Cronaca sanitaria

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#AIFA e vaccini Covid: 117mila reazioni avverse, di cui 16,2% gravi, 758 casi fatali

Dopo un lungo periodo di assenza, che si protraeva da settembre 2021, ecco che l'Agenzia del Farmaco Italiana aggiorna e pubblica il "Rapporto annuale sulla sicurezza dei vaccini anti-COVID-19".

Un lungo rapporto di 110 pagine che espone i dati raccolti dal 27/12/2020 al 26/12/2021.
Una sintesi di oltre 117mila reazioni avverse, di cui oltre il 16% gravi, e 758 casi di decesso.

Ma da una attenta analisi dei grafici inseriti nelle pagine interne, ecco che emerge quanto la sottostima dei dati sia più che evidente.
Una farmacovigilanza passiva inutile e dannosa se non vengono raccolte tutte quelle segnalazioni che da una farmacovigilanza attiva emergerebbero con più chiarezza e rapidità.

Pare che "vaccinare in sicurezza" non sia alla base di chi manovra la campagna nazionale.

#AIFA e vaccini Covid: 117mila reazioni avverse, di cui 16,2% gravi, 758 casi fatali

Pericardite acuta con altre conseguenze gravi già alla 1^ dose Pfizer: l'esenzione un puro miraggio!

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Pericardite acuta con altre conseguenze gravi già alla 1^ dose Pfizer: l'esenzione un puro miraggio!

L'8 maggio scorso la decisione di farsi inoculare la prima dose Pfizer. Ne raccontammo la sua storia nel mese di agosto.
Meno fortunata rispetto ad altri giovani, lei vive sulla sua pelle le conseguenze di una vaccinazione di massa, nell'immediato, dato che ad oggi non si conoscono gli effetti nel medio / lungo termine.

La sua vita appesa a un filo, all'età di soli 24 anni, una pericardite acuta con versamento pericardico, oltre ad altre conseguenze tra cui una linfoadenopatia con ascesso.

A distanza di sei mesi non è ancora guarita, durante un percorso di recupero che l'ha costretta ad affrontare anche notevoli spese mediche.
Questo perché lo Stato impone ai suoi cittadini di firmare un consenso informato discutibile e precario, ma si dimentica di avvisarti che nel caso di una reazione avversa, sei solo.
Il tutto mentre l'EMA pubblica, il 27 novembre, i dati relativi alle reazione avverse dei quattro vaccini proposti in Italia, che superano 1,2 milioni di segnalazioni in tutta Europa.

Michela ha avuto una sola fortuna, persone attorno a se che le vogliono bene e che la stanno aiutando a superare un periodo travagliato dove una esenzione definitiva al vaccino, che le spetta di diritto, è divenuto solo un miraggio.

Trieste incontra il Governo: abrogazione del greenpass e obbligo vaccinale senza margine di trattativa

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Trieste incontra il Governo: abrogazione del greenpass e obbligo vaccinale senza margine di trattativa

Lo slogan omai rieccheggia in tutte le piazze d'Italia e non accenna a perdere la sua portata.

Da Nord a Sud gli italiani sono stanchi delle discriminazioni derivanti non solo dalla normativa che dal 15 ottobre è andato a toccare quello che è l'orgoglio e la dignità di ogni lavoratore.

L'articolo 1 della Costituzione recita che "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro", ma questo è quello che hanno dimenticato i governanti diretti dal Ministro Draghi che oggi si trova a dover gestire un dissenso di un movimento che peraltro vede lottare, spalla a spalla, persone che nell'ambito della propria salute hanno fatto scelte diverse, in piena libertà, nel contesto della vaccinazione.

L'incontro che si doveva tenere questa mattina con la delegazione del Governo, rappresentata in se solo dal Ministro Patuanelli, si è conclusa.
Si apprende, da un comunicato pubblicato due ore dopo, che le richieste sono state ferme e senza margine di trattativa: abrogazione del greenpass e di ogni obbligo vaccinale, che al momento coinvolge i sanitari.

Trieste ha saputo muoversi, dimostrando la forza e l'intelligenza di fare un passo di lato, annullando un corteo - venerdì - e una manifestazione che, per come si stava preconfigurando, avrebbero potuto portare ad un ulteriore scontro con gente che da giorni ribadisce la caratteristica principale delle manifestazioni: la pacificità.

Si è tenuto questa mattina a Trieste l'incontro con il portavoce del Governo, il Ministro Patuanelli, e i portavoce triestini del Coordinamento 15 ottobre che vede tra gli altri la presenza di Stefano Puzzer, ormai punto di riferimento della lotta nella città divenuta simbolo, nelle ultime settimane, del movimento no greenpass nazionale.

Greenpass: tamponi e test salivari sono a carico dei datori di lavoro

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Greenpass: tamponi e test salivari sono a carico dei datori di lavoro. Questi ultimi ringrazino il Governo

DPCM e soprattutto Decreti Legge, complice anche l'ultimo Governo; un susseguirsi di normative, articoli, commi, specifiche di ogni genere che hanno nutrito decine di migliaia di pagine soprattutto rivolte all'ambito della sicurezza, al fine di contenere una pandemia che ha contagiato maggiormente il mainstream.

Con l'ultimo DL 127, varato dal CdM il 17 e firmato dal Presidente Mattarella il 21 settembre, attualmente in corso di esame alla 1^ Commissione permanente Affari Costituzionali, il Governo Draghi ha voluto precisare più volte nel testo che "l'impiego delle certificazioni verdi COVID-19", nel privato e nel pubblico, "non determina nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".

Ma se il greenpass è possibile ottenerlo attraverso un tampone o un test salivare molecolare, l'onere di questi dispositivi siamo sicuri che sia a carico del lavoratore? Perché le attuali norme vigenti dicono tutt'altro: "Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori".

E l'art. 32 del Decreto Sostegni bis pare proprio accomunare tali dispositivi ai DPI, noti per essere da sempre stati a carico dei datore di lavoro: costoro ringrazino il Governo Draghi.

Brescia: speculare sulla morte di una giovane madre. Decesso a seguito di una errata diagnosi

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Brescia: speculare sulla morte di una giovane madre. Decesso a seguito di una errata diagnosi

«Quello che fa veramente male e che ci ha sconvolto più di tutto è che i tragici eventi che hanno investito la nostra famiglia, in questo momento, sono stati strumentalizzati al fine di fomentare un'accesa discussione a scopi politici, di cui non eravamo e non siamo tuttora interessati a far parte».

Conclude così la lettera che abbiamo ricevuto poco fa dalla famiglia di Agnese Beatrici, ai più e fuori dal contesto del piccolo paese di provincia, nota con quella vergognosa etichetta di "mamma novax di 39 anni" di Brescia, deceduta lo scorso 3 settembre.

Una speculazione indegna perpetrata da diversi giornalisti che in un tam tam mediatico hanno voluto investire la famiglia senza alcun ritegno, senza nemmeno preoccuparsi delle conseguenze e dei danni sociali e psicologici che potevano causare alla famiglia, al marito e in particolare ai giovani figli di 2 e 7 anni.

«Mia sorella non era NO vax» spiega Elisabetta. «Come tanti aveva delle riserve su alcuni rischi collaterali derivanti dal vaccino, ma stava valutando in famiglia i pro e i contro dell'eventuale inoculazione».

Ed ecco che una errata diagnosi che ha portato al decesso di una giovane madre, viene cavalcata, storpiata e strumentalizzata con lo scopo di vendere più copie di giornale e per fomentare la campagna mediatica finalizzata a etichettare come "NO vax" chiunque si ponga quesiti sulla valenza di questa vaccinazione di massa.

"Ho la perimiocardite a causa del vaccino": professionista del basket milanese racconta la sua esperienza

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"Ho la perimiocardite a causa del vaccino": professionista del basket milanese racconta la sua esperienza

Questa volta non sono le parole della pallavolista Francesca Marcon che ha occupato, nelle ultime 24 ore, le principali pagine dei quotidiani sportivi.
A portare la sua esperienza è Joao Kisonga, un altro sportivo professionista del basket, trentasettene di Milano.

A causa del vaccino ha subito una perimiocardite acuta con versamento pericardico che l'ha costretto ad un ricovero per oltre un mese con conseguenze sulla sua attività sportiva e lavorativa che ancora oggi non sono risolte.

Dopo una prima dose Astrazeneca, affrontata senza particolari problemi nel mese di aprile, si ritrova il 22 giugno difronte all'emblematica domanda del medico vaccinatore di scegliere tra altri due vaccini disponibili, entrambi comunque di altro genere, passando così da un vaccino a vettore virale ad un altro a tecnologia mRna.
Difronte al suo più che ovvio rifiuto di prendere una decisione così importante, sceglie lo staff dell'hub vaccinale che dopo un breve consulto fa ricadere la scelta su Moderna.

Da lì a poche ore inizia il calvario che nel giro di due settimane costringe Joao ad un lungo ricovero in due note strutture ospedaliere di Milano.

L’amara rassegna stampa sul #greenpass. come scontentare tutti in un solo Decreto Legge

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L’amara rassegna stampa sul #greenpass. come scontentare tutti in un solo Decreto Legge

Numerosi articoli in questi ultimi giorni riportano il fioccare di disdette presso alberghi, centri benessere, parchi divertimento, ristoranti al chiuso e musei proprio in piena stagione estiva.

Effetto Green Pass?

Ebbene sì, purtroppo.

Il decreto legge 105/2021, in vigore dal 6 agosto scorso, che avrebbe dovuto rilanciare l'economia italiana, si sta rivelando un boomerang, in particolare per le attività legate al turismo, alla cultura e al tempo libero.

#GreenPass: le piazze di tutta Italia dicono NO. E l'EMA aggiorna i dati sulle reazioni avverse: +862 decessi

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#GreenPass: le piazze di tutta Italia dicono NO. E l'EMA aggiorna i dati sulle reazioni avverse: +862 decessi

Sono bastate poche ore di organizzazione, di appelli lanciati sui social e in vari canali di messaggistica istantanea per affollare le piazze di tutto il paese.
Gli italiani non ci stanno, e al green pass dicono un sonoro no che è riecheggiato per molte ore nel pomeriggio di oggi in moltissime città.

Il tutto avviene mentre l'EMA, l'agenzia del farmaco europea, aggiorna i dati relativi alle reazioni avverse ai vaccini, compresi i decessi.

Solo ieri sono stati pubblicati da parte nostra i dati relativi alle reazioni avverse (con un dato riferito al 17 luglio scorso), ma proprio oggi vengono aggiornati i dati che vedono un aumento, in una sola settimana, del 3,7% per le reazioni avverse, 4,7% i decessi, portando così il totale a 19.790 morti a seguito inoculazione dei quattro vaccini disponibili in Italia.

862 decessi in più, principalmente riferibili al Tozinameran, più conosciuto come vaccino Pfizer, che prende il primo posto rappresentando quasi il 50% (424) del valore di incremento. I principali reaction group interessati? Disturbi cardiaci, disturbi generali e condizioni del sito di somministrazione e disturbi respiratori, toracici e mediastinici.

Ma c'è molto altro che non quadra agli operatori del settore.

#GreenPass: "appello a non vaccinarsi è un appello a morire". Ma in Europa i decessi per vaccinazione sono quasi 19.000

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#GreenPass: "appello a non vaccinarsi è un appello a morire". Ma in Europa i decessi per vaccinazione superano i xx.xxx casi.

«Il green pass non è un arbitrio. L'appello a non vaccinarsi è un invito a morire».

Queste le gravi parole pronunciate dal Presidente del Consiglio Draghi durante la conferenza stampa di ieri sera, in risposta alla provocazione di un giornalista, mirata a sollevare polemiche tra lo stesso e le dichiarazioni di alcuni politici, tra cui Matteo Salvini, sul tema della libertà di scelta in ambito vaccinale.

Il Presidente, di concerto con le decisioni prese dalla cabina di regia e dal Consiglio dei Ministri, decide senza troppi indugi di liquidare con questa dichiarazione chi sostiene che la pressante campagna vaccinazioni meriterebbe maggiori approfondimenti.

Ma le parole hanno un peso, soprattutto se provengono da una delle massime cariche dello Stato, e ancor di più se le stesse vengono smentite dai dati ufficiali provenienti dall'EMA (Agenzia del Farmaco Europea): conseguentemente all'inoculazione dei vaccini in commercio, sono decedute quasi 19.000 persone.

Sarebbe stato più corretto dire che "l'appello a non vaccinarsi" poteva e può salvare qualche vita in più, portando sul tavolo i reali rischi e benefici di una scelta cosi importante che può condizionare la propria esistenza.

Reazioni avverse ai vaccini Covid: confermato sovraffollamento dei Pronto Soccorso

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Reazioni avverse ai vaccini Covid: confermato sovraffollamento dei Pronto Soccorso

Notizie di corridoio erano già trapelate qualche giorno fa, per una circolare parrebbe inviata a tutte le UU.OO.CC di uno degli ospedali più colpiti dalla prima fase della pandemia di febbraio / marzo 2020.
Insieme all'Ospedale Papa Giovanni di Bergamo, anche Spedali Civili di Brescia ha concorso al primato per numero di pazienti Covid-19 e decessi durante tutto il periodo pandemico.

Ma la notizia che arriva oggi, e che mette in allerta rossa tutti i Pronto Soccorso e le varie unità operative, non riguarda nuovi contagi Covid, bensì un considerevole aumento degli accessi ai nosocomi di varie città d'Italia per molteplici motivazioni, tra cui una "nuova categoria di pazienti accomunati dal sospetto di complicazioni post vaccinali".

Questo quanto in via ufficiosa perviene dalle fonti delle corsie maggiormente interessate dal fenomeno e che sta registrando una escalation dalle ultime settimane: reazioni allergiche, trombosi venose anche gravi, febbre, dispnee, patologie neurologiche gravi per lo più legate a paresi emilato, pazienti con svenimenti con crollo e perdita di coscienza.

Un aumento dei casi che sta portando, nelle ultime settimane, decine e decine di pazienti in ospedale, andando così a costituire una nuova categoria di ricovero d'urgenza.

#IOAPRO1501: ristoratori da tutta Italia aderiscono all'iniziativa, mentre ISS e #MinSalute sotto perquisizione da Guardia di Finanza

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#IOAPRO1501: ristoratori da tutta Italia lanciano l'iniziativa, mentre ISS e #MinSalute sotto perquisizione da Guardia di Finanza

Parte l'iniziativa e prende subito piede in tutta Italia.
I ristoratori non ce la fanno più, anche loro si uniscono all'appello dei tanti imprenditori e gente comune che chiede di riprendere la propria vita quotidiana e lavorativa, non senza opportuni accorgimenti nei confronti dell'epidemia da #Covid19.

Nessun negazionista quindi all'appello, o almeno non è questa la presenza e la comunicazione che si trova negli ambienti che si sono creati sui canali di comunicazione, dai social network, ai canali diffusi su Telegram.
Rolling Stones ne dedica anche una pagina all'intera iniziativa 1, spiegando le finalità dell'iniziativa e chi sono i promotori che presto sono riusciti a diffondere, tramite l'hashtag #IOAPRO, l'azione in tutte le regioni italiane.

«E' una protesta pacifica volta a dimostrare il senso di responsabilità e la capacità di far rispettare le regole di prevenzione» sono le parole dei promotori, e su questo spirito hanno aderito moltissimi esercizi commerciali che manterranno i battenti aperti nonostante le restrizioni in atto.

Tutto mentre il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore della Sanità ricevono nelle stesse ore la visita e la perquisizione della Guardia di FInanza, con sequestro di atti, strumenti informatici e anche telefoni per far luce sul piano pandemico del 2017 che si ritiene sia esattamente un copia/incolla di quello del 2006 2.
I conti, effettivamente, non tornano.

27 dicembre: V-Day in pompa magna per un vaccino senza certezza

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Lo potremmo definire come il giorno dell'avvento, il giorno della soluzione a tutti i mali, perché così mediaticamente si è voluto mostrarlo, con la forte complicità del mainstream.

Il gran giorno è arrivato, non si è fatto attendere, anzi, a dirla tutta rispetto alle previsioni ha anticipato il suo arrivo. E lo ha fatto con il vaccino Pfizer che era quello che mostrava le principali problematiche per il suo trasporto, dovendo essere mantenuto nella sua logistica a una temperatura di -80 gradi.

Si perchè le prime somministrazioni del vaccino anti-Covid sono avvenute oggi, allo Spallanzani di Roma, sotto i riflettori delle telecamere attente a distribuire il verbo, a portare quell'appiglio alla speranza che tutto quanto avvenuto nel 2020 se ne vada in un sol colpo.

Eppure molti sanno che non è così. E lo scrivono a chiare lettere anche dai canali del Ministero della Salute.
Una gara tra case farmaceutiche a suon di percentuali di affidabilità, test di sperimentazione non chiari, un quantitativo non utile per tutta Europa e l'Italia stessa.

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