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ANNUNCIATA ROADMAP DEL GOVERNO

#Covid: siamo ai proclami per un ritorno alla normalità! Ma sarà davvero così?

#Covid: siamo ai proclami per un ritorno alla normalità! Ma sarà davvero così?
  • ANNUNCIATA ROADMAP DEL GOVERNO
4 - 8 minuti di lettura

Mentre l'attenzione degli italiani è passata al carobollette e carocarburanti, che qualcuno attribuisce quale apparente conseguenza della guerra Ucraina, ecco che da circa 24 ore sono iniziate le "toto" previsioni mediatiche su quanto succederà dall'1 aprile in merito alla gestione dei contagi da Covid e relative restrizioni.

La settimana prossima è previsto un nuovo Decreto Legge che si dovrà occupare di mettere le pezze sulle tante sbavature degli innumerevoli piani del governo.
Un serie di DL/DPCM nelle settimane e nei mesi che hanno creato un vero e proprio caos normativo e forte lesioni ai diritti civili.

Il 31 marzo è alle porte, sono diversi gli esponenti di governo che ci tengono a strizzare l'occhio nei confronti della popolazione proclamando la fine dello stato d'emergenza.
La roadmap annunciata, tramite le solite veline passate ai principali quotidiani italiani, parlano di un susseguirsi di interventi che si occuperanno di allentare progressivamente tutte le restrizioni in atto, per arrivare alle porte di una estate senza alcun vincolo.

Ma siamo sicuri sia davvero così? Perchè le fonti di informazione più compiacenti avvertono: una risalita dei contagi, di qualunque natura essa sia, potrebbero nuovamente cambiare le carte in tavola.

Una roadmap se vogliamo anche non troppo complessa, che ha certamente lasciato indietro qualcuno.
Si auspica un ritorno alla normalità, ma ci verrebbe da chiederci: quale è la nuova normalità?

Le restrizioni, da quell'inutile lockdown durato ben 69 giorni, al divieto di lavorare per alcune categorie di lavoratori, all'obbligo di un vaccino a chi ha superato i cinquant'anni, sono state cavalcate e imposte.
Queste sono solo alcune delle tante azioni aberranti che sono iniziate con il governo Conte, per proseguire poi alla guida del Presidente Draghi.
Tutte portate avanti con roboanti dichiarazioni in nome della scienza, che hanno voluto giustificare il mancato rispetto dei principi dettati da una Costituzione che ormai ci si chiede se la tengono ancora chiusa in qualche cassetto nei palazzi romani.

Il 31 marzo scade lo stato d'emergenza e per questo il governo Draghi prepara la strada per i prossimi mesi fino a metà giugno.

Cerchiamo quindi di calendarizzare gli effetti di queste che sono dichiarazioni che raccogliamo dalle principali fonti di informazione.

1^ APRILE

Tra i primi a beneficiare degli allentamenti previsti bar e ristoranti che potranno evitare di chiedere il certificato verde, ma SOLO all'aperto e quindi se dotati di tavoli e aree predisposte.
Una azione che lascia il tempo che trova, considerando che molti esercenti hanno smesso di chiedere cartaceo o digitale vedendo calare i propri introiti giornalieri.
Nella rodmap invece sarebbe previsto il mantenimento del green pass base al chiuso, ma fino alla fine di aprile.

Dovrebbe scomparire, dallo stesso periodo, il green pass rafforzato per i mezzi di trasporto pubblico, per dare spazio a quello base, in una logica, secondo fonti governative, di agevolare il turismo.

Nel paese dove anche il calcio ha il suo peso, i tifosi non potranno che esultare per le capienze degli stadi che torneranno al 100%, mentre i palazzetti salire dal 60 al 75%.

Infine, per lo stesso periodo, verrebbe dato uno stop alla quarantena precauzionale a scuola.
Stop quindi alla quarantena derivante da un eventuale contatto con persona contagiata, anche se non vaccinati.
Andrebbe quindi a scomparire il differenziale tra persone vaccinate e non, per quanto alcuni quotidiani parlano di immunizzazione, mostrando tutta l'ignoranza sul tema: non essendo mai stata attivata una farmacovigilanza attiva in Italia, risulta assai difficile sostenere che chi è vaccinato è realmente immunizzato.
A questo ci sarebbe poi da aggiungere la questione delle varianti rispetto al vaccino somministrato, ma qui ci andremmo a incanalare in un dibattito che richiederebbe un articolo dedicato e di cui ci siamo anche già per buona parte dedicati.

1^ MAGGIO

Esattamente un mese dopo, le attività previste andrebbero a togliere il green pass anche nei locali al chiuso, parlando sempre di ristoranti, bar, cinema, teatri e sale da concerto.
Pare che il certificato base possa restare a data ancora da definire sui trasporti pubblici, negli ospedali, RSA e luoghi di lavoro.

Dalla stessa data emerge l'ipotesi di reingresso al lavoro per gli over 50 anche se non muniti di super green pass, ma sempre subordinati al tampone dato che resta il concetto del green pass base come per i lavoratori under 50.
Il sottosegretario alla Salute Costa ci tiene a far sapere che l'obbligo vaccinale resta, così come la sanzione di 100 euro fino al 15 giugno.

Solo alla fine di maggio sarà probabile un addio al green pass, ma qui la questione si complica dato che, sempre dalla voce del sottosegretario Costa, il green pass sarà "uno strumento che rimarrà disponibile, qualora ci fosse la necessità di affrontare una situazione".

15 GIUGNO

Se ne va anche l'obbligo vaccinale anche per gli over 50, l'obbligo di mascherine al chiuso (salvo che il governo non decida di anticipare l'abolizione di quest'ultima durante questo periodo di transizione.

 

Consiglio dei Ministri e cabina di regia

Come ormai da più fonti annunciato, questa settimana ci sarà una cabina di regia e un CDM che dovrà quindi mettere mano a tutti gli articoli trattati con i vari decreti emanati negli ultimi due anni.
Tra gli argomenti trattati, anche l'abolizione dei colori delle regioni, all'uso massivo dello smart working che potrà comunque rimanere previo accordi individuali tra azienda e lavoratore, con semplificazione delle procedure.

Dall'1 aprile verrà anche chiusa la struttura commissariale guidata dal generale Figiuolo e le relative competenze torneranno ad essere suddivise tra Ministero della Salute e Protezione Civile.
Andrà quindi a cessare anche la presenza del Comitato Tecnico Scientifico, seppur Franco Locatelli e Silvio Brusaferro resteranno consulenti del Governo.

Per la felicità di molti, resteranno invece il bollettino quotidiano e il monitoraggio settimanale.

Resta una incognita circa la posizione del Generale Figliuolo. L'art. 122 comma 4 del DL 18/2020 stabiliva che "il Commissario opera fino alla scadenza dello stato di emergenza. Del conferimento dell'incarico è data immediata comunicazione al Parlamento e notizia nella gazzetta Ufficiale".
Una eventuale proroga, quindi, necessiterebbe di nuova norma.
Con la cessazione dello stato d'emergenza vengono meno i poteri straordinari del governo e della protezione civile e quindi anche l'operare in deroga alle leggi vigenti per motivi sanitari.

La campagna vaccinale tornerà in gestione alle singole Regioni, la volontà è di tornare all'inoculazione da parte di medici di famiglia, pediatri, strutture ospedaliere.

Considerazioni finali

Alla luce di questo calendario, che riteniamo assai tardivo nei confronti di una Italia stremata che dovrà affrontare un lungo periodo di recupero economico e sociale, alcune considerazioni ci vengono spontanee.

Si conclude lo stato di emergenza, e per alcune attività che ormai sono ovvie e che di fatto non collimano con una volontà di reale ripresa, troviamo ancora l'estensione per un mese del green pass base sui mezzi di trasporto pubblico.
L'Italia è un paese che vive sul turismo, con quasi 8.000 km di coste, senza considerare tutte le località montane che si dividono tra le Alpi e gli Appennini che si estendono da nord a sud.
Un governo poco attento pensa di mantenere restrizioni che vanno a ledere ancora un afflusso turistico anche e soprattutto dall'estero, quando molti altri paesi anche confinanti hanno deciso di togliere già tutto incentivando la ripresa economica.
Ci avviciniamo a Pasqua, periodo che tipicamente apre le danze con brevi viaggi prima delle vacanze estive, e il nostro governo pensa di mantenere comunque ancora delle restrizioni che di fatto portano un danno economico a chi vive di questo settore.
Qui certamente interviene l'argomento del caro-carburanti, dato che su questo il Governo sta facendo poco o nulla per arginare il lievitare dei costi che incidono e incideranno per molto tempo sulle tasche degli italiani.
Un caro-carburanti che invece poteva essere sfruttato per spingere più l'utilizzo del trasporto pubblico, ferroviario o aereo, per muoversi anche da una regione all'altra.

Nessun accenno alle attività sportive dei ragazzi, ancora limitati nell'accesso agli impianti se non vaccinati.
Un Comitato spontaneo di Brescia ha reso pubblica una lettera che è stata inviata a tutti i centri sportivi della zona per sottolineare le incongruenze e le conseguenze di queste restrizioni, di cui le società stesse si stanno rendendo complici. La potete scaricare da questo link.

Non ultime per ordine di importanza, sono domande spontanee.
Serviva tutto questo? Certo, col senno di poi tutti bravi a sentenziare, ma le perdite subite dall'Italia spiccano su molti altri paesi.
Un numero devastante di decessi che potevano essere di gran lunga ridotti, perdite economiche che sono pesate sulle tasche di tutti gli italiani che ancora non si rendono conto degli effetti: l'allentamento delle restrizioni, quel barlume di libertà, porterà solo il pensiero a una vacanza che vorrà cancellare tutta la pesantezza vissuta nei mesi precedenti, per chi potrà permetterselo.

Infine, ma siamo sicuri che, finita l'estate, tutto questo non tornerà? 4/5 anni fa c'erano personaggi che venivano derisi quando parlavano di un certificato vaccinale, venivano definiti catastrofisti, eppure la loro lungimiranza ha portato a vivere tutto questo. Che sia spunto di riflessione.

 

 

 

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