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Mercoledì, 16 Giugno
3 giugno: Giornata Internazionale dei danneggiati da vaccino

Una di quelle ricorrenze che non si vorrebbero per ciò che vanno a riportare alla memoria, ma in un paese come l'Italia è più che doveroso ricordare questa giornata, viste le mancanze che ci interessano da vicino.
Il motivo non è dato dal semplice fatto che sia in atto una campagna vaccinale di massa anti-Covid.

In realtà la denuncia, la vergogna, deriva dal fatto che in un paese come il nostro non sia possibile sapere con certezza l'esatto numero dei danneggaiti riconosciuti dallo Stato italiano, l'ammontare dei risarcimenti attivi e soprattutto la causa e l'entità dei danni che lo Stato sta "compensando".

Come è possibile tutto questo? Siamo nell'era dell'informatica, del flusso dei dati sempre più veloce, e non siamo in grado di conoscere un dato che potrebbe essere estrapolato da una semplice query su un database di informazioni sanitarie?
Eppure le domande sono state poste, da associazioni di volontariato che da anni si occupano della materia, ormai un anno e mezzo fa erano stati richiesti al Ministero della Salute i dati che potessero dare una realtà ben definita della piaga derivante dal danno da reazione avversa al vaccino.

Eppure nel 2015 avevamo una risposta dal Senato che riportava già oltre 25.000 indennizzi, oggi pare che questa informazione sia ben più difficile da avere, tanto da dover spingere addetti ai lavori a minacciare già dall'aprile scorso un ricorso al TAR per ottenere risposta a richieste di accesso ad atti pubblici.

E' passato un trentennio da quando una Legge venne approvata dall'allora governo Andreotti per il riconoscimento degli indennizzi per danni da reazione avversa al vaccino.
Solo nel luglio 2015 si ottenne per la prima volta, in risposta a interrogazione parlamentare 1, il numero ufficiale dei danneggiati: 9mila indennizzi gestiti dal Ministero della Salute, oltre ad un conto complessivo di altri 16mila gestiti direttamente dalle Regioni.

Si parlava di indennizzi "a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie", già beneficiari di indennizzo per effetto della citata Legge 210/92, ai quali è stato corrisposto anche un vitalizio pari a 6 volte la somma percepita.
Al 31 marzo 2015, i beneficiari dell'indennizzo aggiuntivo in quanto riconosciuti danneggaiti da vaccinazioni obbligatorie, erano 609, altri 22 soggetti non ne beneficiarono in quanto la loro posizione venne chiusa a seguito di decesso.

L'allora Ministro della Salute Lorenzin non si preoccupò minimamente di aggiornare il dato, soprattutto nel 2017 quando fece approvare in Parlamento la Legge 119; normativa che impone 10 vaccinazioni obbligatorie imposte con il ricatto di vedere escluso il proprio figlio dalla scuola materna o dagli asili, per la fascia 0/6 anni.

L'era degli obblighi non trova però arresto, perché ancora oggi, in assenza di questi importanti dati, viene imposto anche ai sanitari un obbligo vaccinale per un vaccino, quello per fronteggiare la Covid19, che non fornisce ad oggi alcun dato certo circa la sua efficacia, anzi emergono non pochi problemi circa le reazioni avverse se non addirittura il decesso.

Proprio il 16 maggio scorso vengono pubblicati dall'EudraVigilance, il database europeo per la gestione e l'analisi delle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai medicinali autorizzati (riconosciuto dalla stessa AIFA Agenzia Italiana del Farmaco), il report sugli eventi avversi rilevati in Europa ai vaccini Covid di Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson&Johnson:

  • 179.658 eventi avversi e 5.757 decessi per Pfizer 2
  • 25.849 eventi avversi e 3.150 decessi per Moderna 2
  • 222.071 eventi avversi e 2.308 decessi per Astrazeneca 2
  • 4.162 eventi avversi e 314 decessi per Johnson&Johnson 2

I numeri sono impressionanti, eppure non si riescono ad avere le risposte ad un tema così scottante.
Una delle associazioni italiane maggiormente impegnate sulla materia, CORVELVA, ha denunciato proprio dalle proprie pagine web 3 l'inadempienza del  Ministero della Salute che difronte ad una richiesta di accesso ai dati si è vista rispondere:

Quanto richiesto da codesta Associazione impone una consistente attività di preparazione, organizzazione, elaborazione, interpretazione che l’amministrazione dovrebbe svolgere appositamente per rendere disponibili i dati richiesti. Dati questi, che, si precisa, non sono direttamente disponibili: l’ufficio 4 della predetta Direzione generale svolge, infatti, attività di liquidazione degli indennizzi e di contenzioso connesso agli stessi e per corrispondere alla richiesta di che trattasi dovrebbe distogliere risorse a discapito dell’ordinaria attività di liquidazione, già sufficientemente gravata dall’esecuzione dei numerosissimi titoli giudiziari di condanna, comprese condanne di ottemperanza da parte dei Tar.

La risposta fa già riflettere da se sul numero esorbitante di casi segnalati solo nel nostro paese. E questi numeri potrebbero intraprendere una tangente importante visti i numeri che si stanno già registrando soprattutto in Europa per le reazioni ai vaccini sul mercato per la campagna Covid19.

Oggi le iniziative nel mondo sono state numerose per ricordare la giornata internazionale dei danneggaiti da vaccino, molti i sit-in in diversi paesi per ricordare questa giornata.
Anche noi ci permettiamo di segnalare l'iniziativa Light a candle per fare in modo che l'attenzione non vada calando.

 

Fonti:

  1. Legislatura 17 Risposta ad Interrogazione scritta n. 4-03638 - Senato della Repubblica
  2. I dati esposti nel nostro articolo sono aggiornati al 16 maggio; per la fonte ufficiale accedere al database EudraVigilance tramite questo link, selezionare la lettera C e scorrere vino a COVID-19, si troveranno tutti i dati (al momento in cui scriviamo le informazioni sono aggiornate al 29 maggio)
  3. Corvelva | 27/04/2021 | Danneggiati e occultati: Ricorreremo al Tar per sapere quanti sono i danneggiati da vaccino in Italia

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