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Mercoledì, 18 Settembre

Ergo, Regione Lombardia non dispone di una anagrafe vaccinale centralizzata.
Era il titolo del primo articolo che a ottobre 2018 denunciava la mancanza di un sistema informatizzato e centrale in Regione Lombardia.

Il D.L. 73 del 2017, convertito poi nella Legge 119 sull'obbligo vaccinale, prevedeva, più per imposizioni di politica sanitaria che per reale emergenza, l'istituzione di una anagrafe vaccinale in tutte le regioni, ma questa parte di legge in molte di queste non aveva mai avuto seguito.

La stessa Lombardia aveva dichiarato, come altre regioni, di esserne in possesso ancora nella primavera 2018.
Solo l'interpellanza di un gruppo di genitori evidenziò non solo la non completa creazione della piattaforma, ma addirittura che fino a settembre 2018 il riversamento dei record vaccinali non era mai avvenuto.

Come è la situazione oggi? Dalle testimonianze arrivate alla redazione come quella di oggi, siamo ancora lontani da quello che doveva essere lo strumento efficiente che era stato professato dal Ministero.

Molte volte ci siamo dedicati al tema senza mai trovare una risposta definitiva. Le regioni con anagrafe vaccinale centralizzata - come recitava il Decreto Fiscale che ha visto la conversione dl DL 148 di ottobre 2017 nella Legge 172 il 4 dicembre 2017 - potevano infatti accedere a una procedura semplificata che consentiva il flusso dei dati sanitari dalle ASL alle scuole.

Era importante questa fase, anche il Garante della Privacy si espresse in tal senso, legandosi all'esistenza della anagrafe vaccinale, non andando mai ad autorizzare il flusso dei dati sanitari dalle ASL alle scuole.
Autorizzò piuttosto la comunicazione di dati personali NON sensibili dalle scuole alle autorità sanitarie, ovvero l'elenco degli iscritti.

La Regione Lombardia, nella persona dell'Assessore Giulio Gallera, si trovò quindi costretta a rispondere e confermare che nel 2018 l'anagrafe non era ancora pronta in quanto c'erano stati non pochi problemi nel riversamento dei milioni di record nella nuova piattaforma.

Non rientriamo nel dettaglio di quell'articolo e dell'evento che riportò l'evidenza dei fatti, lo potrete riprendere dal nostro archivio e nel quale troverete anche il documento ufficiale della Regione.
Anche perchè successivamente e per ben altre quattro volte abbiamo scritto sull'argomento senza ricevere alcuna rassicurazione.

L'8 luglio scorso un Comunicato Stampa della regione richiamava nuovamente l'esistenza di questa anagrafe (Fonte Regione Lombardia), eppure su tutto il territorio il caos ha continuato a regionare sovrano, proprio in quei giorni dove venivano richieste prove di appuntamento vaccinale o messa in regola per quelle famiglie ancora inadempienti.

La testimonianza arrivata oggi in redazione è solo uno dei tanti esempi che stiamo registrando da tempo e che evidenziano che le procedure telematiche, atte alla registrazione dei vaccini fatti, hanno una marginalità di errore elevata.

Il caso riguarda una lettera di sollecito per vaccinazioni non eseguite.

…. dal registro vaccinale di questa ASST vostro figlio ********* nato il ***** risulta non essere in regola con l’effettuazione delle vaccinazioni previste dal calendario per l’infanzia.
Vi rinnoviamo l’invito ad accompagnare vostro figlio presso l’ambulatorio di ****** il giorno **/**/2019 alle ore **** per la somministrazione delle vaccinazioni…..
……
Le vaccinazioni sono offerte gratuitamente. Qualora la vaccinazione sia già stata eseguita, siete pregati di fare pervenire (via email) la documentazione attestante l’avvenuta vaccinazione per potere procedere alla registrazione obbligatoria.


Ma quale è la differenza tra le migliaia di testimonianze di famiglie che hanno ricevuto le stesse lettere?
Che il bambino interessato dal richiamo è un bambino danneggiato da vaccino.
A seguito dell'inoculazione del vaccino esavalente, seguito poi da quello per morbillo parotite e rosolia (MPR), una grave e rara patologia intestinale lo ha portato a conseguenze ancora più gravi fino ad arrivare all'evidenza di una sindrome da spettro autistico e una colite eosinofila.

Potete quindi immaginare da un lato lo stupore, ma nel contempo la rabbia della madre che si è vista recapitare la raccomandata dal centro vaccinale. Peraltro con un esonero in mano regolarmente depositato.

Peraltro, ma se l'anagrafe esiste e tutti i record vaccinali sono stati importati, perchè dovrebbe essere la famiglia a fornire la documentazione (come si evince dal testo sopra citato) che la stessa ATS dovrebbe già avere?

Un errore a dir poco grossolano, che però ci fa porre una domanda: ma se, a seguito di questi record mancanti, una famiglia dovesse ricevere un invito ad una vaccinazione già fatta, cosa potrebbe succedere?
Non tutte le famiglie hanno scelto di informarsi e, in piena libertà, hanno scelto di fidarsi del servizio sanitario nazionale, ma un errore di questo genere, potrebbe costare caro alla vita di un altro bambino.

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