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Martedì, 02 Giugno
#DECRETO #SCUOLA: al via la discussione. Riaprite quelle porte!

Con la temporanea sospensione dei campionati di calcio causa Coronavirus, l’Italia si è rapidamente trasformata da una nazione di commissari tecnici in una nazione di medici, virologi, esperti tecnico-scientifici, costituzionalisti.

Nell’ultimo periodo in tanti hanno disquisito sulla costituzionalità o meno dei DPCM che si sono susseguiti.

In pochi, forse pochissimi, si sono però ricordati l’Art. 33 e l’Art. 34 della Costituzione italiana che di fatto sanciscono l’essenzialità del diritto all’istruzione, che da tutti deve essere fruibile e che le istituzioni hanno il dovere di garantire.

Uscendo dai confini nazionali, nell’Unione Europea il diritto all’istruzione è sancito dalla “Carta dei diritti fondamentale”, dove l’Art. 14 recita: “Ogni persona ha diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione professionale e continua”.

FNOMCeO scrive al CNF: quando torna utile nominare deontologia e Costituzione. La replica dell’Avv. Roberto Mastalia.

Lotte fra Ordini ai tempi del Covid19. Facendo riferimento al diffondersi di presunti inviti ai cittadini da parte di taluni studi legali, ad intentare cause nei confronti dei camici bianchi, il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) Filippo Anelli, lo scorso 27 marzo, scrisse al Presidente del Consiglio Nazionale Forense (CNF), Andrea Mascherin, enfatizzando il valore della tutela dei diritti di rango costituzionale, in nome della deontologia professionale, presupposto inderogabile per entrambe le professioni.

Il comunicato integrale è pubblicato sul portale della Federazione.

Nel breve comunicato di Anelli, spicca con forza un passaggio di enorme rilevanza, che nel paese degli scandali sanitari, lascia certamente ampio spazio a nutrite analisi, motivate dall’incoerenza dei fatti gravosi che hanno segnato la sanità italiana degli ultimi decenni.

#COVID19: seimila decessi, risultato di anni di tagli alla Sanità

Milioni di italiani rinchiusi in casa, totalmente dipendenti dai canali di informazione del mainstream e del web, in attesa di un segnale di ripresa e di libertà.
La conta dei morti, un esercito di persone, con una loro vita, una loro storia, che, ad emergenza finita, dovranno essere ricordati alle istituzioni sorde che proseguono a suon di decreti confusi e interpretabili.

Tante domande su un virus, del quale i medici oggi hanno una sola certezza, il nome: SARS-CoV-2.

Una serie di concause, ma una su tutte ha la prevalenza: la mancanza di posti letto negli ospedali, soprattutto quelli di terapia intensiva.
Un Sistema Sanitario Nazionale che mostra la sua fragilità in un momento di emergenza sanitaria, mettendo alla luce tagli sconsiderati alla sanità pubblica.

Era il 2012, si pronunciava spending review, e grazie all'azione del Governo Monti, vennero bruciati 30.000 posti letto.

#Coronavirus, il sondaggio: quanta fiducia hai nei confronti delle istituzioni sanitarie

E' una domanda che si stanno ponendo in molti.
Certamente non raccoglieremo la soddisfazione o il malcontento di tutti, ma un ampio campione permetterà di comprendere, in mezzo al caos generato soprattutto dal mainstream, quale sia la reale fiducia della popolazione nei confronti delle istituzioni sanitarie.

Dalle singole regioni, fino ad arrivare all'intervento del Consiglio dei Ministri, sono state avviate diverse iniziative per tentare di contenere il contagio, fino all'approvazione del Decreto Legge del 23 febbraio e diversi decreti attuativi.

Dopo le dichiarazioni dell'OMS, che proprio ieri ha affermato che ci sono rischi reali per una pandemia globale, lanciamo un sondaggio ringraziando fin d'ora tutti coloro che vorranno partecipare.

Famiglie e #Disabilità: autismo in aumento, ma Regione Lombardia taglia i fondi

La delibera è del 23 Dicembre 2019, la XI/2720.
Regione Lombardia mette a rischio il già debole e precario sostegno alla disabilità gravissima (Misura B1) per servizi di supporto socio-assistenziale alle famiglie con soggetti autistici, mostrando di voler fare economia sulla pelle della popolazione più debole e bisognosa.

In Lombardia questa misura è riconosciuta anche a famiglie con bambini e giovani affetti da disturbi dello spettro autistico.
Situazioni di vita drammatiche e inimmaginabili da chi non viene a contatto con questi casi.

Ambiguo il comportamento delle istituzioni sanitarie della regione che saranno richiamate sull'argomento proprio con il consiglio del prossimo 14 gennaio.

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