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Mercoledì, 17 Luglio
Medici e personale sanitario: sostengono l'obbligo, ma sono i primi a non vaccinarsi

E' la realtà che emerge da numerosi fonti, provenienti dall'informazione e da siti istituzionali.
Non sono rare le testimonianze di genitori che, prima del 2017 e quindi prima dell'entrata in vigore della Legge Lorenzin, parlavano del rapporto con il proprio medico o pediatra.
Un rapporto certamente più coerente in passato con quelle che erano le loro scelte personali nell'ambito della prevenzione, data la scarsa adesione alle vaccinazioni nonostante le raccomandazioni del Ministero della Salute.

Ma oggi, in breve tempo, il comportamento è cambiato, parecchi medici e operatori sanitari dicono di trovarsi d'accordo con obblighi imposti per Legge.
Nonostante questo, i vaccini non li fanno ancora. A pensar male, a volte ci si azzecca.

Non è la prima volta che la nostra redazione approfondisce il tema dell’obbligo vaccinale nei confronti dei medici e degli operatori sanitari.

Ce ne siamo occupati anche in un articolo del mese scorso, analizzando le raccomandazioni contenute nella Gazzetta Europea del 7 dicembre 2018.

I fatti

È per questa ragione che non desta alcun clamore quanto pubblicato sul sito della FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) in merito alle scarsa adesione alla vaccinazione da parte della classe medica:

I motivi per cui non pochi medici non si vaccinano (abbiamo coperture del 15% circa contro l’influenza) sono vari…

Fonte: https://www.fimp.pro/progetto-bfree/319-ma-i-medici-si-vaccinano/amp

Numerosi articoli riportano dati e dichiarazioni nei quali viene confermato che i medici che si vaccinano sono pochi, anzi pochissimi.

https://www.focus.it/scienza/salute/i-medici-si-vaccinano-troppo-poco-putroppo

In Emilia-Romagna hanno perfino introdotto l’obbligo per i medici, pena il trasferimento. Una vera sconfitta per la classe medica...

https://ambo.ausl.bologna.it/temi/vaccini/i-vaccini-operatori-sanitari/operatori-sanitari-e-obbligo-di-vaccinazione-1

Le contraddizioni

Esclusione di bambini sani dalle scuole dell’infanzia e dai nidi nonostante i medici, in primis, ammettono di rappresentare un possibile veicolo di contagio per i pazienti, dichiarandosi apertamente responsabili di alcuni focolai di morbillo che hanno avuto luogo di recente.

Ebbene sì, avete capito bene! Sempre dal sito della FIMP leggiamo, nero su bianco, una sorta di ammissione di colpa, fotografia dell’incoerenza in termini assoluti, esplicitando una realtà tanto grave quanto contraddittoria:

Poi possiamo, in fase di incubazione, contagiare chi avviciniamo sia in ambito ospedaliero sia sul territorio:ad esempio fra i quasi 5000 casi di morbillo denunciati nel 2017, circa il 10% era costituito da medici e infermieri e se consideriamo che a un caso di morbillo ne conseguono altri 9 nei contatti, possiamo ipotizzare che non pochi fossero responsabili di locali epidemie.

La teoria

Nel rispetto del paziente e della stessa deontologia professionale, è doveroso applicare la medicina preventiva con le dovute cautele, quali ad esempio il principio di precauzione, dovendo sottoporre un individuo sano ad un trattamento sanitario di prevenzione. Questo nella teoria…nella pratica sappiamo realmente come funziona il sistema dei centri vaccinali. Ne abbiamo già parlato qui.

Un approccio completamente opposto viene, invece, adottato quando, in seguito ad una diagnosi, si prescrive un trattamento volto a curare (non prevenire) una patologia, attraverso una specifica terapia farmacologica. Ma questa è un’altra storia!

Eppure la barbarie messa in atto della Legge 119/2017 continua imperterrita a mietere le sue vittime, accanendosi soprattutto verso la fascia 0-6 anni della popolazione.

L’obbligo vaccinale, verso qualsiasi categoria sia rivolto, rappresenta un immenso fallimento per le istituzioni sanitarie, così come per la medicina ippocratica, nonché il declino del rapporto fiduciario medico-paziente, mettendo in luce l’ipocrisia con cui i trattamenti sanitari vengono fortemente raccomandati a taluni, ma non effettuati serenamente da chi li propone.

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