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Sabato, 23 Gennaio
Il negazionismo in tempi di #Covid

In tempo di pandemia, oltre che con mascherine, guanti monouso e gel igienizzanti, abbiamo familiarizzato con termini fino a qualche mese fa sconosciuti ai più.

Molti con una pertinenza semantica chiara e adeguata al contesto in cui ci siamo trovati a vivere, altri il cui significato è stato volutamente adattato ad un contesto tutt’altro che pertinente: uno di questi è il termine negazionismo ed il suo derivato negazionista.

Partiamo dalla sua definizione enciclopedica.

Gli strani legami tra mascherine, banchieri, iraniani e pentastellati

Negli ultimi mesi le mascherine sono prepotentemente e drammaticamente entrate a far parte della nostra vita.

Da un giorno all’altro questo nuovo “accessorio”, inizialmente e per lungo tempo praticamente introvabile, è entrato nella nostra quotidianità, tanto da passare da perfetta sconosciuta (alzi la mano chi prima di marzo ha indossato nella sua vita una mascherina che non sia stata quella di carnevale!) a quasi un accessorio di moda.
Ed ogni moda ha il suo precursore, che la Treccani definisce come “colui che anticipa nel tempo”.

Si potrebbe parlare quindi di Grillo come di un precursore, tanto che è ormai storia una sua fotografia scattata il 17 Dicembre 2019 in occasione di una cena con un esponente del governo cinese, in cui indossava una visibile mascherina nera 1.

È noto che le mascherine antismog o chirurgiche sono da anni popolarissime in Cina ed in tutta l’Asia. Probabile quindi che in quella cena Grillo abbia parlato con un esponente del governo cinese della sua idea di lanciare sul mercato italiano una nuova linea di mascherine.
Possibile anche, ma solo possibile, che in quell’occasione la Cina, amica del Movimento 5 Stelle, abbia avvisato con largo anticipo Grillo del dilagare del Coronavirus sul suo territorio nazionale.

La rivolta sociale

Gli psicologi affermano che usare un linguaggio bellicoso per descrivere eventi o periodi, come, ad esempio, la metafora del “paese in guerra”, produca messaggi fuorvianti, non chiari, inciti all’odio, allontani le persone e renda ancora più difficile sopportare psicologicamente i momenti di crisi, in cui invece servirebbero solidarietà e coesione sociale.

Gli individui diverrebbero così vittime degli eventi stessi e non più esseri pensati in grado di discernere il da farsi, con razionalità e lucidità.
Era il 31 gennaio quando, a fronte del diffondersi del Coronavirus sul territorio italiano, il Consiglio dei Ministri dichiarò lo stato di emergenza.

Forse non ci si aspettava un’epidemia così intensa, travolgente ed impattante ma le informazioni per organizzarsi adeguatamente c’erano e c’era il tempo per farlo in maniera strutturata ed efficacemente.
Purtroppo, questo tempo, non lo si è sfruttato.

Fermatevi un attimo a riflettere

Tutti i giorni, 24 ore al giorno, si parla SOLO di #Coronavirus. Da quando? Se vi interrogate e cercate di darvi una risposta con pochi secondi a disposizione, non riuscirete a farlo.

Questa è la potenza dei media, questa è la potenza dei social, questa è la potenza che deriva dalla paura intrinseca in ognuno di noi.

C’è chi lo chiamerebbe spirito di sopravvivenza, chi in altro modo, ma è un meccanismo che si innesca nel momento in cui la percezione del problema, in questo caso del virus diffuso, lo sentiamo più vicino a noi.

Eppure i numeri ci sono, sono li, tutti da analizzare, e ti mostrano una situazione che si ripete ogni anno, sempre, con pazienti che hanno vissuto la malattia in forma più o meno grave, e con decessi che troppo spesso si diffondono tra anziani, chi ha problemi cardio respiratori o in generale patologie pregresse.

Ma allora quale è la differenza?

La vaccinazione vìola i precetti della morale e della religione

Nell'attuale dibattito sulle vaccinazioni, spesso si trascura un aspetto oltremodo importante, quello legato alle questioni etico-religiose che ne emergono.

Eppure questa problematica era stata affrontata già più di cento anni fa, quando un importante giurista si era già esposto affermando che "Coloro che sono contrari per coscienza alla vaccinazione devono naturalmente avere il coraggio di affrontare tutte le pene, tutte le persecuzioni a cui possono andare soggetti per legge, devono lottare anche soli contro il mondo intero, se occorre, per difendere le loro convinzioni".

Il giurista era Ghandi.

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