Vuoi contribuire?

 Desideri contribuire ad espandere il progetto?

Il tuo interesse potrebbe essere quello di chiedere alla redazione informazioni o fonti non indicate su qualche articolo?

Oppure ti interessa proporre un tuo articolo da pubblicare? Se hai segnalazioni da fare non esitare a contattare la nostra redazione, ti risponderemo il più presto possibile.

Scrivi alla redazione

Martedì, 19 Novembre
Emergenza sanitaria, quella vera: l'antibiotico-resistenza

La bacchettata a medici e pediatri arriva nei giorni scorsi proprio dall’Agenzia Italiana del Farmaco.
In Europa è l’Italia ad avere il record di dosi giornaliere di antibiotici somministrate soprattutto tra bambini e anziani.

E torna il rischio relativo alla farmaco-resistenza, con l’avvento di superbatteri capaci di resistere a qualsiasi cura.
Con il risultato, nel nostro paese, di aver causato la morte di 10mila persone l’anno.
Ma per la ministra Grillo, il problema resta il morbillo.

In un mondo ideale il paziente dovrebbe stare al centro delle scelte terapeutiche di ciascun professionista in campo sanitario.
Le linee guida e i protocolli andrebbero applicati con cognizione di causa adattando la cura e personalizzandola nel rispetto del malato da assistere.

Ciò che avviene nella realtà è la mera standardizzazione di terapie, nel silenzio più assordante del Ministero della Salute che, nonostante l’allarme rosso lanciato ormai da tempo circa la minaccia dell’antibiotico-resistenza, non pare intervenire in maniera concreta su tale problematica, poiché completamente assorbito da un pericoloso patogeno che pare disseminare panico e morti al pari della peste nera manzoniana: il morbillo.

La medicina difensiva

Poiché gli investimenti in nuovi antibiotici non sembrano essere sufficientemente remunerativi per le ditte farmaceutiche, la ricerca e lo sviluppo in questo campo procede a rilento col rischio che nel 2050 ci troveremo realmente a dover affrontare un concreta emergenza causata dal trend attuale di abuso di antibiotici, in particolare nelle fasce pediatriche e geriatriche.

Deontologia medica

È forse giunto il tempo di fare bilanci, di mettere sul piatto il buonsenso della pratica medica è l’applicazione dei protocolli.
I medici sono ancora liberi di prescrivere o di non prescrivere? Qual è il paradosso della medicina odierna?

In assenza di libertà di operare in scienza e coscienza non sapremo mai se un medico sta prescrivendo un determinato farmaco perché necessario, per tutelarsi o più banalmente perché vi è un ritorno economico previo accordo con chi lo produce.

Il paziente oggi è spiazzato, ha perso fiducia, è sospettoso.
Non è un caso, viviamo in uno dei paesi più corrotti d’Europa in campo sanitario.
Non si tratta di un’opinione, ma di un fatto.
È la storia del nostro bel paese parla da sè.

Torniamo al morbillo

Sovente sentiamo parlare di epidemia sia nel nostro paese sia in Europa.
È pronto il nuovo piano di eradicazione della malattia entro 2020.
È partita la campagna per la vaccinazione a tappeto dai nati dal 1975.
Eppure i dati dell’ISS riferiti al 2018 parlano chiaro, anzi chiarissimo: incidenza pari a 4,1 casi su 100.000 abitanti. Si tratta pertanto di mera strumentalizzazione?

Il dubbio è alla base della scienza, la logica è alla base del pensiero libero.

Quanto siamo ancora liberi di dubitare?

Stato avanzamento lavori

{Informazione Libera Press} prende il via il 31 agosto 2018 nella sua versione beta!
Leggi la sua storia mentre i lavori proseguono...

Funzionalità
68%
Archivio
44%
Risorse
52%
Easy of Use
75%
0
Shares

Sei interessato?

Seguici anche sui nostri canali Social...

0
Shares