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Sabato, 25 Giugno
La cura non ha tempo. Le misure anti Covid non portino a trascurare  la prevenzione e la cura del cancro. Ecco le nostre iniziative

Riceviamo in Redazione il seguente Comunicato Stampa che pubblichiamo in toto allegando quanto in originale pervenutoci.
Il 4 febbraio è la GIORNATA MONDIALE CONTRO IL CANCRO.

Il Vice Presidente AMOlaVitaONLUS Dott. Mauro Moroni, Direttore Divisione di Oncologia Ospedale San Carlo Borromeo, Direttore Dipartimento di Emato-Oncologia ASST Santi Paolo e Carlo, Milano in una lettera aperta in occasione della Giornata mondiale contro il cancro che si celebra giovedì 4 Febbraio, lancia un SOS sul rischio che le misure anti Covid sottraggano tempi e spazi alla cura contro il cancro per una migliore qualità della vita dei pazienti.
Per questo, AMOlaVitaONLUS ha messo in atto iniziative di aiuto specifiche come la donazione di tablet ai degenti per permettere loro di tenersi in contatto con i familiari e l'omaggio di un kit anti Covid con l'intenzione di collaborare a mantenere l'assistenza la più “normale e calda possibile” e per ricordare che la lotta contro la patologia oncologica non deve fermarsi.

Uomo e libertà: il ritorno all’uomo integro. La persona umana nella Costituzione Italiana

Riceviamo e pubblichiamo con molto piacere la lettera pervenuta in redazione da parte di Mirella Manera, avvocato penalista di Milano, con la quale abbiamo condiviso indirettamente, negli ultimi anni, una lotta che è sempre andata a vertere a una informazione il più trasparente e obiettiva possibile.
Dalle righe a seguire emerge l'opportunità per poter riflettere su cosa sta avvenendo oggi nella nostra società, toccando temi importanti come la giustizia in relazione al concetto di umanità, moralità, etica e profitto, tutti argomenti con un unico filo conduttore.

RESET | Manifestazione Libertà e Verità | 30 gennaio 2021

Nel giorno dell'ennesimo tentativo di questo Governo di trovare una maggioranza per poter permettere a certi parlamentari di restare ancorati alle poltrone, nel giorno in cui un presidente di una regione Lombardia dichiara che «Sulla zona rossa in Lombardia probabilmente non è colpa di nessuno», la redazione è lieta di dare spazio al Comunicato Stampa ricevuto nelle ultime ore da un Comitato di cittadini di Milano che, come altri nel resto d'Italia, ha superato il livello di tolleranza, il livello di guardia.

Il prossimo 30 gennaio, in Piazza XXV Aprile, dalle ore 15, è stata autorizzata una manifestazione, in seconda edizione a poche settimane dalla precedente e che aveva già avuto  successo per partecipazione e interventi.

Di seguito il comunicato ricevuto in redazione:

Il cuore di Alessandria chiede dimissioni immediate

In una giornata convulsa come quella di oggi, dove le attenzioni sono rivolte a problemi nazionali importantissimi raccontati nei fatti di cronaca, con difficoltà riusciamo comunque a restare indifferenti e lucidi su altre notizie, e sul livello di bassezza che un certo tipo di giornalismo può raggiungere.

Alessandria oggi piange nuovamente tre eroi che tali rimangono per la città, gli amici, tutti i parenti, tutti coloro che in un contesto cittadino modesto per sue estensioni territoriali, può corrispondere al quartiere di una grande metropoli.

Conoscevamo la notizia, ma il fatto di cronaca, la tragedia, torna oggi alla ribalta perché un giornale decide di buttare in prima pagina l'inutilità, andando a toccare l'onore di tre persone che hanno dato la vita per il loro lavoro.
Pubblichiamo la lettera pervenuta in redazione esattamente come è arrivata, firmata in rappresentanza degli amici vicini alle famiglie che oggi piangono due volte le proprie perdite.

Non facciamo parte di quel tipo di giornalismo!

#Covid19: l'importante è la campana di vetro. Tutto il resto è solo disturbo

Riprendiamo nel titolo le parole di Sara Anzellotti che quest'oggi ha fatto arrivare anche alla nostra redazione una lettera che non lascia molto spazio a equivoci.
In questo paese, dove il Covid19 ha completamente azzerato ogni altra patologia esistente, ci si preoccupa della sanità solo quando bussa alla propria porta.
Si richiede ogni precauzione possibile, senza pensare che, per alcune famiglie, quello che possono apparire minimi sacrifici sono in realtà delle montagne insormontabili.

Sara è una mamma che fin da subito, alla nascita dei propri figli, si è sempre fidata di quello che un sistema sanitario ha sempre inculcato: prevenzione attraverso un calendario vaccinale mirato a far star bene i nostri bambini.
Quello che non aveva colto e nessuno le aveva detto era che, per quella prevenzione, c'erano anche dei rischi.

Con i primi vaccini suo figlio inizia con le prime reazioni avverse, rappresentate da forte agitazione e nervosismo, disturbo del sonno e coliche.
Ma la fiducia del sistema l'ha portata, nonostante tutto, ad affrontare anche il secondo richiamo, e da li è iniziato il declino.

Sono 9 anni che Sara con suo figlio deve fare i conti con una grave encefalopatia post vaccinazione, certificata dal personale medico.
E come se non fosse abbastanza, il tutto aggravato da restrizioni che non sono per nulla compatibili con chi vive la malattia.

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