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Venerdì, 22 Gennaio
Quando la libertà di espressione è negata anche al Garante per l'Infanzia e Adolescenza

Guai andare contro un sistema, soprattutto se questo porta avanti decisioni che hanno più evidenze di natura politica piuttosto che sociale o di salute.
Solo una settimana fa abbiamo pubblicato la notizia: il Garante (ormai ex) dell'Infanzia e Adolescenza di Fiumicino non ci sta all'uso indiscriminato delle mascherine al banco per i bambini più piccoli e per questo scrive una lettera al Dr. Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico.

Una azione che non ha lasciato per nulla indifferenti anche altri esponenti dell'Autorità Garante, tanto che anche altri nei giorni scorsi si sono esposti pubblicamente, dalla Toscana e dal Trentino Alto Adige.

Evidentemente il Prof. Tasciotti, Garante di Fiumicino, ha creduto di vivere ancora in uno Stato dove la libertà di opinione, di espressione, ma soprattutto la liceità di mettere in discussione un documento pubblico che lo vede interessato nel suo ruolo, fosse ancora possibile.

Purtroppo in Italia le cose sono cambiate, anche in fretta, perchè il Sindaco di Fiumicino, tal Esterino Montino, ex capogruppo del PD al consiglio regionale, si è sentito in dovere di rimuovere dall'incarico un garante "scomodo".
Perchè in questo paese non si è più portati al dialogo, ma alla finta retorica e soprattutto al far valere il proprio incarico rimuovendo chi non è allineato, a discapito della salute dei più piccoli.

L'indomani dalle dichiarazioni di chi ha definito l'idrossiclorichina "inefficace", ecco che non tarda ad arrivare la risposta del Prof. Luigi Cavanna 1, primario di oncoematologia di Piacenza che, attrezzato di tutto punto, già nella prima fase dell'epidemia era impegnato nell'assistenza domiciliare ai pazienti Covid.

Cure precoci a casa, cure che hanno contribuito a contrastare anche la solitudine di molte persone anziane abbandonate presso i propri domicili, nel mezzo del caos generato da un sistema sanitario che ha mostrato tutta la sua inefficienza 2.

L'uso della idrossiclorochina che ha portato il Time a dedicare perfino una copertina al professore 3, ripreso nella sua operatività al domicilio dei pazienti, tanto da poter dichiarare già a maggio che «La sanità va ripensata sulla base dei bisogni clinici ed umani dei malati, sempre più anziani e con più patologie. Meno cure in ospedale e più cure a casa. E meno accessi alla porta girevole del Pronto soccorso».

Carenza di attrezzature, carenza di farmaci anche d'uso comune, carenza di medicina del territorio che ancora oggi il Governo non ha provveduto a sanare.

Ripartenza scuole: gestione di casi e focolai tra linee guida modificate e assenza di competenze

Sul fatto che le scuole, nella loro ripartenza dopo otto mesi tra lockdown e pausa estiva, non si siano trovate del tutto pronte a gestire la deriva sanitaria che è conseguita dal Covid-19, non c'è alcun dubbio.

Ministero della Salute e MIUR non hanno certo dimostrato di saper condurre tutta la piramide istituzionale che arriva alle fondamenta delle competenze territoriali, alle dirigenze scolastiche e a chi realmente dovrebbe condurre le valutazioni mediche che possono interessare docenti e studenti eventualmente positivi al test diagnostico, qualunque esso sia.

Ma le stesse istituzioni sembra non siano più in grado di recuperare terreno, dando seguito a ordinanze e circolari dubbie e caotiche.
Se molti tra dirigenti e famiglie erano riusciti a memorizzare il protocollo da seguire in caso di positività, da metà settembre è cambiato tutto, con dubbi anche sulla legittimità riguardo le nuove procedure: un dirigente, mediante segnalazione del personale scolastico, è di fatto in grado di sollevare il medico competente da ciò che è suo onere compiere?

Perchè difronte allo scenario che stiamo vedendo, pare che i MMG e PLS siano declassati a meri burocrati e passacarte.

#IMMUNI: il Ministero della Salute insiste su una app che pone dubbi su legittimità, utilità ed efficacia

Era l'8 luglio quando Walter Ricciardi, professore di Igiene all'Università Cattolica e consulente del Ministero della Salute, disse durante una intervista a SkyTG24: "Pochi hanno scaricato la App Immuni ed è colpa del complottismo" 1.

Sempre dalla trasmissione, aggiunge "Servirà quando riaumenterà il numero di casi, per fare il tracciamento, come succederà in autunno".

Appare evidente che la app tanto acclamata e adottata dal Governo, che si prefiggeva di monitorare l'andamento dei contagi, non ha avuto il successo sperato da qualcuno.
Lo si evince anche dalla campagna avviata oggi dal Ministero della Salute sui propri canali: "Nella lotta contro Covid-19 l'app Immuni può fare la differenza. Scaricala sul tuo smartphone e proteggi chi ti è vicino. Più siamo e meglio stiamo".

Una corsa ai ripari quindi, e la strada sempre la stessa: assumere testimonial che possano abbattere il muro di diffidenza che il Ministero della Salute e questo Governo dovrebbero ben prendere in considerazione.
Questa volta è il turno dl Flavio Insinna, noto attore e conduttore televisivo.

Nel frattempo non sono certo negazionisti o complottisti che hanno posto alcune domande e sollevato dubbi sulla tecnologia adottata, sulla diffusione, sugli allarmismi e anche qualche falsa sicurezza.

#Vaccinazioni: obbligo si, obbligo no, e l'evidenza scientifica è la grande assente

La legge Lorenzin potrebbe essere rivista, ma lo Stato tace la debacle del Nitag e del Ministero della Salute e si prepara a confermare l’obbligo.

La normativa prevede che ad agosto 2020 si possa avviare l’iter per una revisione sull’obbligo della vaccinazione quadrivalente (morbillo, parotite, rosolia, varicella) qualora i valori di copertura siano sopra la soglia del 95%.

Gli altri 6 vaccini imposti (tetano, difterite, pertosse acellulare, epatite B, poliomielite e haemophilus influenzale di tipo b) resterebbero invece obbligatori in maniera permanente.

A breve, in base alla verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte, ci sarebbe quindi la possibilità di rivedere la tanto discussa legge.

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