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Da quando la discriminazione non fa più notizia?

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L’antefatto: abbiamo saputo della protesta del professore di Filosofia del liceo Einstein di Milano e ne abbiamo parlato qui: Saverio Mauro Tassi dorme in tenda da 21 notti e, da altrettanti giorni, ha ripreso lo sciopero della fame (si nutre solo di liquidi) per richiamare l’attenzione del ministero dell’Istruzione sulla discriminazione creata dal Green Pass.

Sì perché, anche se ciò che indigna il professore non fa notizia, ci sono comunque – e purtroppo – studenti di serie A e studenti di serie B. I primi, i privilegiati, possono salire sugli autobus, partecipare alle gite scolastiche e praticare tutti gli sport.  I secondi no. Proprio come 90 anni fa accadeva ai ragazzi ebrei.

Un paragone azzardato?

No. La discriminazione è sempre una: la “società” esclude, rosicando i diritti (partendo dai diritti umani…). All’inizio non c’è bisogno di una giustificazione, basta imbrigliare le menti con le redini della paura (“gli ebrei sono infetti, contaminano la razza” , cit. Mein Kampf e oggi “chi non ha il Green Pass è un pericolo per gli altri ed è potenzialmente – o sicuramente – infetto”). Poi si prosegue con la presunta forza della legge. Fatto sta che pochi, pubblicamente, si sono domandati la ragione di questo modus operandi, fra questi il professore di Filosofia del liceo Einstein e alcune associazioni (che però sono sempre più numerose. Per fortuna).

E così un gruppo di studenti, nel 2022, vive da escluso. Quanti sono i ragazzi sprovvisti della tessera dei diritti? Qualcuno si è preso la briga di censirli? Non pare visto che la reazione più diffusa è ignorarli.

Si obbietterà che anche una fetta di adulti italiani è discriminata con le stesse “accuse” (“chi non si vaccina non fa parte di questa società” cit. Mario Draghi) e molti di loro sono pure sospesi dal lavoro.

Certamente. Ne abbiamo discusso e continueremo a parlarne.

Resta il fatto che una simile discriminazione all’interno delle scuole risuona come un intero spartito stonato. È ancora più sfacciata.

Perché in classe si studia la storia, si cerca di ragionare sulle propagande, sui regimi, sugli stermini: si conoscono i pensatori del passato arsi vivi per aver espresso idee etichettate come “sbagliate”. Non solo. Fin dalla materna si mette in pratica “l’inclusione”: italiani e stranieri, maschi e femmine, poveri e ricchi. Si promuovono corsi per prevenire il bullismo. Già, il bullismo, “forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, tanto di natura fisica che psicologica, ripetuto nel corso del tempo” (cit. wikipedia).

Oggi – cancellino passato sulla parola accoglienza – gli studenti senza Green Pass vivono come clandestini. (“Mi avvicinano in privato e mi ringraziano”, rivela il professor Tassi). Si vergognano di non avere un Qr Code da esibire, più che se avessero copiato il compito in classe; si sentono a disagio e in difetto. Possibile che nessuno, tranne il professore di Filosofia dell’Einstein se ne sia accorto?

Raccontano bugie per evitare di partecipare alle uscite di gruppo; i più saldi psicologicamente reggono l’onta, i più fragili crollano (beneficeranno del bonus per lo psicologo che il nostro governo ha generosamente elargito per affrontare il post Covid?). Fino a ieri erano costretti pure a una gogna pubblica, in presenza di 4 compagni positivi, loro, i senza tessera, finivano in Dad mentre i tesserati restavano in presenza.

Il fatto.  L’ Associazione Scuola Uguale X tutti, fondata a gennaio dal professor Tassi testimonia diversi casi di discriminazione “al di fuori della legge”. Che significa? Che talvolta lo zelo – in questo caso quello di far rispettare il decreto sul Green Pass – prende la mano e si aggiungono a capocchia altri divieti, purtroppo sempre più discriminatori.

Il decreto sul Green Pass, ad esempio, non prevede alcuna tessera, nè base, nè rafforzata, per minorenni che praticano sport individuali all’aperto. Ma a gennaio un gruppo di adolescenti che frequentava un campo sportivo dal mese di ottobre, si è visto chiudere i cancelli. Motivazione? “Per la sicurezza”. Replica delle famiglie: “I ragazzi sono entrati fino a dicembre, le regole non sono cambiate e sono iscritti fino a giugno”. Risposta: “Abbiamo meno personale e non possiamo controllare chi entra negli spogliatoi al chiuso”. Così ingiustizia è fatta.

Neppure l’occupazione della segreteria del centro sportivo da parte di Saverio Mauro Tassi ha risolto la questione. Per allontanare il professore – disposto a presidiare il campo sportivo anche la notte – sono intervenuti carabinieri e polizia. “Dopo varie telefonate abbiamo ottenuto un colloquio fra i genitori dei ragazzi esclusi e il presidente del centro” ha chiarito il professore. Ma il tavolo è tuttora aperto.

Discriminazione, chi era costei?

Nel frattempo alcune considerazioni.

L’assessore milanese allo sport Martina Riva ha deciso di non commentare l’accaduto poiché “un genitore ha coinvolto avvocati”.

Eppure, fino a pochi anni fa, per i ragazzi isolati da una situazione inverosimile provocata da un decreto e discriminati ulteriormente dalla mala interpretazione dello stesso, perfino il sindaco sarebbe intervenuto.

Oggi – dopo il Covid?-  l’ufficio stampa del Comune ha considerato le mail che descrivono l’accaduto come non degne di risposta.

Perfino i colleghi dell’ufficio stampa del ministero dell’Istruzione si sono fatti ripetere  diverse volte le nostre richieste come se stentassero a comprenderle. C’è un professore che digiuna da 20 giorni, la cui associazione chiede di poter parlare al ministero, esattamente come ha fatto la Rete studentesca. Scuola Uguale X tutti chiede un dibattito sul Green Pass discriminatorio, gli studenti hanno chiesto di rendere più facili le prove di maturità. Chi è stato ricevuto seduta stante e chi invece ignorato?

Forse il ministro Patrizio Bianchi ha già espresso parole contro la discriminazione?

Iniziative

Pubblico il calendario di iniziative milanesi promosse da Scuola Uguale X tutti, intitolato “I pomeriggi dell’attendato”. Gli incontri si svolgono dalle 18 alle 19 nel giardino Norma Cossetto che si trova alle spalle della tenda del professore in via Einstein 3. (Si diceva la storia…i giardini sono dedicati a una studentessa universitaria torturata e uccisa, poi gettata nelle foibe dai partigiani di Tito nel 1943.)

Lunedì 28 marzo: “Perché la maggioranza degli italiani apprezza la politica sanitaria di Speranza?“. Incontro con Saverio Mauro Tassi.

Martedì 29 marzo: danza BUTOH ad opera di Maruska Marulyn Ronchi (BUTOH MARI).

Mercoledì 30 marzo: “Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio“, una chiacchierata sul patto educativo territoriale promossa e animata da Stefano Terraneo, rappresentante regionale delle associazioni dei genitori nella scuola FoRAGS della Lombardia.

I successivi appuntamenti verranno pubblicati sulla pagina Facebook dell’Associazione,  verrà organizzata anche La Via Crucis della Costituzione.

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