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Giovedì 15 Novembre 2018

dal blog di Gioia Locati

Il Decreto

Accomodatevi, prego. Domani a Monza va in scena Il Decreto. Il monologo di David Gramiccioli, attore e direttore artistico di Radio Colors. Due ore filate dal palco del teatro Manzoni per raccontare come è nato il decreto legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale. Accomodatevi, signore e signori, nessuna censura ne proibirà la partecipazione.

Se vent’anni fa mi avessero detto che un giorno avrei considerato notizia la non censura di un’opera teatrale, avrei riso. Roba vecchia, da dittatura. Invece. Signori, si ricomincia. Succede quando la storia non ha più nulla da insegnare e la cronaca è una voce sola (maldestramente diretta).

Il monologo di Gramiccioli ha rischiato di essere sospeso due volte, a Firenze e a Bologna ma è saltato soltanto a Bologna. Nel capoluogo toscano è stato Matteo Renzi ad allertare la procura. Era il 3 febbraio. Nel giro di mezz’ora Gramiccioli si è trovato davanti ai magistrati a giustificare il suo canovaccio. “Durante una chiacchierata informale ho raccontato cosa avrei messo in scena e in procura non hanno riscontrato nessun motivo per impedirmi di recitare” ha spiegato l’autore.

Così è anche se non piace: Matteo Renzi avrebbe vietato lo spettacolo “a prescindere”, senza averlo visto e senza essersi informato.

A Bologna la censura è scattata il 3 marzo. “Il sindaco chiamò il parroco che gestisce la sala dicendo che in campagna elettorale il mio monologo sarebbe stato fuori luogo perché contro il PD” ha aggiunto Gramiccioli.

La pièce ripercorre un pezzo di storia recente. Si ricorda l’allarme influenza suina del 2009-2010, l’anno in cui l’Italia spese 184 milioni di euro per acquistare 20 milioni di dosi di vaccini (solo un milione di confezioni fu utilizzato). Riviviamo i falsi allarmi, ricordiamo come venne agitato lo spettro delle malattie. “C’è stata tanta goffaggine, ci sarebbe da ridere se in mezzo non ci fosse la nostra salute. La legge Lorenzin è responsabile di un’inaccettabile discriminazione, soltanto oggi e nel 1938, con le leggi razziali, i bambini vengono additati ed espulsi dalle scuole. Spero che quest’opera faccia discutere e riflettere” si augura l’autore che ha già riempito 11 teatri, da nord a sud coinvolgendo 4.200 spettatori.

Gramiccioli allarga l’orizzonte della discussione agli Usa. Cosa c’entra il ministero della Difesa? Perché i vertici delle istituzioni sanitarie si esprimono come manager di aziende farmaceutiche? E cosa ha comportato l’accordo siglato a Washington fra Obama, Ranieri Guerra della Fondazione Glaxo – poi diventato dirigente del ministero della Salute – e il ministro Lorenzin? Come mai le figure che hanno avuto un ruolo nel decreto vaccini hanno ottenuto incarichi all’Oms?

In calendario altre tre date. “Recupereremo l’appuntamento con Bologna; il 13 aprile saremo a Cavalese di Trento e il gran finale lo organizzeremo a Verona in memoria di Giorgio Tremante”. (Per chi non lo sapesse: Giorgio Tremante è morto quest’inverno a 76 anni, ha trascorso la vita a contrastare l’obbligo vaccinale dopo che due suoi figli sono morti a seguito di una vaccinazione – prima uno e poi l’altro – e un terzo è rimasto gravemente menomato). A Verona c’è una targa in sua memoria.

Durante la presentazione dello spettacolo, Gramiccioli ha voluto ricordare la figura del giudice Ferdinando Imposimato morto lo scorso gennaio a 82 anni. Imposimato, presidente onorario della suprema Corte di Cassazione, si è occupato di lotta al terrorismo oltre che alla camorra e alla mafia (è stato giudice istruttore sia nel processo del rapimento di Aldo Moro nel 1978 che dell’attentato a Giovanni Paolo II nel 1981). “Al funerale di Imposimato l’unica presenza istituzionale è stata il sindaco Raggi – ha ricordato Gramiccioli – Negli ultimi anni di vita Imposimato ha sostenuto le posizioni delle famiglie critiche verso l’obbligo vaccinale, per questo è stato isolato. Il figlio di Imposimato ha detto: mio padre è stato un uomo di legge ma è morto fuorilegge”.

Fonte: Il Blog di Gioia Locati

Gioia Locati
Nell’autunno del 2007 ho scoperto di avere un tumore al seno, da allora la mia vita è cambiata profondamente ma non in peggio.
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