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Lunedì, 01 Marzo
#IOAPRO1501: ristoratori da tutta Italia lanciano l'iniziativa, mentre ISS e #MinSalute sotto perquisizione da Guardia di Finanza

Parte l'iniziativa e prende subito piede in tutta Italia.
I ristoratori non ce la fanno più, anche loro si uniscono all'appello dei tanti imprenditori e gente comune che chiede di riprendere la propria vita quotidiana e lavorativa, non senza opportuni accorgimenti nei confronti dell'epidemia da #Covid19.

Nessun negazionista quindi all'appello, o almeno non è questa la presenza e la comunicazione che si trova negli ambienti che si sono creati sui canali di comunicazione, dai social network, ai canali diffusi su Telegram.
Rolling Stones ne dedica anche una pagina all'intera iniziativa 1, spiegando le finalità dell'iniziativa e chi sono i promotori che presto sono riusciti a diffondere, tramite l'hashtag #IOAPRO, l'azione in tutte le regioni italiane.

«E' una protesta pacifica volta a dimostrare il senso di responsabilità e la capacità di far rispettare le regole di prevenzione» sono le parole dei promotori, e su questo spirito hanno aderito moltissimi esercizi commerciali che manterranno i battenti aperti nonostante le restrizioni in atto.

Tutto mentre il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore della Sanità ricevono nelle stesse ore la visita e la perquisizione della Guardia di FInanza, con sequestro di atti, strumenti informatici e anche telefoni per far luce sul piano pandemico del 2017 che si ritiene sia esattamente un copia/incolla di quello del 2006 2.
I conti, effettivamente, non tornano.

Lo potremmo definire come il giorno dell'avvento, il giorno della soluzione a tutti i mali, perché così mediaticamente si è voluto mostrarlo, con la forte complicità del mainstream.

Il gran giorno è arrivato, non si è fatto attendere, anzi, a dirla tutta rispetto alle previsioni ha anticipato il suo arrivo. E lo ha fatto con il vaccino Pfizer che era quello che mostrava le principali problematiche per il suo trasporto, dovendo essere mantenuto nella sua logistica a una temperatura di -80 gradi.

Si perchè le prime somministrazioni del vaccino anti-Covid sono avvenute oggi, allo Spallanzani di Roma, sotto i riflettori delle telecamere attente a distribuire il verbo, a portare quell'appiglio alla speranza che tutto quanto avvenuto nel 2020 se ne vada in un sol colpo.

Eppure molti sanno che non è così. E lo scrivono a chiare lettere anche dai canali del Ministero della Salute.
Una gara tra case farmaceutiche a suon di percentuali di affidabilità, test di sperimentazione non chiari, un quantitativo non utile per tutta Europa e l'Italia stessa.

Tamponi positivi: numeri falsati. Conteggiati anche dimessi/guariti e deceduti

Si discute nuovamente in queste ore l’uso delle mascherine all’aperto in tutte le Regioni, dato che alcune di queste già hanno esteso l’imposizione sui propri territori.

Tra queste la Regione Lazio, che l’indomani dall’annullamento da parte del Tar dell’ordinanza firmata Zingaretti, che voleva imporre la somministrazione del vaccino antinfluenzale agli over 65, da quest’oggi è tornata all’obbligo indipendentemente dalla misura del distanziamento tra le persone.

Le motivazioni vengono principalmente addebitate all’aumento del Rt, che a livello nazionale sarebbe tornato sopra l’1, soprattutto in 12 regioni.

Un valore, quello dell’Rt, che scaturisce dall’esito dei tamponi che quotidianamente supera ormai abbondantemente le 100.000 esecuzioni.

Ma siamo sicuri che i dati e i provvedimenti siano realmente proporzionati alla reale situazione dell’epidemia attuale del Covid-19?

La nuova categoria “debolmente positivi” lascia perplessità a molti addetti al settore, con un dubbio su tutti: servono dati “gonfiati” per tenere in piedi la “giostra” e non scoprire le responsabilità penali riguardo i decessi e le mancanze del servizio sanitario pubblico in Italia?

Anche perchè i dati ufficiali, da Protezione Civile del 2 ottobre, non parlano di 2.499 positivi, ma numeri di incremento.
I positivi in incremento reale sono 1.350, con dei distingui doverosi.

Iter per la gestione dell’emergenza SARS-COV-2: richiesta di chiarimento a #MinSalute e #RegioneLombardia

La lettera è stata spedita il 19 settembre. Destinatari il Ministero della Salute, nella persona del Ministero Speranza, la direzione al Welfare di Regione Lombardia, nelle persone dell'assessore Giulio Gallera e del direttore Luigi Cajazzo, la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) e la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

Una richiesta esplicita di chiarimenti in merito alla gestione dei pazienti da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.

La volontà di segnalare tutte le criticità emerse in merito a un iter imposto per la gestione del Sars-Cov-2, alla fine di quella che è stata la prima settimana di scuola per molte regioni.

Un susseguirsi di modifiche alle linee guida che variano da regione e regione - l'ultima proprio oggi in Lombardia - e che hanno mandato nel caos strutture scolastiche che hanno dovuto affrontare i primi casi di esito positivo al tampone.

#Covid-19: quando la “pandemia” la decide la redazione televisiva

Succede in Spagna, ma si ripete ovunque, anche in Italia.
Giornalisti che perseguono nell’utilizzo del termine “pandemia” per spaventare, per mantenere il clima di terrore, per giustificare azioni intraprese dai governi senza i numeri a supporto.
Con documenti di comitati tecnici scientifici secretati perché con molta probabilità non forniscono il giusto peso alle azioni intraprese di concerto dai ministeri.
Oggi sono necessari i tamponi per trovare i malati, i contagiati, sempre più spesso asintomatici.

Un martellamento mediatico dalle redazioni televisive e giornalistiche.
Così come avviene anche a LA1, il primo canale nazionale dell’azienda televisiva pubblica spagnola TVE.
Prima per ascolti, uno dei maggiori canali TV spagnoli.

Come tutte le emittenti mondiali, si occupano di Covid-19 tutti i giorni, a tutte le ore, a tutti i minuti.
Una incessante infodemia che ha come bersaglio la popolazione, una politica del terrore che vuole utilizzare un aumento dei contagi come strumento discutibile per giustificare azioni di contenimento non supportate dai numeri e dalla realtà degli ospedali.

Quello che però è successo qualche giorno fa, in diretta, durante il TG nazionale, ha aperto una breccia nell’informazione, perché alcuni medici, con la schiena dritta, hanno deciso di parlare, direttamente da quelle “trincee” dove i numeri di vittime e contagiati dicono ben altro.

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