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Sabato, 24 Ottobre
FNOMCeO scrive al CNF: quando torna utile nominare deontologia e Costituzione. La replica dell’Avv. Roberto Mastalia.

Lotte fra Ordini ai tempi del Covid19. Facendo riferimento al diffondersi di presunti inviti ai cittadini da parte di taluni studi legali, ad intentare cause nei confronti dei camici bianchi, il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) Filippo Anelli, lo scorso 27 marzo, scrisse al Presidente del Consiglio Nazionale Forense (CNF), Andrea Mascherin, enfatizzando il valore della tutela dei diritti di rango costituzionale, in nome della deontologia professionale, presupposto inderogabile per entrambe le professioni.

Il comunicato integrale è pubblicato sul portale della Federazione.

Nel breve comunicato di Anelli, spicca con forza un passaggio di enorme rilevanza, che nel paese degli scandali sanitari, lascia certamente ampio spazio a nutrite analisi, motivate dall’incoerenza dei fatti gravosi che hanno segnato la sanità italiana degli ultimi decenni.

“Non Ti nascondo la delusione che provo nel constatare che gli interessi di natura economica prevalgono sull’interesse generale che, al contrario, vorrebbe i medici operare nella massima serenità possibile per garantire l’assistenza duramente messa alla prova in questi frangenti – conclude – Nel pieno rispetto delle Tue prerogative e di quelle dei Consigli territorialmente competenti, Ti prego di rafforzare la vigilanza affinché i valori deontologici non siano accantonati neanche in questo momento di difficoltà”.

La replica e i fatti. A questo proposito, non si è fatta attendere la reazione dell’’Avv. Roberto Mastalia, legale specializzato in cause di malasanità, il quale ha pubblicato una lettera aperta indirizzata al Consiglio Nazionale Forense, all’Unione Nazionale delle Camere Civili, all’Ordine degli Avvocati di Perugia e alla Camera Civile di Perugia, criticando l’atteggiamento della FNOMCeO proprio nel rispetto di quei medici che hanno duramente lavorato “a mani nude contro un nemico invisibile”. Il testo integrale della lettera è disponibile sul sito di AURETITALIA al seguente link.

Di forte impatto i seguente stralci, che in ben otto pagine si propongono di descrivere la realtà attuale nell’era dei tagli, della spending review e dei conflitti di interesse, talvolta nemmeno particolarmente velati, oramai metabolizzati dalla maggioranza dei cittadini, nel silenzio assenso di quelle stesse associazioni professionali che dovrebbero vivere di pane e Costituzione:

“…se i medici sono costretti a lottare “a mani nude” ciò è anche la conseguenza dell’apparente indifferenza (che in realtà nasconde ben altri interessi) con la quale la loro rappresentanza ha accolto una serie di discutibili provvedimenti normativi: dall’istituzione del “numero chiuso” all’università al progressivo smantellamento del SSN operato da parte di tutti i governi che si sono succeduti a partire soprattutto dagli anni ’90 ad oggi. Per fare un esempio attinente con la problematica Covid-19, non è stato certo per colpa degli avvocati “cattivi”… 

[…] Nel contempo, vorrei sommessamente ricordare come la categoria medica – unica tra tutte – grazie a quell’intenso quanto continuo lavoro di lobby che l’avvocatura non ha mai perseguito o, in ogni caso, ottenuto è riuscita in questi ultimi anni ad ottenere una serie di discutibili – per non dire illegittimi e financo incostituzionali – provvedimenti normativi coi quali, nel colpevole silenzio sia dell’avvocatura che della magistratura, hanno alfine ottenuto l’impunità penale dei medici che abbiano seguito le cd “Linee guida” le quali, vale la pena ricordarlo, non sono altro che un insieme di raccomandazioni ed indicazioni in ordine a protocolli e procedure giocoforza generiche, spesso contrastanti l’una con l’altra e che necessitano di un continuo aggiornamento in quanto, come noto, la medicina non è una scienza esatta come la matematica ma spesso inesatta ed in (teorico) continuo divenire.

[…] Quindi, la “soluzione” trovata da medici e politica per ridurre il contenzioso contro i medici, anziché adoperarsi per eliminare il numero chiuso e fornire insegnamenti migliori a partire dall’Università e quindi fornire adeguati aggiornamenti professionali al fine di eliminare, per quanto possibile, danni a cittadini/pazienti della vita e della salute dei quali non sembra interessare nulla a nessuno, è stata quella di evitare che i medici debbano rispondere dei danni che continueranno a fare!

[…] tralasciando per un attimo gli scandali e le inchieste che vedono medici e/o relative associazioni salire periodicamente quanto tristemente agli “onori” della cronaca, basta soffermarsi un attimo sui sponsor dei convegni e delle conferenze mediche, entrare in una USL piuttosto che in qualche reparto ospedaliero o facoltà universitaria e dare un’occhiata a poster, brochure, gadgets piuttosto che ad alcune “app” per rendersi conto di chi, a dispetto delle risibili quanto ipocrite locuzioni tipo “con il contributo non condizionante di” persegua realmente “interessi di natura economica” di tipo particolare a scapito di quello “interesse generale” che, fino a prova contraria, dovrebbe essere rappresentato proprio dal paziente inteso come contraente oltremodo “debole” nel rapporto col medico e/o con la struttura ospedaliera. Per non parlare poi dell’ulteriore, grottesco, passaggio nel quale il presidente del FNOMCeO “prega” il suo omologo del CNF “…di rafforzare la vigilanza affinché i valori deontologici non siano accantonati neanche in questo momento di difficoltà”; anche in questo caso, non posso fare a meno di ricordare come il FNOMCeO sia stato - ed è tuttora - l’artefice primo e l’apparente “mandante” (senza andarne a ricercare altri dietro le quinte) di quella “caccia alle streghe” nei confronti di quei medici “eretici” che non si sono voluti allineare all’approccio fideistico ed ai diktat della (finta) medicina legata agli interessi economici e quindi corrotta e che hanno avuto quale unica “colpa” quella di aver sollevato legittimi dubbi in una materia che, come visto in precedenza, è pregna di dubbi.

[…] ll tutto, mentre nell’anagrafica del FNOMCeO continuano ad essere regolarmente iscritti personaggi assurti agli “onori” della cronaca nera non solo per omicidi o lesioni colpose ma anche preterintenzionali e financo dolosi! Per questo motivo, il richiamo sia ai “valori deontologici” che alla presunta “tutela” di “diritti di rango costituzionale” da parte del FNOMCeO appare oltremodo grottesca!

[…] Da quanto sopra si evince in maniera inequivocabile come il documento del FNOMCeO, lungi dal rivendicare il diritto dei medici ad operare con la dovuta serenità, in realtà tradisce non solo un malcelato egoismo diametralmente opposto agli interessi dei pazienti ed appare per quello che in realtà è, ovvero l’ennesimo tentativo di instaurare una sorta di “dittatura sanitaria” a supporto dell’altra “dittatura”, quella che si nasconde dietro un alone di “democratica” alla quale stanno assistendo pressoché impotenti i cittadini italiani in questi giorni.

[…] Da anni, nell’incapacità della politica di adeguarsi ad quel sistema democratico bicamerale garantista voluto dai padri costituenti, assistiamo ad un abuso della decretazione d’urgenza in aperta violazione a quanto indicato dall’art. 77 della Costituzione; non solo in questo periodo di “emergenza”, più “artificiale” che legata ad eventi “naturali”, ma anche nel recente passato quando, per esempio, per restare nell’ambito di un argomento legato a politiche latu sensu “sanitarie”, nel maggio 2017 il Consiglio dei Ministri licenziò quello che sarebbe poi divenuto il DL n. 73/2017 (poi convertito in legge n. 119/2017) col quale, nonostante la protesta di parte della popolazione, al solo scopo di perseguire interessi economici, vennero rese obbligatorie ben undici vaccinazioni per i bambini ed i ragazzi da zero a sedici anni; un provvedimento che lo stesso Presidente del Consiglio dell’epoca, nel corso della conferenza stampa seguente all’approvazione, riconobbe privo dei presupposti legati a “casi straordinari di necessità e di urgenza” di cui al predetto art. 77, comma 2 Cost.!

[…] Appare quindi evidente che troviamo di fronte al proliferare di reiterate violazioni quali per esempio: -. Ad una delibera del Consiglio dei Ministri del 31.01.2020 con la quale, anche a dispetto di quanto indicato dall’OMS, anziché dichiarare lo stato di emergenza legato al Coronavirus, non si sa bene se per superficialità o perché scientemente voluto, veniva deliberato per sei mesi genericamente lo “stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”; con ciò ricomprendendovi qualsiasi “agente virale trasmissibile” ivi comprese normali “influenze”, varicella, rosolia e similari. -. Al predetto abuso della decretazione d’urgenza; -. All’illegittimo uso dei DPCM che, vale la pena ricordarlo, nella gerarchia delle fonti del diritto sono parificati a meri “regolamenti”; -. All’illegittima “autosospensione” dei lavori del Parlamento ed al conseguente accentramento sulla persona del Presidente del Consiglio di poteri paragonabili a quelli di una Repubblica presidenziale quale, nonostante i ripetuti tentativi in tal senso operati negli ultimi anni, (ancora) non è l’Italia del 2020; -. All’illegittima, continua, nomina di non meglio precisati “esperti” dei quali non è dato conoscere per esempio funzioni, poteri, retribuzione etc. ma solo il tentativo di estendere anche ad essi - non si sa bene in base a quale principio logico, ancor prima che giuridico – un’ulteriore “impunità”! E potrei continuare

[…] Tranne alcuni sparuti quanto lodevoli interventi da parte per esempio di Sabino Cassese, Paolo Maddalena, Valerio Onida e Daniele Trabucco oltre alla lodevole iniziativa della Camera Civile di Prato, non ho scorto interventi da parte delle rispettive associazioni professionali.

In conclusione, mi permetto sommessamente di suggerire: a). Da una parte maggiore oculatezza nell’assumere pubblicamente posizioni che rischiano di diventare una sorta di boomerang in quanto facilmente strumentalizzabili da parte di media sempre pronti a lanciarsi in campagne denigratorie al solo scopo di raccogliere qualche lettore; ci sarà pure un motivo se l’Italia si trova al 43° posto mondiale su 180…; b). dall’altra di assumere provvedimenti non solo disciplinari anche estremi nei confronti di quei personaggi che pongano in essere comportamenti lesivi della dignità della professione; c). Infine, di intervenire con maggiore frequenza e puntualità in ordine ai fatti politico-sociali che hanno così grande rilevanza giuridica al fine di riappropriarci di quell’immagine pubblica che l’avvocatura ha mantenuto per secoli, tanto da trovare molteplici riferimenti all’artt. 104, comma 4, all’art. 106, comma 3 ed all’art. 135, commi 2 e 6 della Costituzione come ricordato, tra gli altri, nel pregevole documento “L’avvocatura e la Costituzione” realizzato dallo stesso CNF. Un’immagine della quale, eliminate le “mele marce”, l’avvocatura merita di riappropriarsi nell’interesse non solo di sé stessa e di chi tra gli iscritti porta avanti con onestà, scrupolo e correttezza la professione, ma soprattutto dei cittadini tutti e della società italiana nella sua interezza; con la speranza che ciò costituisca un incoraggiamento ed uno stimolo anche per altre categorie professionali.

Ci riserviamo dal commentare i due scritti fornendo opinioni personali, lasciando al lettore la prerogativa di sviluppare un’idea propria senza condizionamenti dello scrivente, anche in considerazione delle profonde differenze nei dei due testi integrali, in termini di prolissità e varietà dei contenuti, trattandosi rispettivamente di un comunicato stampa (il primo) e di una lettera aperta (il secondo). Al lettore la piena analisi e valutazione dei fatti in totale consapevolezza e spirito critico.

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