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Giovedì 15 Novembre 2018
Farmindustria: introiti dai vaccini, accuse infondate dei no-vax, siamo sicuri?

E’ notizia di poche ore fa, pubblicata anche su TGCOM24, quella inerente la risposta del presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, sul tema legato ai vaccini e ai guadagni da essi derivanti.

La valutazione, che viene riportata dal quotidiano online, sarebbe prettamente numerica.
Questa la frase riportata:

“Per ogni singolo euro guadagnato in meno per vaccini non fatti le aziende guadagnerebbero 16 o 17 euro per i farmaci necessari per curare malati”

che, quindi, secondo il ragionamento, con un vaccino non si sarebbero ammalati.
Quindi, da parte dello stesso Scaccabarozzi, non ci sarebbe nessun “cinismo” in quanto le aziende farmaceutiche vogliono:

“democrazia e diritto alla buona salute per tutti e ovunque nel Paese, di questo abbiamo bisogno”

Leggendo le poche righe riportate dall’articolo pubblicato oggi, chi non si farebbe convincere? Verrebbe da rispondere, chiunque dotato di buon senso e con un pallottoliere in mano.

Dal ragionamento fatto durante il dibattito sui vaccini si omettono fattori molto importanti:

  • nel calcolo, innanzitutto, manca la variabile relativa ai malati effettivi a seguito di mancata vaccinazione; a questo numero andrebbero a contribuire sia bambini sia adulti che non effettuano, ad esempio, i richiami, visto che per alcuni vaccini la copertura non è a vita, a differenza di chi invece ottiene una immunizzazione naturale dalla malattia stessa (es. morbillo)
  • manca il confronto con il costo del vaccino: seppur vero che per la maggiore i vaccini sono gratuiti per i cittadini, per lo Stato italiano rappresentano un costo, visto che dalle case farmaceutiche non vengono di certo forniti gratis; a tal proposito, da alcune verifiche si è perfino dimostrato che il costo di un vaccino raddoppia rispetto a quello di tre semplici farmaci che potrebbero essere richiesti, sempre per riportare un esempio, per curare un paziente da morbillo: uno sfebbrante, un anti convulsivo, dei fermenti lattici

Ma questi sono solamente due degli elementi che mancano dal ragionamento.
Perchè se andassimo a analizzare gli scandali legati alle vaccinazioni in Italia, basterebbe pensare a quello legato al vaccino per l’epatite B, oggi ancora presente tra le vaccinazioni obbligatorie, ma che fu il risultato, nella sua introduzione, di una tangente.

Immaginiamo che la narrazione fin qui introdotta porterà a pensare che siano tutte teorie da complottisti, perchè è questo il dogma che deve essere fatto passare.

Ma a suffragio dei novax, ai quali verrebbero attribuite queste accuse, definite “infondate”, arrivano fonti più autorevoli, come l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

La AGCM. nel non lontano maggio 2016, pubblica un Comunicato Stampa, attraverso il quale denuncia una:

INDAGINE CONOSCITIVA SUI VACCINI PER USO UMANO: “UN MERCATO PIU’ TRASPARENTE SU COSTI E PREZZI DEI FARMACI”.

Reperibile presso questa pagina web, a pagina 34 del documento - che forniamo anche in calce al nostro articolo - al punto 62 viene riportato quanto di seguito:

La redditività del settore vaccinale – e segnatamente delle imprese appena citate – è elevata, addirittura superiore a quella dell’industria farmaceutica nel suo complesso, che pure da tempo risulta essere l’industria più redditizia in assoluto: secondo stime recenti il margine operativo netto dei prodotti vaccinali raggiungerebbe infatti il 30%, a fronte di un margine medio dell’industria farmaceutica del 21%.
Simile redditività risulta inoltre amplificata dai tassi di crescita del settore, che, negli ultimi anni, sono stati di molto superiori a quelli registrati dal resto dell’industria farmaceutica.

Ma oltre alla stessa AGCM, molte sono le fonti che parlano di quale sia il mercato derivante dalla vendita dei vaccini, e non solo sul mercato italiano.

L’argomento della prevenzione vaccinale è certamente uno tra i più “caldi” nel panorama attuale dell’informazione.
Potremmo pubblicare molto materiale (e di certo in futuro lo faremo ancora di più), ma preferiamo concludere, portando uno scritto di Stefano Re, esperto di metacomunicazione.
Uno scritto dal quale si evince molto sul tema dei guadagni di “big pharma” e che, anche per chi possiede un pallottoliere, permette di fare un semplice ragionamento su quali siano i potenziali guadagni del mondo delle case farmaceutiche derivanti dall’uso di farmaci rispetto alla prevenzione vaccinale.
Buona lettura!

Eccomi, sono una casa farmaceutica.
Produco e vendo farmaci, ad enti pubblici e privati, a Stati come anche ai singoli cittadini.

Tralasciamo le circa seicento condanne che ho in curriculum per reati di ogni tipo immaginabile connesso con la mia attività, dalla falsificazione di studi scientifici ad ogni genere possibile di corruzione, occultamento di risultati della ricerca, intimidazione a ricercatori e giornalisti, frode fiscale, produzione e vendita di farmaci inutili, pericolosi quando non letali, eccetera eccetera - il fatto è che oggi ho un piccolo problema di contabilità che volevo esporvi.

Sapete, io produco farmaci per curare i sintomi del morbillo.
Un caso statisticamente medio di morbillo viene trattato con uno sfebbrante, ad esempio la Tachipirina. Poi può servire dell'anticonvulsivante se il malato ha le convulsioni (mi dicono esser comuni in iperpiressia infantile), poi i fermenti lattici per sistemare l'equilibrio della flora intestinale. Per una terapia mediamente della durata di sette giorni, parliamo di medicinali che la farmacia vende a circa 40€ al cittadino, io alla farmacia glieli ho venduti a circa 26€
(Sfebbrante, 4€; Anticonvulsivante 8€; Fermenti Lattici 14€)

Però produco anche vaccini. Ad esempio il vaccino “morbillo parotite rosolia varicella”, per gli amici PRIORIX TETRA, che vendo allo Stato italiano a circa 46€ (sarebbero 49.95 arrotondiamo un minimo).

Ora, vendendo medicinali per un caso di morbillo, fatturato lordo 26€
Vendendo una dose di PRIORIX TETRA invece fatturo al lordo 46€

In Italia stando all'Istituto Superiore di Sanità, si ammalano di morbillo ogni anno mediamente 1.500 persone. Con annate di bassa che scendono fino a 100-150 casi e annate di picco, una ogni quattro circa, che viaggiano anche a 5-6mial casi.
Stando all'ISTAT, invece, nascono ogni anno circa 500.000 bambini.

Dunque, secondo il pallottoliere,
26x1.500 = 39.000
46x500.000 = 23.000.000

Quindi, di media, in un anno fatturo:
- dai malati di morbillo 39mila euro.
- dalla vaccinazione per il morbillo 23 milioni di euro.

Ma i 39mila euro del morbillo possono variare. Salire ogni quattro-cinque anni anche a 156.000€ (anni di picco, fino a 6mila casi di morbillo), ma anche calare negli anni di bassa fino a poche centinaia di casi, portandomi solo 3-4.000€. Al contrario, le entrate da vaccino sono certe e garantite ogni anno, pagate in anticipo direttamente dallo Stato: c'è l'obbligo, baby.
Senza contare che il morbillo lo fai una volta e poi basta, mentre il vaccino lo devi rifare ogni tot anni, perché la protezione svanisce nel tempo.

Ora, ho letto una serie di geni su Facebook ripetere che io, casa farmaceutica, guadagno di più vendendo i farmaci che vendendo i vaccini. Insomma, secondo loro, 39mila sono "di più" di 23 milioni.

Lo scrivono quelli tanto tanto intelligenti, quelli che stanno con LaScienzah.

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