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Sabato, 24 Ottobre
Ripartenza scuole: gestione di casi e focolai tra linee guida modificate e assenza di competenze

Sul fatto che le scuole, nella loro ripartenza dopo otto mesi tra lockdown e pausa estiva, non si siano trovate del tutto pronte a gestire la deriva sanitaria che è conseguita dal Covid-19, non c'è alcun dubbio.

Ministero della Salute e MIUR non hanno certo dimostrato di saper condurre tutta la piramide istituzionale che arriva alle fondamenta delle competenze territoriali, alle dirigenze scolastiche e a chi realmente dovrebbe condurre le valutazioni mediche che possono interessare docenti e studenti eventualmente positivi al test diagnostico, qualunque esso sia.

Ma le stesse istituzioni sembra non siano più in grado di recuperare terreno, dando seguito a ordinanze e circolari dubbie e caotiche.
Se molti tra dirigenti e famiglie erano riusciti a memorizzare il protocollo da seguire in caso di positività, da metà settembre è cambiato tutto, con dubbi anche sulla legittimità riguardo le nuove procedure: un dirigente, mediante segnalazione del personale scolastico, è di fatto in grado di sollevare il medico competente da ciò che è suo onere compiere?

Perchè difronte allo scenario che stiamo vedendo, pare che i MMG e PLS siano declassati a meri burocrati e passacarte.

#IMMUNI: il Ministero della Salute insiste su una app che pone dubbi su legittimità, utilità ed efficacia

Era l'8 luglio quando Walter Ricciardi, professore di Igiene all'Università Cattolica e consulente del Ministero della Salute, disse durante una intervista a SkyTG24: "Pochi hanno scaricato la App Immuni ed è colpa del complottismo" 1.

Sempre dalla trasmissione, aggiunge "Servirà quando riaumenterà il numero di casi, per fare il tracciamento, come succederà in autunno".

Appare evidente che la app tanto acclamata e adottata dal Governo, che si prefiggeva di monitorare l'andamento dei contagi, non ha avuto il successo sperato da qualcuno.
Lo si evince anche dalla campagna avviata oggi dal Ministero della Salute sui propri canali: "Nella lotta contro Covid-19 l'app Immuni può fare la differenza. Scaricala sul tuo smartphone e proteggi chi ti è vicino. Più siamo e meglio stiamo".

Una corsa ai ripari quindi, e la strada sempre la stessa: assumere testimonial che possano abbattere il muro di diffidenza che il Ministero della Salute e questo Governo dovrebbero ben prendere in considerazione.
Questa volta è il turno dl Flavio Insinna, noto attore e conduttore televisivo.

Nel frattempo non sono certo negazionisti o complottisti che hanno posto alcune domande e sollevato dubbi sulla tecnologia adottata, sulla diffusione, sugli allarmismi e anche qualche falsa sicurezza.

#Vaccinazioni: obbligo si, obbligo no, e l'evidenza scientifica è la grande assente

La legge Lorenzin potrebbe essere rivista, ma lo Stato tace la debacle del Nitag e del Ministero della Salute e si prepara a confermare l’obbligo.

La normativa prevede che ad agosto 2020 si possa avviare l’iter per una revisione sull’obbligo della vaccinazione quadrivalente (morbillo, parotite, rosolia, varicella) qualora i valori di copertura siano sopra la soglia del 95%.

Gli altri 6 vaccini imposti (tetano, difterite, pertosse acellulare, epatite B, poliomielite e haemophilus influenzale di tipo b) resterebbero invece obbligatori in maniera permanente.

A breve, in base alla verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte, ci sarebbe quindi la possibilità di rivedere la tanto discussa legge.

Scoop UK? In Italia era già segnalata da aprile al Ministero, ma del tutto ignorata

Che avessimo la cura lo dicevano da inizio aprile, e lo hanno fatto anche attraverso una lettera inviata al ministro della salute Speranza 1.
Professori di farmacologia, neurologi, pneumologi, specialisti di anestesia e rianimazione, cardiologi, esperti di statistica medica, ordinari di biochimica e biologia molecolare clinica, professori di farmacologia e tossicologia, patologi, ricercatori di medicina specialistica diagnostica e sperimentale, professori di biologia farmaceutica, di biologia applicata e molti altri, uniti per un appello rimasto inascoltato.

Così come alcuni di loro dicevano che il Covid-19 è verosimilmente aggravato da problematiche di infiammazione intestinale.

Ma quet'oggi, sulla stampa 2 3 4 5, rimbalza una notizia importante, nel linguaggio giornalistico si definirebbe uno scoop: forse è stata trovata una prima cura efficace contro il Covid-19.
Una cura peraltro estremamente economica, e forse per questo assisteremo a un'altra baraonda di informazioni che diranno tutto e il contrario di tutto.

#COVID19: i bambini non sono danneggiati dalla malattia, ma dalla incompetenza del Governo

Siamo ben lontani dai numeri che nei mesi di febbraio, marzo e aprile hanno destabilizzato la popolazione italiana.
Un continuo passaggio sul mainstream di dati che venivano (e vengono) di giorno in giorno riportati: 270 contagiati, 72 decessi e 1.297 guariti quelli di ieri.

Viene anche confermato il netto calo dei contagi, i letti di terapia intensiva, come dichiarato dalla stessa Protezione Civile, sono solamente 300 in tutta Italia.

Ma nonostante tutto vada verso un momento favorevole in contrasto all'emergenza sanitaria, il tema scuola ancora impegna il tavolo del Ministero della Salute e quello dell'Istruzione.
Di concerto con le indicazioni che sembrano provenire dal CTS, prosegue un susseguirsi di proposte, dalle più disparate, per riaprire "in sicurezza".

Nel frattempo, è però sconcertante quanto nessuno dei componenti del Comitato Tecnico Scientifico si sia preoccupato dello stato di salute dei bambini, soprattutto quelli più piccoli, che dalla fine di febbraio hanno troncato ogni rapporti con i compagni di scuola che riempivano il loro quotidiano.

Eppure le denunce sono tante, dalle famiglie ai pediatri, psicoterapeuti e psicologi infantili, che avvisano della regressione di molti bambini.
Da pianti sconsolati, all'incapacità di svolgere azioni che facevano parte del loro quotidiano, fino ad arrivare a disturbi psichiatrici come la tricotillomania infantile.

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