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Lunedì, 10 Agosto
#Vaccinazioni: obbligo si, obbligo no, e l'evidenza scientifica è la grande assente

La legge Lorenzin potrebbe essere rivista, ma lo Stato tace la debacle del Nitag e del Ministero della Salute e si prepara a confermare l’obbligo.

La normativa prevede che ad agosto 2020 si possa avviare l’iter per una revisione sull’obbligo della vaccinazione quadrivalente (morbillo, parotite, rosolia, varicella) qualora i valori di copertura siano sopra la soglia del 95%.

Gli altri 6 vaccini imposti (tetano, difterite, pertosse acellulare, epatite B, poliomielite e haemophilus influenzale di tipo b) resterebbero invece obbligatori in maniera permanente.

A breve, in base alla verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte, ci sarebbe quindi la possibilità di rivedere la tanto discussa legge.

Scoop UK? In Italia era già segnalata da aprile al Ministero, ma del tutto ignorata

Che avessimo la cura lo dicevano da inizio aprile, e lo hanno fatto anche attraverso una lettera inviata al ministro della salute Speranza 1.
Professori di farmacologia, neurologi, pneumologi, specialisti di anestesia e rianimazione, cardiologi, esperti di statistica medica, ordinari di biochimica e biologia molecolare clinica, professori di farmacologia e tossicologia, patologi, ricercatori di medicina specialistica diagnostica e sperimentale, professori di biologia farmaceutica, di biologia applicata e molti altri, uniti per un appello rimasto inascoltato.

Così come alcuni di loro dicevano che il Covid-19 è verosimilmente aggravato da problematiche di infiammazione intestinale.

Ma quet'oggi, sulla stampa 2 3 4 5, rimbalza una notizia importante, nel linguaggio giornalistico si definirebbe uno scoop: forse è stata trovata una prima cura efficace contro il Covid-19.
Una cura peraltro estremamente economica, e forse per questo assisteremo a un'altra baraonda di informazioni che diranno tutto e il contrario di tutto.

#COVID19: i bambini non sono danneggiati dalla malattia, ma dalla incompetenza del Governo

Siamo ben lontani dai numeri che nei mesi di febbraio, marzo e aprile hanno destabilizzato la popolazione italiana.
Un continuo passaggio sul mainstream di dati che venivano (e vengono) di giorno in giorno riportati: 270 contagiati, 72 decessi e 1.297 guariti quelli di ieri.

Viene anche confermato il netto calo dei contagi, i letti di terapia intensiva, come dichiarato dalla stessa Protezione Civile, sono solamente 300 in tutta Italia.

Ma nonostante tutto vada verso un momento favorevole in contrasto all'emergenza sanitaria, il tema scuola ancora impegna il tavolo del Ministero della Salute e quello dell'Istruzione.
Di concerto con le indicazioni che sembrano provenire dal CTS, prosegue un susseguirsi di proposte, dalle più disparate, per riaprire "in sicurezza".

Nel frattempo, è però sconcertante quanto nessuno dei componenti del Comitato Tecnico Scientifico si sia preoccupato dello stato di salute dei bambini, soprattutto quelli più piccoli, che dalla fine di febbraio hanno troncato ogni rapporti con i compagni di scuola che riempivano il loro quotidiano.

Eppure le denunce sono tante, dalle famiglie ai pediatri, psicoterapeuti e psicologi infantili, che avvisano della regressione di molti bambini.
Da pianti sconsolati, all'incapacità di svolgere azioni che facevano parte del loro quotidiano, fino ad arrivare a disturbi psichiatrici come la tricotillomania infantile.

#DECRETO #SCUOLA: al via la discussione. Riaprite quelle porte!

Con la temporanea sospensione dei campionati di calcio causa Coronavirus, l’Italia si è rapidamente trasformata da una nazione di commissari tecnici in una nazione di medici, virologi, esperti tecnico-scientifici, costituzionalisti.

Nell’ultimo periodo in tanti hanno disquisito sulla costituzionalità o meno dei DPCM che si sono susseguiti.

In pochi, forse pochissimi, si sono però ricordati l’Art. 33 e l’Art. 34 della Costituzione italiana che di fatto sanciscono l’essenzialità del diritto all’istruzione, che da tutti deve essere fruibile e che le istituzioni hanno il dovere di garantire.

Uscendo dai confini nazionali, nell’Unione Europea il diritto all’istruzione è sancito dalla “Carta dei diritti fondamentale”, dove l’Art. 14 recita: “Ogni persona ha diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione professionale e continua”.

FNOMCeO scrive al CNF: quando torna utile nominare deontologia e Costituzione. La replica dell’Avv. Roberto Mastalia.

Lotte fra Ordini ai tempi del Covid19. Facendo riferimento al diffondersi di presunti inviti ai cittadini da parte di taluni studi legali, ad intentare cause nei confronti dei camici bianchi, il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) Filippo Anelli, lo scorso 27 marzo, scrisse al Presidente del Consiglio Nazionale Forense (CNF), Andrea Mascherin, enfatizzando il valore della tutela dei diritti di rango costituzionale, in nome della deontologia professionale, presupposto inderogabile per entrambe le professioni.

Il comunicato integrale è pubblicato sul portale della Federazione.

Nel breve comunicato di Anelli, spicca con forza un passaggio di enorme rilevanza, che nel paese degli scandali sanitari, lascia certamente ampio spazio a nutrite analisi, motivate dall’incoerenza dei fatti gravosi che hanno segnato la sanità italiana degli ultimi decenni.

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