Il Blog di Gioia Locati

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Inizia oggi il Congresso sulla pandemia respinto dal Politecnico di Torino

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Inizia oggi il Congresso sulla pandemia respinto dal Politecnico di Torino

Non si svolge più al Politecnico di Torino, il congresso intitolato “Salute, Scienza e Società alla prova della pandemia”. Un dibattito articolato su cinque aree tematiche: Medicina, Diritto, Bioetica, Sociologia e Comunicazione per riflettere sulla pandemia Covid 19 a distanza di due anni e mezzo. La preparazione dei lavori è in corso da diversi mesi, i relatori che hanno risposto all’invito appartengono a tutti i Paesi. Gli interventi iniziano oggi, lunedì 21, alle ore 15 e si concluderanno venerdì 25 con la tavola rotonda delle ore 17, nella sede dello Sporting Dora di corso Umbria 83, a Torino.

Eventi avversi post vaccino: l’Inghilterra batte l’Italia

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È stato divulgato il tredicesimo rapporto Aifa di sorveglianza passiva sui vaccini anti Covid. Il periodo preso in esame parte dall’inizio della campagna vaccinale, il 27 dicembre 2020 e arriva fino al 26 settembre 2022.

La prima osservazione che balza all’occhio è che, stando ai dati raccolti da Aifa, le vaccinazioni anti Covid sembrerebbero quasi innocue. Non sono evidenziati eventi avversi gravi come gli ictus conseguenti a rialzo pressorio di cui ci ha parlato il medico intervistato nel precedente post. Non vi sono elencati mieliti trasverse, paralisi dei nervi facciali, embolie con e senza piastrinopenia, trombocitopenie immunitarie, sindromi da perdita capillare, emorragie uterine, peri e miocarditi e gonfiori facciali in chi ha ricevuto filler. Malattie che invece hanno afflitto gli abitanti del Regno Unito dopo le stesse vaccinazioni.

La differenza è vistosa. Mentre in Italia il tasso di segnalazione è di 99 ogni 100.000 dosi, in Gran Bretagna è più del doppio. Il sistema di segnalazione del cartellino giallo, pur essendo anch’esso una forma di vigilanza passiva, riporta 2-5 segnalazioni ogni 1.000 vaccini.

Bambini resi più cagionevoli dalle protezioni o “piccoli serbatoi?”

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Bambini resi più cagionevoli dalle protezioni o “piccoli serbatoi?”

Da un lato la notizia che i bambini piccoli, negli Stati Uniti, si stanno ammalando di più (di raffreddori) da quando hanno smesso di indossare le mascherine. Perciò i medici parlano di immunità compromessa.

Dall’altro la volontà di vaccinare contro il Covid (per la prima o seconda-terza volta) i bimbi più piccoli, altrimenti denominati “serbatoi di virus”, untori in grado di far ammalare (ma due anni fa si diceva uccidere) i nonni. Questo succede in Italia.

In mezzo alle due notizie c’è l’Oceano. Da una parte i medici si chiedono come mai i bambini siano diventati così cagionevoli. E, guardate, alla fine la conclusione è che troppe protezioni fanno male. “L’immunità si indebolisce se non è stimolata – ci spiega l’epidemiologo Stefano Petti – , sembra un paradosso ma è così. Vivere in assenza di microbi è come trovarsi con una gamba ingessata: tolto il gesso la gamba deve riprendere a funzionare”.

Ma nel Paese capofila delle strategie vaccinali prevalgono altre riflessioni. Come mai i piccoli sono sfuggiti alla campagna di iniezioni a tappeto? Si chiedono alla Sip, Società  Italiana di pediatria.

La sanità senza obblighi nella visione del centro destra

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La sanità senza obblighi nella visione del centro destra

Di cosa ha bisogno la Sanità italiana? Non certo di allontanare i medici del servizio pubblico preferendogli i turni delle cooperative esterne. Neppure di ridurre al lumicino i medici di medicina generale, ingabbiati nello svolgimento di mansioni da burocrati e disincentivandoli dal visitare i pazienti a domicilio.

Uno dei tanti insegnamenti che ci ha lasciato questa pandemia è proprio la consapevolezza dell’importanza della Medicina del territorio.

Ricorderete l’oncologo e professore di Piacenza, Luigi Cavanna, che già nel novembre 2020 si impegnò a visitare i malati seguiti dal suo reparto casa per casa. Tutti i pazienti oncologici del professore, colpiti dalla polmonite da Sars Cov 2, superarono l’infezione. Erano “fragili”, indeboliti dal cancro e dalla chemio ma non sono morti di Covid, al contrario di migliaia di vittime, non fragili, abbandonate ai loro domicili, senza l’assistenza di un medico.

Quante acrobazie per negare i danni da vaccino

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Quante acrobazie per negare i danni da vaccino

È morto a 18 anni, il 31 dicembre scorso, 55 giorni dopo la seconda vaccinazione anti Covid. Ma per Aifa non esiste. Il suo caso non compare nemmeno tra i decessi “scartati”, quelli segnalati e non correlati alla vaccinazione. L’autopsia richiesta dal giudice dopo la denuncia della famiglia attribuisce il decesso a “causa naturale” pur con “la presenza istologica di pericardite e miocardite”. Il ragazzo era sano, studiava e viveva con il padre a Londra dove si era vaccinato, la prima volta l’11 settembre e la seconda il 6 novembre 2021 (entrambe con Pfizer e senza accusare alcun malessere).

Ma il 31 dicembre era in Italia, dalla madre, quando è stato trovato morto dal fratello, poco prima di pranzo. Dopo il parere del medico legale, il Pm chiede l’archiviazione. Ma l’avvocato della famiglia si oppone. La perizia di parte ha prodotto altri documenti, l’esclusione di un nesso causale va valutato in modo più approfondito. Secondo Eugenio Sinesio, cardiologo ed ematologo e co-firmatario della perizia, ad esempio, vi sarebbero prove che fanno incorrere Aifa in errori.

Il governo dimissionario regala 100 milioni a Bill Gates

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Il governo dimissionario regala 100 milioni a Bill Gates

Per sapere cosa ci attende dopo il voto del 25 settembre è utile sapere che il governo dimissionario sta continuando a legiferare non solo su “questioni correnti”. Ci riferiamo alla sostanziosa donazione di 100 milioni di euro alla Fondazione Gavi di Mr Bill Gates che si occupa di distribuire vaccini ai Paesi poveri. (Sembrerebbe una buona cosa se non fosse che lo scorso gennaio la stessa Gavi ha regalato all’Africa vaccini quasi scaduti e che 100 milioni di dosi sono state bruciate nei falò).

Il nuovo aiuto economico è stato inserito in sordina nel decreto-legge 115 del 9 agosto 2022 dedicato alle misure urgenti su “energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali» (il cosiddetto Decreto Aiuti Bis).

Non se ne è parlato, no, siamo in campagna elettorale. Si vede che si tratta di un regalo di cui non vantarsi…

Eventi avversi gravi, per Aifa sono 328. Ma dimentica 41.139 ricoverati

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Eventi avversi gravi, per Aifa sono 328. Ma dimentica 41.139 ricoverati

Nell’ultimo report dedicato alla farmacovigilanza passiva dei vaccini anti Covid, Aifa distingue, come prassi, fra le reazioni sospette e quelle che invece sono riconosciute come causalmente correlate alle vaccinazioni.

Anche in questo caso, però, emerge una mastodontica incongruenza con quanto riportato dall’ Istituto Superiore di Sanità, proprio come abbiamo visto nel calcolo dei deceduti Covid vaccinati con ciclo completo (vedi post precedente).

Per Aifa, nel trimestre preso in esame (aprile maggio giugno), sono 328 gli eventi avversi gravi causati dalle vaccinazioni, mentre per l’ISS sono all’incirca 126 volte di più.

Vaccinati deceduti per Covid: sono 4.810 per l’ISS, uno per l’Aifa

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Vaccinati deceduti per Covid: sono 4.810 per l’ISS, uno per l’Aifa

Uno vale uno. Anzi, no: 4.810 vale 1.

La differenza riguarda le persone decedute con diagnosi Covid 19 e/o complicanze che hanno ricevuto il ciclo completo di vaccinazione. Questi casi sono definiti “fallimenti vaccinali”.

Secondo Aifa vi è stato un solo fallimento vaccinale. L’agenzia riporta di un 83enne deceduto per complicanze da Covid benché abbia fatto tre dosi di vaccino nei cinque mesi precedenti. Si trova a pag 12 del report di vigilanza passiva appena divulgato e riferito all’ultimo trimestre.

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