, sul Priorix Tetra, quadrivalente contro morbillo, rosolia, parotite e varicella.

L’approfondimento delle chimiche/proteiche è disponibile qui: “Vaccinegate: Primi risultati sul profilo di composizione chimica Priorix Tetra” (https://goo.gl/Z4rLJu), dove si è attestata la presenza di molti segnali, tracce di composti (contaminanti non residuali) a cui i laboratori avevano dato una probabile corrispondenza. Parliamo di tracce che probabilmente erano associate all’antiepilettico Vigabatrin, ad un farmaco sperimentale anti-HIV, ad antibiotici, diserbanti, erbicidi, acaricidi, metaboliti della morfina, al famoso Sildenafil (Viagra), all’antiepilettico Gabapentin e l’antimalarico Atovaquone più molti altri. Si era visto in maniera chiara che tra i due lotti analizzati vi erano sostanziali differenze sotto il profilo.

Per completezza riportiamo anche che le precedenti risultanze delle analisi biologiche/metagenomiche di luglio (1°step) avevano stabilito che il vaccino “Priorix Tetra”, nei campioni analizzati presenta una popolazione di virus mutanti per ciascun virus attenuato dette quasispecie. Le varianti genetiche degli antigeni vaccinali potrebbero alterare significativamente sia la sicurezza del vaccino, che la sua efficacia.

Oggi vi pubblichiamo il report delle seconde analisi biologiche/metagenomiche su Priorix Tetra, come vedrete pongono un serio dilemma non solo medico e scientifico, ma anche etico e vi elenchiamo di seguito i punti che per noi sono più rilevanti.

È stata confermata (come emerso nella fase precedente) la presenza di DNA fetale in grossi quantitativi, 1,7 μg sul primo lotto e 3,7 μg sul secondo lotto, circa 325 volte superiore al limite massimo di 10 nanogrammi e ben 325.000 volte superiore al limite minimo di 10 picogrammi, limiti che Ema ci ha comunicato essere riferiti solo alle cellule che sono note per l’attività cancerogenica. Secondo quanto da loro scritto, le cellule fetali degli anni 60, utilizzate per la produzione di questi vaccini, non sarebbero cancerogeniche perché “utilizzate da decenni”. Questo punto andrebbe maggiormente investigato, vi sono infatti alcuni studi che mettono in serio dubbio l’assenza di cancerogenicità di queste linee.

Abbiamo poi appurato in maniera più precisa le dimensioni molecolari del DNA rilevato e rispetto alle precedenti analisi è stato appurato che il DNA contenuto ha un peso molecolare di 20.000/60.000 bp. Questo significa sostanzialmente che non vi sono all’interno di questo farmaco frammenti di DNA, ma interi filamenti, con presenza dunque di genoma intero.

Abbiamo anche confermato che non vi è presenza del genoma del virus della rosolia nel primo lotto e nel secondo lotto, utilizzando una rilevazione molto più sensibile, lo abbiamo rilevato in 3 reads, pari allo 0,00008% del totale dei virus a RNA.

Note: i reads sono copie di virus. Esempio, i virus in questo vaccino sono circa il 5% del DNA totale, equivalente a circa 500.000 reads. Il virus del morbillo circa 850 reads, pari allo 0.008%. Più si scende con i reads e la percentuale, più diminuiscono i quantitativi.

Tenete a mente questo dato, perché è fondamentale.

3 reads, pari allo 0,00008% del totale dei virus a RNA possono creare immunizzazione?
Se sì, allora si apre un problema molto molto serio su quanto leggete nel seguito. All’interno dello stesso vaccino, sono state rilevate tracce in misura anche superiore ma sempre molto piccola, di numerosi virus avventizi. Ma anche altro.

All’interno del vaccino Priorix Tetra della GlaxoSmithKline è stato rilevato il Proteobacteria, vermi Platyhelminthes e Nematoda, altri 10 virus a ssRNA, Microviridae (virus batterici o fagi) e numerosi retrovirus tra cui retrovirus endogeni umani e aviari, virus aviari, virus dell’immunodeficienza umana e virus dell’immunodeficienza delle scimmie (frammenti che se inseriti in banca dati rilevano essere frammenti del virus dell’HIV e del SIV), virus murini, virus dell’anemia infettiva del cavallo, virus della malattia linfoproliferativa, Rous sarcoma virus. Altri virus come alphaendornavirus ed epatite b virus, virus del lievito.

Ripetiamo per esprimere meglio il concetto e preghiamo tutti di utilizzare con molta attenzione i nostri risultati: all’interno del vaccino Priorix Tetra non è stata rilevata la presenza del virus della rosolia, tranne in un lotto, ma il quantitativo era così minimo da rendere dubbio che dia immunizzazione. Se invece si considera che questo vaccino sia efficace contro la Rosolia, perché 3 reads pari allo 0,00008% del totale Rna sono quantitativo sufficiente a determinare una risposta dell’organismo, allora questo vale anche per una lunga serie di virus tumorigenici, virus dell’HIV, vermi e batteri, presenti in quantitativi pari o superiori al virus della Rosolia.

Sostanzialmente, per rintracciare la Rosolia (per dimostrare che ci fosse) abbiamo dovuto andare molto a fondo, utilizzando una metodica ad alta sensibilità. Questo ci ha portati ad imbatterci anche in decine di virus e retrovirus, taluni potenzialmente cancerogeni, funghi, lieviti, batteri.
Qualunque sia la risposta in merito alle quantità, nulla toglie che non ci dovrebbero essere, il che ancora attesta che non vi è NESSUN controllo adeguato sui vaccini perché se ci fosse, questi elementi sarebbero stati rilevati.

Ricordiamo di seguito le linee guida EMA che attestano come i reads di virus "estranei" devono essere ASSENTI quindi neanche 1 copia è consentita.


Download: CORVELVA-Report-analisi-metagenomiche-su-Priorix-Tetra.pdf

Articoli Correlati:

 
Chi oggi ha navigato sui vari social non si è potuto sottrarre dallo "scambio" avvenuto tra il giornalista Beschi, che ha pubblicato l'intervista del Presidente D'Anna, e l'ormai noto virologo Burioni, che si è lasciato andare in commenti alquanto strampalati e fuorvianti, tanto che è lo stesso Beschi a farglielo notare su Twitter.

Il Presidente Vincenzo D'Anna, nell'intervista, esprime quello che dovrebbe essere un dogma:

Il dubbio dovrebbe essere la strada di indagine maestra per ogni uomo di scienza.
Prof. Vincenzo D'Anna

Ma è CORVELVA stessa a sollevare il dibattito, uscendo ancora oggi sul proprio blog con un articolo che vuole portare al ragionamento nel mondo scientifico: Il problema sono le analisi, le analisi sui vaccini, o Corvelva?

La pubblicazione da parte del Corvelva di analisi eseguite sui vaccini (https://goo.gl/uzTWtm) ha destato stupore e scandalizzato taluni personaggi della cosiddetta “comunità scientifica” - come se i ricercatori che lavorano ogni giorno nei laboratori, i medici o biologi che hanno dubbi e li vogliono dirimere, non facessero parte di questa “comunità” - e molte delle critiche piovute sulla nostra associazione e su chi ha ritenuto interessanti le nostre ricerche scientifiche, vertono sulla mancanza di attendibilità, di pubblicazioni peer-reviewed, ecc.

Voglio sottolineare che queste sono ricerche scientifiche, lo sono in quanto riproducibili e non teoriche, dati puri e semplici senza alcuna “dietrologia”, dati che escono da laboratori accreditati che lavorano abitualmente per conto terzi senza che, a nessuno, la cosa desti perplessità...

Ma quello su cui vorrei soffermarmi oggi è: cosa accade negli altri “ambienti”?

Cosa accade quando sotto la lente d'ingrandimento non ci sono i "sacri" vaccini, bensì altri prodotti di uso più o meno quotidiano, nel mondo, prodotti che comunque sono sottoposti a controlli per ciò che riguarda un qualche “rischio salute”?

Facendo una breve ricerca sul web, escono risultati interessanti su molti argomenti e/o prodotti diversi: alimentari, cosmetici, ecc.
Inoltre, emerge un fatto: ASL, SISP, ed altri enti sono coinvolti in una continua (ed incoraggiata) azione di controllo, analisi e verifica delle caratteristiche che compongono svariati prodotti immessi quotidianamente sul mercato, liberamente acquistati dai cittadini; si verificano ad esempio presenza di metalli pesanti nei cosmetici, come anche carica batterica e/o presenza di composti chimici nei prodotti alimentari (sia per consumo umano che animale). Non trovo traccia di analoghe azioni svolte nel controllo di farmaci e vaccini da parte degli stessi soggetti. In compenso sul web si sprecano le notizie relative ai controlli dei Nas sulle autocertificazioni dei libretti vaccinali nelle scuole!

Spesso e volentieri, però, analisi analoghe sono commissionate da associazioni, riviste, enti a vario titolo; vengono regolarmente pubblicate sul web, trovando anche, molto spesso, eco sui quotidiani o comunque nei canali mediatici.

Non è un paradosso? In qualsiasi ambito, l’interesse che la società civile nutre nel verificare cosa effettivamente venga immesso sul mercato, non solo è ritenuto lecito, anzi addirittura viene percepito come azione lodevole (e lo è a mio avviso). Pensateci, qualcuno mette in ridicolo un’analisi condotta da un “privato” sulla presenza di glifosato nelle principali marche di pasta venduta in Italia? (https://goo.gl/mNNSTP). Eppure viene citato un generico “primario laboratorio europeo”, non vengono pubblicati dati peer-reviewed, non vi è traccia di certificazioni. Una legittima denuncia da parte di un ente terzo che ha condotto delle analisi e ne pubblica il risultato, citando marchi e tipologia dei prodotti analizzati. Il rischio per la salute è corroborato da diverse pubblicazioni sulla tossicità del glifosato. Stessa cosa possiamo dire di analisi su cosmetici, altri alimenti, ecc, dove si possono rilevare tracce di nichel, allergeni, o altro. Tutte analisi lecite, a quanto pare, per la comunità scientifica!

Allora, mi si spieghi cortesemente cosa cambia quando il prodotto da analizzare è un medicinale, i destinatari del prodotto sono bambini, e vi è una legge che ne obbliga la somministrazione…
Davvero ha un senso lo “stupore” o lo sdegno o la derisione, quando l’indagine riguarda i vaccini?
Scientificamente parlando, qual è il significato delle dichiarazioni che abbiamo letto in riferimento alle nostre analisi?
Scientificamente parlando, dove sono le risposte e le evidenze che smentiscono tali dati?
Scientificamente parlando, quali delle analisi già esistenti che vengono citate sono pubblicate a disposizione del pubblico e riportano dati che smentiscono quelle pubblicate dal Corvelva?

Se le risposte scientifiche mancano, oppure vengono volutamente omesse, siamo di fronte ad una levata di scudi che ha molto in comune con un processo religioso, e molto poco in comune con un approccio scientifico al problema: all’interno dei vaccini analizzati vi sono composti chimici e biologici che possono comportare seri rischi per la salute della popolazione! E’ il caso di indagare?
Stando invece alle dichiarazioni di sedicenti professori e luminosi cattedratici, il problema starebbe tutto nel fatto che “i no vax” hanno ricevuto credito da parte di una istituzione nazionale.
Per noi invece è scandaloso che nessuna di queste menti superiori, nè nessuna Istituzione nazionale preposta alla salvaguardia della salute, abbia ritenuto opportuno verificare quanto pubblicato dal Corvelva. Il problema è che nessuno abbia commentato in merito ai risvolti, sulla salute, di contaminazioni all’interno di farmaci destinati alla somministrazione pediatrica su bambini sani. Il problema è che siamo di fronte a dati allarmanti ed abbiamo umilmente chiesto spiegazioni al riguardo, senza ricevere alcuna risposta.

Questa è scienza? Noi chiediamo che le stesse analisi vengano ripetute, chiediamo di ricevere i risultati dei famosi controlli che vengono effettuati sui vaccini nelle varie fasi che intercorrono dalla produzione all’immissione in commercio, chiediamo principio di precauzione su un farmaco biologico, che in alcuni approfondimenti ha dimostrato avere dei profili di rischio concreti, e la “comunità scientifica” risponde col dileggio e lo sdegno?

Sinceramente, tutto questo ha molto a che vedere con l’oscurantismo, la superstizione, l’approccio fideistico. Molto molto poco, anzi nulla a che vedere con l’approccio scientifico.

Auspichiamo una seria riflessione in merito da parte del pubblico, composto anche da consumatori direttamente interessati, nel frattempo continuiamo a rimanere in attesa di risposte scientifiche da parte di chi è competente per darle. La comunità scientifica è in grado di rispondere nel merito dei risultati delle analisi? Le Istituzioni sono in grado di verificare la sussistenza reale di un rischio

Riferimenti:

Stato avanzamento lavori

{Informazione Libera Press} prende il via il 31 agosto 2018 nella sua versione beta!
Leggi la sua storia mentre i lavori proseguono...

Funzionalità
68%
Archivio
44%
Risorse
52%
Easy of Use
75%
0
Shares

Sei interessato?

Seguici anche sui nostri canali Social...

0
Shares