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Domenica, 19 Settembre

Potercene attribuire il copyright non avrebbe reso onore al vero autore dell'articolo disponibile oggi su numerose testate e edizioni letterarie.
Era il 2003 l'anno di pubblicazione, ma se andassimo a sostituire il termine SARS con CORONAVIRUS per renderlo più familiare agli attenti lettori, potrebbe essere stato scritto ieri:

«La SARS è la storia di non un'epidemia ma di due, e la seconda epidemia, quella che è sfuggita in gran parte ai titoli dei giornali, ha implicazioni che sono molto maggiori della malattia stessa. Questo perché non è stata l'epidemia virale, ma piuttosto una "epidemia di informazioni" che ha trasformato la SARS, o grave sindrome respiratoria acuta, da una confusa crisi sanitaria regionale cinese in una debacle economica e sociale globale.» [1]

Il coronavirus da sindrome respiratoria acuta grave, abbreviato in SARS-CoV, è il virus all'origine dell'epidemia di SARS del 2003 e fu scoperto per la prima volta nel novembre 2002 nella provincia cinese di Guangdong.
Viviamo un dejà-vù, un articolo del maggio 2003 scritto da David J. Rothkopf che descrive quella che oggi molti definiscono "infodemia", termine coniato peraltro dallo stesso giornalista, e non dall'OMS, che mette insieme info(rmation) e (epi)demic.

Un invito alla lettura verrebbe spontaneo nei confronti di quei, pochi, giornalisti che, dalle pagine dei quotidiani che danno loro spazio, affermano rivincite da parte della scienza nei confronti dei no vax.
Non è il momento delle polemiche e della divisione sociale, ricordiamo che la scienza, quella vera e accreditata, non è rappresentata da quelli che si definiscono "esperti" e che hanno tempo per andare in tv a offendere i colleghi e a disorientare il pubblico. Seppur vero che la paura abbatte le certezze, la vera informazione è la cura per gli infodemici.

L'obbligo vaccinale solleva problemi di natura religiosa e morale

Negli ultimi tre anni, dall'entrata in vigore della legge 119/2017 sull'obbligo vaccinale, il dibattito sul tema vaccini In Italia è stato polarizzato in modo artificiale creando due categorie precedentemente inesistenti: pro vax e no vax.

Il tema è estremamente complesso e ricco di sfaccettature anche sul piano etico.

Pochi sono a conoscenza del fatto che, alcuni anni fa, un grave problema morale è stato sollevato dalla Pontificia Academia per la vita, rispetto ad alcuni vaccini prodotti a partire da linee cellulari fetali di origine abortiva.

Ma la storia della obiezione etico-religiosa alle vaccinazioni è molto più antica (e ricca di nomi illustri) e risale alla stessa epoca in cui la pratica è stata messa a punto circa due secoli fa.

Isole Samoa: epidemia di morbillo in un paese che soffre di malnutrizione infantile

È notizia di questi giorni l'epidemia di morbillo alle Isole Samoa, dove sono decedute oltre 60 persone, per la maggiore bambini.

Il mainstream non si è risparmiato, le informazioni provenienti dall'arcipelago del Pacifico parlerebbero di una grave situazione che ha portato le autorità locali a chiudere gli uffici pubblici per un paio di giorni, per facilitare l'avvio di un programma di vaccinazione straordinaria.

E' stato chiesto alla cittadinanza l'esposizione di un drappo rosso fuori dalle case per agevolare gli addetti sanitari a intervenire dove la vaccinazione non è stata ancora fornita.

Ma siamo sicuri che i media stiano raccontando esattamente quello che sta succedendo su questo territorio, senza alcuna omissione?
Perché fonti ufficiali stanno dicendo altro, facendo ricercare le cause in un fenomeno di malnutrizione diffuso su questo territorio.
Ma soprattutto, non si parla di epidemia ma di un focolaio.

Condotta impropria e violazione di un obbligo di legge: accadde oggi la storia di Rosa Parks

Era il 1° dicembre 1955, a Montgomery nello stato americano dell'Alabama.
Per effetto di una legge dettata da discriminazione e ignoranza, che obbligava le persone di colore a cedere il proprio posto ai bianchi nel settore comune, accadde uno degli avvenimenti che ebbe più risonanza mediatica in tutti gli Stati Uniti e nel mondo.

Lei era Rosa Louise Parks, una attivista statunitense che, all'età di 42 anni, divenne The Mother of the Civil Rights Movement, ovvero la madre del movimento dei diritti civili.

A distanza di 64 anni apprendiamo che la storia, per molti versi, non ha ancora insegnato nulla: in nome della "scienza" si compiono ancora atti di razzismo che non riguardano solo il colore della pelle, la fede religiosa, ma perfino lo stato di salute di una persona o di un bambino.
Tutto ottenuto mediante arretratezza culturale, incompetenza e scarsa informazione e censura dai canali mediatici che optano maggiormente a dare spazio al "pensiero unico".

Siamo difronte ad un fenomeno che si sta per ripetere? Perchè ciò che sta avvenendo in molte scuole italiane ha molti elementi in comune, in nome di una legge che nulla ha a che fare con la salvaguardia della salute collettiva.

#Morbillo: oltre 4mila morti nonostante aumento di copertura vaccinale e campagne straordinarie

Durante il mese di ottobre molti sono stati gli organi di informazione che hanno ripreso la notizia: la Repubblica Democratica del Congo vive la più grande epidemia di morbillo al mondo.

A darne notizia l'UNICEF che, attraverso le pagine dell'ANSA denuncia la tragica notizia, omettendo però alcune informazioni importanti.
Quello che non viene detto è che il Congo, fino al 2018, mostrava il tipico andamento ciclico della malattia, fino a quando non venne decisa, a marzo 2019, la vaccinazione di 2,2 milioni di bambini dai 9 mesi ai 14 anni.
E nei sei mesi successivi, invece che diminuire, i contagiati da morbillo vengono triplicati, con la conseguenza di oltre 4.000 decessi, il 90% bambini. Qualcosa non torna.

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