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Giovedì, 18 Aprile
Conferenza Stampa alla Camera. Vaccinegate è entrato in Parlamento. E non senza polemiche

La nostra redazione, nella giornata del 24 gennaio 2019, ha avuto la possibilità di presenziare alla Conferenza Stampa su VACCINEGATE, svoltasi alla Camera dei Deputati.
E' stata da subito oggetto di polemiche strumentali da parte di politica e stampa, tra richieste di annullamento e prese di distanza dalla Deputata Sara Cunial.

Quest'ultima ha offerto il suo supporto a centinaia di migliaia di cittadini che da tempo chiedono invano di essere ascoltati.
Il solito schernimento editoriale come unica risposta da parte di chi evidentemente non vuole un confronto civile e documentato, condito da toni inquisitori più vicini alla fede religiosa che alla scienza che così a sproposito si invoca.

Si ringrazia nuovamente CORVELVA, l'associazione veneta che ha permesso di arrivare con la scienza nelle stanze del Parlamento, per l'impegno e la lucida determinazione sull'argomento.

Vogliamo trasmettere le nostre impressioni, ricordando che l'intera conferenza la potete trovare sul nostro canale di Youtube a questo link.  

Dati i tempi contingentati dalle regole della sala, la conferenza stampa si è incentrata su due argomenti fondamentali.

Il primo ha riguardato la storia, e la richiesta di verità, da parte di Andrea Rinaldelli, padre di Francesco, Alpino morto nel 2008, la cui scomparsa ha dato il via a quella che sarebbe poi diventata la commissione parlamentare incaricata di portare avanti il cosiddetto “Progetto Signum”, su uranio impoverito e vaccinazioni al personale militare.
Ricordiamo che a questa commissione ha partecipato anche l'attuale Ministro della Salute Giulia Grillo, che ha però preferito dissociarsi dalla conferenza, dichiarandosi "contraria al convegno free-vax senza la controparte".
Verrebbe da chiedersi il Ministro utilizzò la stessa obiettività quando, a ottobre 2018, una importante casa farmaceutica come la GLAXO ottenne una conferenza all'interno delle sale istituzionali del Senato della Repubblica italiana.

Il secondo, l’illustrazione della Dott.ssa Loretta Bolgan su metodica e risultati delle analisi finanziate dall'associazione Corvelva, su alcuni lotti di vaccino attualmente in commercio e somministrati usualmente alla comunità pediatrica.

Nonostante i temi fossero degni di ampi approfondimenti, i giornalisti in sala sono apparsi più interessati a stuzzicare e a provocare la Deputata Cunial (M5S), rea secondo l’opinione pubblica - più spesso condizionata da taluni personaggi della politica e di una parte della comunità scientifica, in questo caso - di aver permesso di fare da
cassa di risonanza ai pericolosi “NO-VAX”.

Quello che la stampa di regime omette di dire ve lo diciamo noi: qual'è l’anello di congiunzione fra questi due argomenti?

Le conclusioni della commissione parlamentare “SIGNUM” prevedevano una raccomandazione alle istituzioni di svolgere analisi sui vaccini, al fine di individuare o escludere un possibile “problema” dovuto all’iper vaccinazione del personale militare.
Bene: queste analisi non sono mai state nemmeno avviate, ed i vaccini somministrati ai militari sono gli stessi prodotti che vengono utilizzati anche per la popolazione civile, e, in diverse formulazioni, per i bambini.

Ecco che CORVELVA, tramite autofinanziamento degli associati e donatori, ed una donazione diretta dell'ONB (Ordine Nazionale dei Biologi italiani), ha fatto ciò che le
istituzioni, chissà per quale motivo, stanno omettendo di fare: indagare.

I risultati, pubblicati per precauzione soltanto in modo provvisorio, e notificati ad AIFA, ISS e Ministeri responsabili, sono stati illustrati dalla Dott.ssa Loretta Bolgan con assoluta professionalità, in maniera obiettiva e comprensibile.

Ciò è quello che è mancato invece da parte dei giornalisti e politici (del PD) presenti in sala, concentrati, nelle domande in coda alla conferenza, più sul gossip e sulla strumentale divisione in fazioni etichettate.

Il meccanismo lo conosciamo: giustificare provvedimenti coercitivi che altrimenti risulterebbero pericolosamente impopolari, anche da parte di chi ha vaccinato i propri figli, ma che dovrebbe comunque difendere il diritto all’autodeterminazione.

I titoli, le etichette, attacchi organizzati non sugli argomenti, ma piuttosto sulle persone, sono il nuovo outfit di una certa branchia dell'informazione, che non si sofferma nemmeno sui contenuti di una importante conferenza come quella avvenuta nelle sale istituzionali, o durante la Conferenza organizzata nella giornata di ieri dall'ONB.
Peccato che questi che pensano di fare informazione, ma che in realtà non sanno nemmeno più cosa sia l'etica.

L'informazione deve essere l'eco dei cittadini.
Pretendere serietà ed ufficialità dalle istituzioni, dagli scienziati che devono dimostrare e non convincere, dovrebbe essere la base.
Omertà, negazionismo e derisione non servono a nulla, se non ad alimentare ulteriormente il dissenso e la disinformazione.

I documenti tecnici ci sono, li hanno ricevuti tutte le redazioni, e su questi si chiedono spiegazioni.
Si recepiscono e si confrontano, non si respingono con la scusante che si tratta di informazioni fornite da una associazione "vicina ai no-vax".

Le fazioni servono a poco, se poi sono alimentate da istituzioni e massime autorità in ambito saniario, non faranno altro che rafforzare la posizione di dubbio. E l'assurdità di questa contrapposizione deriva proprio dal fatto che i primi che dovrebbero pretendere approfondimenti dovrebbero essere quei genitori che si sono fidati ciecamente di una pratica sanitaria imposta per legge, avviata con un decreto d'urgenza, in assenza di epidemie.

Un appello andrebbe fatto, a chi ancora crede nell'informazione giusta, equilibrata, non influenzata, e per questo riprendiamo due citazioni:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure
Art. 71 della Costituzione italiana

E dall'Ordine dei Giornalisti:

E’ diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori
L’articolo 2 (Diritti e doveri) della legge professionale 69/1963

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