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Sabato, 25 Giugno
Vaccinare in sicurezza: ONB organizza il Convegno, la Grillo non sarà presente

Il prossimo 25 gennaio l'Ordine Nazionale dei Biologiorganizza a Roma un importante Convegno dal titolo "VACCINARE IN SICUREZZA".
All'evento, come si apprende dalla pagina dedicata sul sito della ONB, è stata invitata anche il Ministro Giulia Grillo, ma la stessa non sarà presente.

Seppur comprensibile che un Ministro possa avere i suoi impegni istituzionali, come le tante partecipazioni televisive su emittenti nazionali, è altresì evidente che tutto ciò che sul panorama della comunità scientifica italiana appare mettere in discussione l'efficacia e la sicurezza dei vaccini debba essere disertato dalle massime cariche istituzionali che operano nella Sanità italiana.

Eppure la posizione dell'ONB e del suo presidente, Vincenzo D'Anna, è sempre stata chiara e evidente, avvalorata anche da quanto dichiarato in occasione di questo convegno:

ONB ravvisa la necessità di percorsi di formazione per i professionisti sanitari per promuovere la pratica vaccinale con efficacia e in sicurezza.

cit.: ONB sito web, programma dedicato all'evento

Quasi un modo, da parte delle istituzioni, per desensibilizzare l'opinione pubblica verso il tema, invece che avere il coraggio di affrontarlo di petto.
Un atteggiamento che vede tra i protagonisti la persona che, più di tutti, sta deliberatamente mostrando forti contraddizioni proprio sul tema dei vaccini e dell'obbligo per la loro inoculazione.
Il "parallelismo" proviene dalle dichiarazioni della Grillo, a partire dal Decreto Lorenzin e dalla sua conversione in Legge, a fine luglio 2017, oltre che dalle sue partecipazioni a varie commissioni, come quella dell'uranio impoverito che ha portato alla luce situazioni drammatiche.

In quale modo tutto questo può restituire fiducia? Lo scetticismo è diffuso, anche da parte di chi non è del tutto contrario alla prevenzione attraverso i vaccini. E questo non lo diciamo noi, ma lo segnalano anche autorevoli scienziati che si sono espressi sul rapporto tra i cittadini e una sanità malfunzionante.

L'impegno profuso da molti quotidiani italiani per sostenere la tesi che i vaccini attualmente distribuiti in Italia siano efficaci, puliti e sicuri, è notevole, ma anche imbarazzante.
Non si trovano mai le fonti che potrebbero provenire da una farmacovigilanza seria e attiva, articoli scritti con forte incisività nei titoli, ma con dei condizionali d'obbligo che mostrano tutta l'incertezza dello scrivente.

Il Senatore Vincenzo D'Anna, con un Convegno che va perfino a rientrare tra gli strumenti previsti dall'autoformazione per il conseguimento di crediti ECM, non fa altro che riportare l'attenzione sul tema importante del VACCINE HESITANCY.
Un fenomeno non solo italiano, complesso, che consiste nel ritardo, nel rifiuto parziale o totale delle pratiche vaccinali.

Più volte D'Anna, nelle ultime settimane, ha sostenuto l'argomento, attaccando tutti coloro che lo accomunano alla fazione dei "no-vax".
Ma quello che lo ha contraddistinto è che, da uomo di scienza, non si è girato altrove quando sono state pubblicate le analisi di alcuni lotti di vaccini che vengono inoculati in Italia.

Analisi commissionate da genitori che hanno portato avanti quello che il Ministero della Salute aveva promesso, ma mai avviato.
Analisi che stanno descrivendo una situazione preoccupante, a partire da contaminanti che non dovrebbero essere presenti, a tossoidi non trovati (gli stessi che dovrebbero, per effetto della vaccinazione, contribure all'immunizzazione nei confronti della malattia), DNA animale e umano, oltre a una percentuale considerevole di contenuti non riconosciuti in quanto richiederebbero, per la loro specifica identità, ulteriori approfondimenti.

Difronte a tutto questo, il Presidente D'Anna si era rivolto il 12 gennaio scorso al nuovo commissiario dell'Istituto Superiore della Sanità: "Renda pubblici i dati della farmacovigilanza".
Questo appello anche per tentare, invano, di spegnere le polemiche di quei ricercatori che avevano tentato di smontare e ridicolizzare la metodologia adottata per l'analisi dei vaccini.
Una metodologia criticata perchè non in grado di trovare i tossoidi in un primo gruppo di analisi, la stessa utilizzata su altri lotti e su altre tipologie di vaccini che invece i tossoidi, anche se solo in parte (3 su 6), li ha trovati. Un caso?

Un segnale forte da parte del Ministero della Salute e dall'ISS potrebbe provenire, almeno per i lotti analizzati, emettendo un provvedimento per il loro ritiro per ulteriori accertamenti, in virtù di un principio di precauzione che possa evitare altri bambini danneggiati.

Un riscontro per quei genitori che stanno lottando affinchè chi lotta per la trasparenza venga ascoltato. Considerando che sono già più di un paese, la Polonia per prima, a chiedere informazioni circa i vaccini analizzati e i risultati che sono stati pubblicati.

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