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Giovedì, 18 Aprile
No-vax, free-vax, antivax o fanatic-vax. E' tutta questione di etichette. Ma la scienza arriva in Parlamento

Alla vigilia della Conferenza stampa che si terrà domani a Palazzo Montecitorio, presso la Sala della Camera, quello che si è scatenato oggi in termini di informazione sui vaccini non ha eguali.
L'associazione CORVELVA presenterà, durante la Conferenza, le analisi di lotti vaccinali che tanto hanno indignato una parte della comunità scientifica.
Alcuni politici, ma non solo loro, hanno mostrato tutta la loro ignoranza, andando a confondere una conferenza stampa volta a portare in discussione evidenze scientifiche, con un convegno, definendolo forzatamente come un evento no-vax.

Nella giornata sono state messe in campo tutte le forze possibili per cercare di fermare e censurare l'evento, etichettandolo, ormai senza più nemmeno utile inventiva, come l'ennesimo tentativo di alcuni attivisti, per creare allarmismo ingiustificato.

Chiaramente i primi risultati arrivati con queste analisi, pubblicate dall'associazione veneta, non piacciono.
In precedenza il "dogma" era quello di contrastare il movimento di genitori come antiscientifico, composto da  cittadini che erano in grado di costruirsi una laurea ad honorem in ambito scientifico, solo dopo aver letto alcune informazioni sul web o sui social. Anche attraverso l'uso di qualche debunker.

Ora che gli stessi genitori e attivisti portano la scienza sul tavolo di discussione, sono altre le scuse pur censurare quanto sta venendo a galla in maniera preoccupante e che va a colpire la salute di molti bambini in Italia, soprattutto nella fascia di età sottoposta all'obbligo di vaccinazione secondo la Legge 119.

E' bastato leggere le pubblicazioni delle ultime 24 ore dell'area news di Google, di Facebook e di Twitter per rendersi subito conto che la volontà non è il dialogo, ma la censura.

La polemica ha iniziato ad alimentarsi nella serata di ieri quando la Presidenza della Camera, attraverso una nota dell'ufficio stampa (n. 677 del 22/01/2019 reperibile qui) ha dichiarato:

In riferimento alla conferenza stampa sull'obbligo vaccinale convocata per giovedì 24 gennaio, su richiesta della deputata Sara Cunial, precisiamo che questo evento non si svolgerà in una sala di rappresentanza della Camera ma all'interno della sala stampa.
L'uso della sala per le conferenze stampa di Montecitorio viene concesso secondo disponibilità sulla base della semplice richiesta dei singoli parlamentari. Né gli Uffici della Camera né la Presidenza possono esprimere valutazioni sul merito della conferenza medesima, che rimane pienamente nella responsabilità del parlamentare che la organizza.

Alla nota sono poi seguite altre dichiarazioni di fonti di Montecitorio all'agenzia ADNKronos:

La responsabilità della sala stampa è dei singoli deputati che la prenotano, non della Presidenza" della Camera. E, al contrario di quanto avvenne per la proiezione del film 'Vaxxed' al Senato della Repubblica, sospesa nel 2016 poiché si trattava di un evento di diversa natura, la conferenza stampa 'no vax' di domani non potrà dunque essere cancellata

Durante la tarda mattinata, anche il Ministro Grillo ha voluto dire la sua, incalzata da alcuni giornalisti all'uscita da un convegno dedicato all'allattamento.
La Grillo si è mostrata fin da subito "contraria al convegno free-vax senza la controparte".
Aldilà dell'esplicito uso delle etichette anche da parte di una rappresentante di una istituzione sanitaria che non dovrebbe alimentare le polemiche e piuttosto promuovere il dialogo, ai più attenti sono apparse fin da subito alquanto contradditorie le dichiarazioni del ministro.

Innanzitutto l'evento di domani è una conferenza e non un convegno, dove saranno presentate delle analisi svolte da laboratori scientifici accreditati per il fine preposto.
La presenza dell'Onorevole Ivan Catalano, vice presidente della Commissione Uranio Impoverito e della Dott.sa Loretta Bolgan, nota a livello internazionale per le competenze in ambito scientifico e farmaceutico, dovrebbero far rinsavire il ministro circa le dichiarazioni fatte.
Anche perchè la stessa Grillo ha fatto parte peraltro, con il collega, della stessa Commissione.

Durante l'intervista, tra le altre cose, si apprende dalla stessa che l'AIFA, ovvero l'Agenzia Italiana del Farmaco, avrebbe risposto punto punto ai quesiti posti dall'associazione veneta Corvelva.
Questa dichiarazione fa appunto comprendere dell'impreparazione del ministro quando, da una nota dei giorni scorsi dell'associazione stessa, si apprende che l'AIFA ha risposto, tardivamente e dopo cinque mesi, solo ad alcuni quesiti e solo ad una minima e primaria risultanza delle analisi avviate durante il 2018.

Da una ultima agenzia ADNKronos si apprende anche dell'intervista a uno dei portavoce dell'Associazione Corvelva, il quale evidenzia "una serie di atteggiamenti ridicoli sulla nostra conferenza" oltre che l'aver "constatato un voltafaccia da parte del M5S, della Grillo peggio perfino della precedente Ministro Lorenzin".

La bufera mediatica ha visto, tra gli altri, anche l'intervento di numerosi parlamentari e la richiesta della Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) di sospendere la conferenza stampa, diretta al Presidente della Camera Fico.
Ma la Camera si è già espressa in tal senso, quindi domani comprenderemo tutti meglio l'evolversi della vicenda, ma soprattutto sarà possibile per molti addetti e non di avere idee più chiare su ciò che queste analisi indipendenti porteranno alla luce tanto da richiedere una sospensione dell'obbligo vaccinale.

Ma sullo scenario dell'informazione si sono fatte vive anche altre realtà, comitati regionali sparsi per l'Italia che, in rappresentanza di decine di migliaia di famiglie, hanno voluto manifestare pieno appoggio all'associazione CORVELVA, etichettata come una associazione antivaccinista in virtù di quell'assonanza che taluni vogliono nel momento in cui dei liberi cittadini chiedono trasparenza da parte delle istituzioni, soprattutto quelle sanitarie.
Comunicati quindi che hanno fatto anche il giro di diverse redazioni locali e nazionali, dal Piemonte, alla Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana.

Questo il gioco delle parti, dove da una parte c'è la precisa volontà, attraverso etichette, di creare fazioni per quindi alimentare lo scontro sociale.
Ma fin quando lo fanno liberi cittadini, può essere accettato, quando questo invece viene alimentato dalle istituzioni e dai rappresentanti del popolo, ecco che il problema si fa più importante.

In tutto questo si fanno spazio anche le indagini penali di cui abbiamo parlato nelle settimane scorse attraverso questo articolo.
La Magistratura e' intervenuta eccome. Due indagini penali. Di cui una con due ipotesi di reato (a Roma)
Le indagini penali preliminari alla Procura di Torino, per farmaci guasti o imperfetti, sono ancora tecnicamente aperte, fino a quando il PM Dr. Vincenzo Pacileo non decide di rilasciare documenti / atti o dichiarazioni.
Alla richiesta di archiviazione di quest'ultimo, il Codacons Piemonte ha formulato opposizione al GIP, e questi si è riservato di decidere.

Lo stesso Presidente di Corvelva, Ferdinando Donolato, ha depositato a Roma altri fascicoli e atti che potrebbero andare ad unirsi a quelli aperti a Udine e tutto quanto prodotto dal PM inquirente di Roma.
Se la documentazione di CORVELVA, depositata a Roma attraverso i propri legali, sarà ritenuta interessante e cruciale per la sicurezza dei vaccini, allora anche CORVELVA  diventera' parte offesa in un procedimento penale.

Si prospetterà quindi l'ipotesi che le indagini penali già in corso dal 2017 si uniranno alla nuova documentazione tecnica visto lo stesso oggetto di indagine.

La nostra redazione, sentito l'autore dell'esposto da cui sono partite le indagini del PM di Udine, che le ha trasferite alla Procura di Roma, per competenza territoriale, Luca Scantamburlo, ha potuto apprendere che la volontà di quest'ultimo è quella di mettere in luce dinamiche giuridiche, implicazioni di politica sanitaria, al fine di "accendere le luci sulla pista, nel buio e nella nebbia, perchè il cargo in volo da troppo tempo atterri e scarichi quel principio di precauzione sul tavolo di lavoro di chi doverosamente deve indagare e fare politica sanitaria e di tutela della salute pubblica, ma all'insegna di un autentico consenso libero ed informato, non estorto con ipocrisia e ricatto di discriminazione sociale e scolastica, se viene esercitato un legittimo dissenso all'atto sanitario della vaccinoprofilassi."

"E' necessario che sospendano subito, con una moratoria, ogni discriminazione e misura sanzionatoria, o emettano un DPR che consenta anche ai bambini delle scuole infantili l'accesso scolastico. Per il principio di massima precauzione del diritto comunitario e per la prassi delle norme cautelari del mondo giuridico e tecnico italiano".

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