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Domenica, 26 Settembre

E' notizia di poche ore fa, arrivata in redazione e confermata dagli stessi autori attraverso reportage audio, video e fotografico.
La mensa aziendale di Spedali Civili di Brescia oggi è stata oggetto di una importante iniziativa da parte del personale contrario all'imposizione del greenpass.

Una azione concertata nella giornata di ieri durante lo sciopero indetto dalla associazione sindacale FISI - Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali -, che il 13 settembre ha proclamato uno sciopero generale nazionale del personale sanitario di tutti i settori, pubblici e privati.

E attraverso una autodichiarazione, argomentata all'ingresso della mensa, personale sanitario e operatori di magazzino di uno dei più importanti nosocomi europei, secondo nel continente per dimensioni, sono entrati oggi nei locali della mensa ospedaliera. Consumandolo al tavolo il proprio pasto.
Una rivendicazione di meri diritti costituzionali, civili e umani che non possono venire meno difronte ad un certificato verde imposto dalla politica italiana, che nulla ha di scientifico ai fini della lotta alla Covid.

Arconate (MI): Green Pass per accedere ad evento in piazza. Esclusivamente da seduti.

Lo apprendiamo direttamente dal sito istituzionale del Comune che dalle proprie pagine web esplicita «L'Amministrazione Comunale di Arconate, dopo la stagione buia del Covid, riparte con l'organizzazione degli eventi estivi. Le manifestazioni si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative anti-contagio, per festeggiare in piena sicurezza! È per questo motivo che si richiede, in ingresso, l'esibizione del "Green Pass" e il rispetto di alcune regole basilari per evitare possibili situazioni di contagio.»

Senza voler ingaggiare una campagna esplicita contro il particolare Comune - dato che non è il primo e nemmeno l'ultimo -, singolare il fatto che si faccia appello "al rispetto di alcune regole basilari", quando chi predica o finge di predicare bene, poi nella realtà razzola male.

Si, perché in tutto questo contesto in cui l'emergenza sanitaria, almeno nei fatti, risulta essere lontana, si vanno a ledere i principali diritti dell'individuo facendo leva nuovamente sulla paura, ma soprattutto non si rispettano nemmeno i pareri e gli indirizzi forniti dagli enti istituzionali come il Garante della Privacy e la Costituzione Italiana.

Ma del resto si sa, quando una pandemia diventa di natura "politica", nulla si può fare per scovare lucidità in mezzo a tante eresie che vogliono tenere lontane le responsabilità da chi realmente è il principale complice della diffusione dei contagi e di tutti i decessi avvenuti nel nostro paese.

Cittadini, insegnanti, medici e avvocati in piazza il 25 luglio 2020 a Milano

A Scuola! Questa lo slogan che ha portato molte realtà associative a decidere di scendere in piazza sabato prossimo, 25 luglio, dalle ore 15, in Piazza Duca D'Aosta a Milano.

Appena fuori dalla stazione centrale, sotto il Palazzo Pirelli simbolo per anni della sede di Regione Lombardia, si riuniranno molte famiglie per una manifestazione incentrata sul tema della scuola e dell'invasione che la sanità ha avuto in tale contesto.

Dal palco, relatori provenienti da diverse associazioni di genitori, insegnanti, medici e avvocati, che porteranno la loro voce in una piazza che vuole dare un segnale forte al Governo, in particolare al Ministero della Salute e a quello della Istruzione.

Le condizioni per la riapertura della scuola a settembre, in tempi di Covid, sono un connubio tra incertezza e controsensi, e qualcuno chiede in tempi brevissimi di fare ordine.

Antinfluenzale panacea del post-pandemia

Approvata all’unanimità in Regione Lombardia, lo scorso 16 giugno, una mozione volta a decretare l’obbligo del vaccino antinfluenzale per anziani, insegnanti e categorie fragili 1.

Entrando nel dettaglio della mozione, leggiamo che il Consiglio regionale della Lombardia “impegna la Giunta e l’Assessore competente a istituire immediatamente una struttura di programmazione sanitaria che provveda al coordinamento dell’assistenza territoriale e dei servizi sociali dei comuni e garantisca la vaccinazione antinfluenzale obbligatoria per i cittadini over 65, le categorie fragili e gli insegnanti, così da ridurre i fattori confondenti per il COVID-19 in presenza di sintomi analoghi. provvedendo all’immediato approvvigionamento” (pag.3/3).

Chi sono i soggetti “fragili”?

Resta da comprendere cosa si intenda nello specifico con “categorie fragili”, poiché è doveroso un distinguo tra “persona fragile” e “lavoratore/trice fragile”.
Tuttavia, in entrambi i casi, il target risulta estremamente ampio, poiché  ingloba diversi soggetti.

#SARDEGNA: esami prevaccinali rimborsabili. Definiti spreco e ignoranza, ma la firma è PD?

La notizia è rimbalzata dall'isola alla terra ferma, facendo ritorno non senza polemiche: esami prevaccinali rimborsabili attraverso i soldi stanziati dalla Regione.
Una azione, come si apprende dalle parole dell'Assessore alla Sanità Nieddu, finalizzata a "un sostegno alle famiglie in ambito socio-sanitario, valutando sempre come prioritari la sicurezza e l'accessibilità delle cure".

200 mila euro provenienti dal Fondo Regionale per il sistema integrato dei servizi alla persona, di cui Nieddu si prende inizialmente i meriti.
Fino all'indomani, quando arrivano pesanti critiche soprattutto da ambienti gestiti da sanità privata del capoluogo lombardo, che definiscono la specifica assistenza sanitaria come uno "spreco" e quella di Nieddu "ignoranza".

Inizia così uno scambio di accuse tra l'assessore dell'attuale giunta Solinas e l'ex Governatore Francesco Pigliaru per lo scarico di responsabilità.
Ma se la mozione portasse la firma del PD, le polemiche resterebbero oppure tutto dipende da "chi fa cosa", su cui si misura il prezzo del successo?

Anche perchè non tutto vi è stato raccontato.

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