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Martedì 11 Dicembre 2018
Disinformazione: quando i debunker ne divengono la fonte

E' passata ormai una settimana da quando la campagna promossa dall'OMCEOCO ha riempito pagine web e quotidiani cartacei un pò in tutta Italia, non limitandosi al solo territorio di Como.
Eppure la polemica non sembra placare.
E sono arrivati anche debunker, a vario livello, ad alimentare la disinformazione che già regnava sovrana un pò ovunque.

Se andiamo a riprendere anche le notizie di Bari che si sono dedicate agli otto casi di morbillo, dovremmo parlare di misinformazione, ovvero di diffusione involontaria di informazioni false. Anche se in alcuni casi, non parleremmo esattamente di atti involontari.

Disinformazione quindi e misinformazione a vari livelli.
A partire dal morbillo alimentato da una famiglia no vax, poi smentita nei fatti, a debunker che vogliono insegnare l'uso della terminologia in campo medico vaccinale, dimenticandosi che la prima dose di esavalente viene somministrata a due mesi di vita e non a tre, confermato da decine di migliaia di famiglie che si sono viste recapitare l'invito a presentarsi presso i centri delle ASL di tutta Italia.

O come potrebbe confermare la madre che nei giorni scorsi ci ha scritto la lettera che abbiamo riportato nell'articolo dedicato al DDL vaccini, in discussione in commissione al Senato, che ci ha raccontato la vicenda del figlio che ha appena vissuto reazioni avverse gravi, con una segnalazione ottenuta con difficoltà all'AIFA da parte del reparto ospedaliero dove il figlio è stato ricoverato.

La campagna "ISOLATA .... O VACCINATA", di cui l'Ordine dei Medici e Odontoiatri di Como si è fatto promotore, ha da subito scatenato grande indignazione, ma non solo tra le file di quella parte della popolazione che ad alcuni e per precisi scopi piace definire "no vax".

Dallo stesso sito dell'Ordine si apprendono le parole del Presidente, Gianluigi Spata:

I dati sopra riportati – commenta Gianluigi Spata, Presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Como e medico di famiglia – sono sicuramente confortanti per la situazione del nostro paese e sono da attribuire all’aumentata copertura vaccinale dovuta anche all’introduzione dell’obbligatorietà delle vaccinazioni oltre che a una continua campagna di sensibilizzazione al problema; ora sarebbe molto pericoloso abbassare la guardia, in quanto si tornerebbe a sottovalutare  i rischi e le complicanze che possono provocare tale patologia. Quindi è necessario mantenere alta l’attenzione, perché comunque 2300 casi al 30 settembre 2018 sono sempre un numero importante. E’ necessario  tenere alta la percezione del rischio e soprattutto diffondere un messaggio chiaro e semplice che la pratica vaccinale è per il bene comune, a tutela anche  di tutti coloro che non possono vaccinarsi perché affetti da patologie che controindicano la vaccinazione.

Aldilà del termine "confortanti" riferito ai dati relativi al morbillo, se messi a confronto quelli del 2018 con il 2017, tutto quello che viene scritto a suffraggio di una campagna del genere appare del tutto ingiustificato.

Perchè seppur lecito un diritto di opinione, nelle righe lette a seguire, ma anche in molti altri quotidiani che si sono dedicati all'evento, non si è trovato un solo riferimento ai rischi di trauma nei confronti dei bambini.

La interpretazione di un bambino che si trova difronte una immagine del genere, che arriva a promuovere la vaccinazione facendo leva su un atto puramente discriminatorio, evidentemente non ha preoccupato quei medici che l'hanno pensata.
Eppure dei traumi possono esserci in quanto il risvolto negativo in termini prettamente pedagogici, quindi di apprendimento, approfondimento e puramente psicologici, possono sussistere e dovrebbero essere oggetto di profonda analisi.
Ma in tal senso persiste il silenzio, anche da parte della politica, considerando che le vittime potrebbero essere molte di più di quelle che si sostiene si vorrebbero difendere.

Alcuni giornalisti hanno piuttosto preferito prendere di mira chi, invece, ha voluto riprendere le immagini diffuse dall'OMCEOCO per farne una variante.
Qualcuno ha voluto definirle "disinformazione", cercando di smentire quanto scritto sopra l'immagine, che risulta però supportato da dati reali.

18m19 vaccini omceoco variante

Già nelle prime ore del mattino circolava un articolo pubblicato su un quotidiano del comasco che riportava questa frase:

Ma, come detto, il fronte complottista e anti-vaccinista si è immediatamente scagliato contro la campagna ma soprattutto ne hanno falsificato totalmente il senso. E naturalmente, con grande diffusione sui social network a partire da Facebook. Qui sotto qualche esempio, dove la frase originale “Isolato o vaccinato” si è trasformata nel clamoroso fake “Una reazione avversa da vaccino può isolare tuo figlio per tutta la vita”. Una manipolazione oggettivamente incredibile.

Non ci soffermiamo sulle etichette che tanto piacciono ad alcuni.
La campagna originale viene "falsificata", questa è la dichiarazione del giornalista, addirittura arrivando a definire "fake" qualcosa di reale e che migliaia di famiglie in Italia hanno conosciuto troppo da vicino.

Sul fatto che le reazioni avverse da vaccino esistano non ci sono dubbi. E non ne sorgono altri se pensiamo che, da fonti ufficiali dell'AIFA, non sono mancati danni così gravi da portare perfino a una invalidità permanente se non addirittura alla morte.
Certo definire questa una immagine "no vax" la dice lunga, considerando che nel testo non c'è alcun invito a NON VACCINARSI, ma piuttosto a pretendere informazioni complete dal proprio medico.

E per quanto poteva apparire inizialmente una caduta di stile modificare l'immagine di un bambino (peraltro non reale in quanto acquistata su un database di vendita di immagini), nemmeno l'esempio riportato riferito allo STRABISMO può essere considerato disinformazione.

Utilizzando le keyword "VACCINO STRABISMO", il primo risultato (e ce ne sono molti altri) che troviamo sul noto motore di ricerca si riferisce a un documento pubblicato su EPICENTRO, Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità.

Tale documento riporta il seguente titolo: "Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini somministrati in età 0-17 anni,segnalati in Provincia di Modena dal 2002 al 2005".
A pagina 4, al paragrafo 4 "Eventi avversi rilevanti" si apprende:

Prima di entrare nel merito delle analisi dedicate agli eventi rilevanti è opportuno chiarire cosa si intende con tale termine.

I sintomi che successivamente vedremo inseriti tra i “rilevanti” rappresentano un insieme di eventi segnalati dalla letteratura internazionale o giudicati soggettivamente dagli autori, comedegni di nota per la loro rilevanza clinica. I criteri adottati si riferiscono alle caratteristiche di gravità, emergenza/urgenza, durata o – nel caso di reazioni locali – anche all’estensione della lesione.

Sono stati considerati inoltre rilevanti i sintomi neurologici, le trombocitopenie (3), la malattia di Kawasaki, ed altri ancora che hanno comportano un disagio importante (alopecia, acrodermatite, Herpes Zoster e strabismo) o che risultano segnalati in letteratura anche solo come casi aneddotici osservati dopo vaccinazione. Sono inseriti infine tra i rilevanti, edemi articolari con ematomi e manifestazioni cutanee non chiare ma importanti dal punto di vista della durata, dell’estensione o comunque aneddoticamente “interessanti”.

Le “definizioni di caso” fanno riferimento, per alcuni sintomi, ai criteri indicati a livello nazionale e internazionale per la sorveglianza (8), mentre per altri – di cui non sono stati reperiti criteri inletteratura - a criteri soggettivi costruiti dagli autori (tabella 3).

Il documento completo lo potete scaricare dal sito ufficiale oppure da qui.
 
Riprendiamo integralmente quanto pubblicato su NewsBiella.it, per dare eco al Comunicato Stampa inviato alla redazione del quotidiano on line gratuito di Biella e del biellese:

A seguito della nuova campagna per promuovere le vaccinazioni infantili, promossa dalla OMCEOCO, riteniamo doveroso intervenire per fare alcune importanti precisazioni. Sicuramente molti medici e ordini dei medici non si riconoscono nella campagna discriminatoria messa in atto dall'ordine dei medici di Como. Come gruppo Libertà di cura Biella esprimiamo il nostro dissenso a questa campagna e proponiamo una riflessione.

Quando i medici torneranno a essere medici e non promotori di una terribile discriminazione sociale, quando ricorderanno il giuramento di Ippocrate, quando ricominceranno a pensare ai pazienti come a persone e non come a numeri sui quali far lievitare i propri interessi economici, quando avranno il coraggio di dire occhi negli occhi alla mamma di un bambino danneggiato o morto per le reazioni avverse che i vaccini sono sicuri... Solo allora non saremo più costretti a vedere queste oscenità per le vie delle nostre città.

Da politici ignoranti in materia e che non devono rispondere personalmente del loro operato di fronte a genitori annientati dalla malattia o dalla perdita del loro bambino, perché ancora comodamente affossati nelle loro poltrone, potevamo anche aspettarcelo. Ma fatto da coloro che dopo anni di studi hanno giurato di NON NUOCERE, che non possono non sapere che le reazioni avverse esistono poiché sono documentate e riconosciute; che non possono ignorare che l’igiene e le condizioni di vita attuali e la medicina (quella intesa come noi intendiamo, cioè studio della persona nella sua complessità e nelle sue mille sfaccettature perché, ricordiamocelo, ogni essere umano è  unico e in quanto tale il riconoscimento dei sintomi, delle malattie, delle reazioni mai potrà essere schematizzato, computerizzato, globalizzato, snaturalizzato e allontanato dall’approccio umano) ci permettono di affrontare con relativa tranquillità le malattie infettive, ci offende.

Abbiamo assistito sgomenti a richiami, minacce e inquisizioni da parte dell’ordine dei medici verso i loro stessi iscritti che si sono posti leciti dubbi.

Ora siamo di fronte a un invito, da parte dello stesso ordine, alla discriminazione e all'emarginazione, in aperta violazione di quanto sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione, per motivi che di scientifico non hanno proprio nulla.

Chiediamo a gran voce di arrivare ad avere trasparenza, sicurezza, corretta informazione e dialogo sincero con la classe medica.

Chiediamo a gran voce di smettere di strumentalizzare la già difficile situazione dei soggetti immunocompromessi.

Chiediamo a gran voce di non discriminare i bambini.

Chiediamo a gran voce alla classe medica di valutare e segnalare con attenzione ogni possibile reazione avversa ai vaccini.

Chiediamo a gran voce di non dimenticare le famiglie dei danneggiati e morti a seguito delle vaccinazioni.

Tutto questo chiediamo, e attendiamo risposte.

Fino a quel momento non smetteremo di urlare "Giù le mani dai bambini".

Da tutti i bambini, senza distinzione né discriminazione”.

 

Comunicato Stampa Libertà di cura - Biella

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