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Mercoledì, 18 Settembre
Il Contenzioso di Kano - Pfizer, un crimine contro la Nigeria

Avvenne 22 anni fa, ma siamo sicuri che dalla storia si impara?

Con l'espressione “Contenzioso di Kano” si fa espressamente riferimento a tutti quei casi giudiziari che videro coinvolta la multinazionale Pfizer in seguito ad una sperimentazione umana non autorizzata su dei bambini della città di Kano, in Nigeria.

Nel 1996 in Africa più di 12.000 persone morirono a causa di un’epidemia di meningite. A Kano, nel nord della Nigeria, i medici della Pfizer, una delle case farmaceutiche più grandi del mondo, si offrirono, nell’ambito di un programma d’emergenza lanciato dall’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) di curare circa duecento bambini, metà con il nuovo farmaco sperimentale Trovan, e metà con il miglior farmaco contro la meningite sul mercato al tempo, il Ceftriaxone.

Morirono 5 bambini sotto cura con il nuovo antibiotico sperimentale Trovan (mentre molti altri rimasero vittima di cecità, malformazioni e paralisi) e comunque secondo i medici della Pfizer il test ebbe un buon risultato.

“L’antibiotico sperimentale Trovan venne successivamente messo in commercio in Europa ma solo per gli adulti e, praticamente subito, nel 1998 ritirato dal mercato per l’alta tossicità.”

L’opinione pubblica di tutto il mondo pose i riflettori sul caso dei bambini di Kano dopo che il 17 dicembre 2000, il giornalista Joe Stephens scrisse un articolo sul Washington Post che ben descrisse la situazione di Kano.

In quella cittadina impolverata della Nigeria stava imperversando un’epidemia che mieteva moltissime vittime e l’arrivo dei medici stranieri che dispensavano gratuitamente costosissime medicine venne visto dalla popolazione come la salvezza assoluta. L’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere aveva già montato un centro di cura volto unicamente a salvare vite umane, mentre i medici e ricercatori della Pfizer avevano istituito un’unità separata. Stavano usando l'epidemia di meningite della Nigeria per condurre esperimenti su bambini con quello che Pfizer riteneva essere un nuovo antibiotico promettente - un farmaco non ancora approvato negli Stati Uniti.

Il farmaco sperimentale è stato un potenziale successo: gli analisti di Wall Street avevano affermato che Pfizer avrebbe potuto raccogliere 1 miliardo di dollari l'anno se il Trovan avesse ottenuto l'approvazione per tutti i suoi potenziali usi. Pfizer voleva anche testare il farmaco per l'uso contro la meningite, incluso un ceppo epidemico. La compagnia non riusciva a trovare abbastanza pazienti negli Stati Uniti, quindi i suoi ricercatori erano venuti a Kano, tra i moribondi.

Il caso più emblematico, o perlomeno quello che arrivò sulla scrivania del Washington Post, fu di una ragazzina di 10 anni dal peso di 41 chilogrammi. Il suo nome non è mai stato noto, fu sostituito dai medici della Pfizer come paziente numero 0069 nel sito di test numero 6587.

6587-0069 viveva in Nigeria, a Kano, e nell’aprile del 1996 contrasse la meningite ma morì 3 giorni dopo aver preso una dose di 56 milligrammi dell’antibiotico sperimentale Trovan. Ovviamente nessuno può sapere se la morte di 6587-0069 avvenne in conseguenza della sperimentazione, soprattutto visto che gli unici dati in possesso provengono dalle cartelle cliniche dei ricercatori Pfizer, ma non è questo il punto. Forse la ragazzina era al di là di ogni speranza. Eppure le circostanze della sua morte, dopo aver assunto un farmaco non approvato in una situazione in cui un’azienda privata stava sperimentando un farmaco, suggeriscono problemi molto più grandi.

Il Washington Post nel corso degl’anni si concentrò molto sugli esperimenti farmaceutici in Africa, Asia, Europa dell'Est e America Latina, rilevando un sistema di test in piena espansione, scarsamente controllati, dominato da interessi privati volti solo al favore economico.

Questi farmaci, come il farmaco di Kano, saltano i confini con una scarsa revisione governativa ed entrano nella totale revisione unicamente privata. Il controllore è colui che produce, testa, vede. Le scarse risorse che FDA destina alla supervisione degli esperimenti all’estero, permettono alle case farmaceutiche di pagare i medici nei paesi del Terzo Mondo e nell'Europa dell'Est, per testare i propri farmaci a migliaia di soggetti umani.

La questione allarmante è che l’FDA, come l’EMA, richiede che i pazienti ti tutti i test, indipendentemente da dove vivono, acconsentano pienamente agli esperimenti se i risultati devono essere utilizzati per ottenere l'approvazione all'immissione in commercio. Ma l'indagine che scaturì dai processi legati al “Contenzioso di Kano” e successivamente dal Washington Post, rilevò che in molti altri casi le regole non venivano applicate, non vi era nessun consenso informato e, pertanto, in che modo l’FDA o l’EMA approvano prodotti farmaceutici se manca la documentazione necessaria all’approvazione stessa?

Ovviamente, essendo la Pfizer americana, il problema e le domande si ampliano. Se l’FDA non avrebbe potuto approvare il farmaco Trovan, le Istituzioni americane erano a conoscenza? Quelle Nigeriane?

Una fonte anonima inviò nel 2006 al Washington Post un rapporto molto lungo e dettagliato del governo nigeriano. Questo rapporto, dai contenuti esplosivi, venne nascosto a tutti nonostante le indagini degli avvocati dei bambini e dei media di mezzo mondo. Il rapporto conclude così:

“Pfizer non ha mai ottenuto l'autorizzazione dal governo nigeriano a dare il farmaco non provato a quasi 100 bambini e neonati. Pfizer ha selezionato i pazienti in un ospedale da campo nella città di Kano, dove i bambini erano stati trattati per un ceppo spesso mortale di meningite. All'epoca, Medici senza Frontiere distribuiva antibiotici approvati all'ospedale… L'esperimento di Pfizer è stato un processo illegale di un farmaco non registrato, un chiaro caso di sfruttamento dell'ignoranza”

Pfizer ha sostenuto da sempre che i suoi ricercatori si sono recati a Kano con un movente puramente filantropico, per aiutare a combattere l'epidemia, che alla fine ha ucciso più di 15.000 africani. La commissione medica nigerina ha respinto totalmente questa ridicola spiegazione, sottolineando che i medici Pfizer hanno completato il loro processo e se ne sono andati mentre "l'epidemia era ancora in corso" e l’esperimento ha violato la legge nigeriana, la Dichiarazione internazionale di Helsinki che disciplina la ricerca medica etica e la Convenzione UN sui diritti dell'infanzia.

Il gruppo di esperti nigeriani che hanno redatto il rapporto sul caso di Kano, hanno raccomandato che Pfizer sia "sanzionato in modo appropriato e diretto, chiedendo ufficialmente che Pfizer rilasciasse delle scuse senza riserve al governo e alla popolazione della Nigeria.

Nel reperire la documentazione legata al caso di Kano, ci siamo accorti come molti aspetti della questione rimangano a distanza di anni molto molto misteriosi. Ad oggi noi abbiamo letto della relazione del Governo nigeriano solo mediante il Washington Post poiché la relazione rimane tutt’oggi riservata. Lo stesso capo del gruppo investigativo governativo, Abdulsalami Nasidi, dichiarò nel 2006 che il rapporto non è mai stato pubblicato. Si presume, leggendo articoli di quotidiani nigeriani, che Nasidi ritrattò essendo stato l’obiettivo di minacce di morte ad oggi non specificate.

Le indagini conclusero con una conferma, la Pfizer non chiese mai il consenso dei genitori dei bambini nè del governo nigeriano per il trattamento sperimentale. Nel 2010 La Corte suprema nordamericana ha autorizzato il processo contro la Pfizer e quattro famiglie nigeriane hanno ricevuto un risarcimento di 175.000 dollari ciascuna da un fondo di 35 milioni di dollari creato da un accordo tra la casa farmaceutica e la città di Kano dove sono avvenute le sperimentazioni. I versamenti sono parte di un accordo extragiudiziale raggiunto nel 2009.

Questa vicenda è una delle cause del fallimento di alcune campagne di vaccinazione contro la poliomielite promosse dall’OMS in Nigeria, che è il paese con la più alta percentuale di abitanti malati di polio di tutto il mondo.

Fonte:
https://www.washingtonpost.com/

Fonte:
https://www.nytimes.com/

Fonte:
https://www.ilpost.it/

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