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Venerdì, 06 Dicembre
Pensieri su uno Stato alla deriva

Gentile Redazione,

Da cittadina indignata e disorientata, condivido pubblicamente in questa lettera alcuni pensieri, forse confusi, emersi dentro di me.

Ho assistito con sgomento alle notizie riguardanti gli atroci fatti di Bibbiano.

Ho reagito con sdegno alle numerose bassezze di alcuni esponenti politici, ultima in ordine di tempo, la moda di vaccinarsi in bella mostra,  in diretta televisiva, come il Sen. leghista Arrigoni e il Consigliere pentastellato lombardo Mammí.

Bambini strumentalizzati, feriti, abusati, segnati per sempre.

Atti di violenza fisica e psicologica. Irreversibili, indelebili. 

Davvero credo si stia toccando il fondo, generando una profonda sfiducia nelle istituzioni, un abisso incolmabile tra noi e lo Stato, a causa dell’operato discutibile dei suoi rappresentanti.

Cosa è diventato lo Stato per i cittadini?

Lo Stato dovrebbe tutelarci, garantendo la sicurezza, la salute collettiva, salvaguardando l’incolumità di tutti i cittadini.

Penso alla nostra costituzione, a coloro che l’hanno redatta, all’impegno proferito per renderla così perfetta.

Noi italiani dovremmo esserne orgogliosi!

Poi rifletto sugli accadimenti degli ultimi tempi e sulla situazione italiana riguardo numerosi fronti, in particolare quelli che toccano i nostri figli e il loro futuro.

Penso alla vicenda di Bibbiano, alle tribolazioni dei genitori per le iscrizioni ad asili e materne in seguito all’entrata in vigore della legge 119/2017 sul l’obbligo vaccinale, alle manifestazioni per salvaguardare il diritto alla libertà di scelta.

Penso agli ospedali e ai pronto soccorso esageratamente affollati, ai medici che sovente nemmeno ci visitano, ma prescrivono medicinali seguendo stretti protocolli.

Penso alle sofferenze dei migranti oggetto di liti tra partiti, alla mercé della più becera propaganda sulla pelle dei nati nella parte povera del mondo.

Penso alle autostrade e ai ponti pericolanti non manutenuti  a dovere, che ormai troppo spesso si sgretolano sotto i nostri piedi, davanti ai nostri occhi.

È cambiato il modo di concepire e relazionarci con lo stato!

Mi sono resa conto che tutti noi ci stiamo difendendo da esso, in un modo o nell’altro, e che quotidianamente si allunga la distanza tra noi e “lui”, creando un abisso, una voragine incolmabile tra cittadini e istituzioni.

Ma lo Stato non dovremmo essere noi?!

I giovani fuggono all’estero, della “cosa comune” non importa più a nessuno, perché non è più comune, è “loro”.

“Loro”, della casta, una élite di nominati senza interessi profondi per l’incarico ricevuto, molti dei quali rivelatisi politici parassiti, ipocriti, millantatori, che si fanno eleggere per arricchire le loro tasche, per mettere le mani sulle “cose publiche” e usufruirne a proprio vantaggio.

È l’implosione della democrazia che distrugge i 139 articoli (anzi 134 perché 5 sono stati abrogati) della nostra cara costituzione, esempio di virtù e perfezione in cui hanno creduto coloro che l’hanno formulata (la nostra dimenticata costituente)!

E ora, non ci resta che raccogliere i cocci e continuare a lottare per salvare il salvabile, sembrerà banale ma “nessuno si salva da solo”, a meno che la consapevolezza non si insinui nelle menti, anche quelle più restie all’ascolto, creando dubbi e risvegliando i cuori, generando così un piccolo miracolo, dal singolo cittadino alla nuova collettività.

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