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Martedì, 19 Novembre
Sanità, prevenzione e scuola: l'influenza del trasformismo politico

Sempre più sdoganata l’arte del trasformismo politico, tra scivolate e scivoloni dei maggiori esponenti del nuovo governo.

Eppure, mentre la legge delle poltrone tiene banco nelle aule del parlamento, in quelle scolastiche non crollano solo i muri ma anche gli iscritti, grazie ad una normativa dai caratteri assai anticostituzionali.

Non sempre cambiare idea è sinonimo di intelligenza.
Non ce ne vogliano Einstein, nè Galilei, ma dando uno sguardo all'attuale politica italiana, ci sentiamo decisamente più vicini alle riflessione di Bonaparte “In politica la stupidità non è un impedimento” e di Nietzsche “Si paga caro l’acquisto del potere; il potere istupidisce”.

Abbiamo assistito, in silenzio, tra sgomento, indignazione e rassegnazione, alla partenza dell'attuale governo giallo-rosso (meglio forse dire giallo-fucsia), senza dubbio il più trasformista e rocambolesco di sempre.

È venuto il momento di rompere il silenzio esprimendo la nostra, nel bene e nel male, sincera opinione.

Le pagelle

Nulla è passato inosservato all’orizzonte della nostra redazione (auspichiamo nemmeno per i nostri attenti e curiosi lettori).

Abbiamo intravisto la brama di potere sconfinare le stanze dei palazzi che contano, celata dietro il nome di governo della responsabilità.
La stessa brama che, negli anni, ha pervaso il sedicente rivoluzionario movimento grillino, oggi al termine di una metamorfosi kafkiana degna del più antico partito di sistema, un “enorme insetto immondo” colpevole del suo essere tale, mentendo sapendo di mentire.
Non risparmiano critiche a chi ha umanamente commesso errori, perseverando diabolicamente.

Movimento 5 Stelle, voto: gravemente insufficiente.

 

Cosa dire di Conte? Quale dei due? Conte 1 o Conte 2.

Ci arroghiamo il diritto di dare un giudizio ad entrambi i “Giuseppi”, d’altronde ciascuno di noi i conti li fa con la propria coscienza.

Del “Giuseppo” numero 1, ricordiamo con simpatia il primo discorso da Premier intravedendo da lontano un uomo sconosciuto ai più, professore, avvocato al quale tremava la voce parlando dal microfono del Quirinale.

Chi l’avrebbe mai detto sarebbe stato così versatile da sostenere Salvini prima, per riciclarsi con Zingaretti e Renzi dopo?

Dagli esordi ambigui, al chiaro scenario apocalittico di una tragedia allegorica senza interpretazione, se non il beneficio del dubbio di essere stato vittima di una fattura franco-teutonica che lo ha stregato a colpi di spread.

Conte 1, voto: quasi sufficiente.

Conte 2, voto: inclassificabile

 

PD, il nuovo che avanza grazie a governi che cadono, o meglio, che piovono, calati dall’alto di un sistema manipolato, paneuropeo, sovranazionale e tecnocratico, ormai evidente agli occhi di tutti.

Quanto a coerenza, i nuovi alleati di governo sono fermamente allineati tra loro...del resto è risaputo, chi disprezza compra! Però qui a pagare il conto non saranno loro, purtroppo…

PD, voto: gravemente insufficiente

 

C’è una pedina nella scacchiera del Parlamento che ancora una volta ha dato prova del peggior trasformismo di sempre.

Ciò che sorprende, o forse ormai neppure più, è che ella riesca ancora a far parlare di sé, dal basso del suo 0,0 qualcosa, nonostante la manifesta mediocrità e inconsistenza politica.

Se ancora non fosse chiaro a chi stiamo dedicando così sprezzante descrizione, vogliamo darvi un ulteriore petaloso indizio, ricordandola con le peggiori campagne di sempre, come il “fertility day” e le citazioni più imbarazzanti che mai, come: “i virus saltellano”.

Siamo certi avrete risolto l'indovinello, dando a Beatrice Lorenzin voto: inclassificabile.

 

Non è un caso, anzi è voluto, non dar spazio in questo pezzo ai Matteo più chiacchierati d'Italia, tra mojiti e nuovi partiti.

Non ce ne voglia “Giuseppi”, ma di Mattei ce n’è uno solo, si chiama Ugo e ha tutta la nostra stima.

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