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Lunedì, 18 Ottobre
Gli italiani tornano in piazza: cresce il popolo del #NOGREENPASS

Le manifestazioni sono state molte, da nord a sud, e non sono mancati purtroppo anche momenti di tensione e tafferugli.

Gli italiani non ci stanno e il malcontento cresce, chi capitanato da qualche partito politico, chi da comitati spontanei nati tra sanitari, insegnanti, studenti, ma anche semplici cittadini che hanno voluto dare un segnale preciso alle istituzioni.

Gli eventi hanno interessato oltre sessanta città italiane, tra cortei e piazze organizzate, e in tutte è riecheggiato un unico slogan: "NO GREEN PASS".

L'ultimo Decreto Legge 127 del 21 settembre scorso ha voluto alzare il tiro, andando a toccare pesantemente anche il mondo del lavoro, soprattutto quello privato.
La risposta di un paese che, nel suo primo articolo costituzionale, ricorda di essere una Repubblica democratica fondata sul lavoro, non è tardata ad arrivare.

E' indubbio che il Ministero della Salute, di concerto con il Governo capitanato dal Presidente Draghi, stia proseguendo su una tabella di marcia prefissata che non vuole uscire dai propri binari.

Questo nonostante i dati relativi al Covid oggi facciano sorgere molte domande, soprattutto sui motivi che possano portare la politica italiana ad obblighi coercitivi attraverso un documento che di sanitario e di scientifico ha poco o nulla.

Roma ha visto certamente la partecipazione maggiore, centinaia di migliaia di persone che si sono date appuntamento nella piazza della politica e dei concertoni, soprattutto di quel concerto generalmente dedicato alla festa dei lavoratori.
Emblematico il fatto che proprio quella piazza non abbia visto la partecipazione dei principali sindacati che oggi di certo non si stanno mostrando dalla parte dei lavoratori.
Le testimonianze che ci sono pervenute a diverse riunioni sindacali sono state diverse.
Qualcuno ha fatto notare che almeno avrebbero potuto lottare di più per i lavoratori che rappresentano, almeno per tamponi gratis senza abbassare la testa al primo no; la risposta è stata "noi non facciamo scioperi per quattro novax".

Ed ecco che quei "quattro" novax sono tutti li, incuranti di etichette che oggi hanno ancora meno senso, perché oggi quello che si sta toccando è la dignità e le principali libertà costituzionali della persona.
I lavoratori non ci stanno, ma ora sono affiancati anche da molti datori di lavoro che vogliono rispettare le libertà individuali dei propri dipendenti.

Dopo Roma anche Milano ha visto una importante partecipazione con cortei non privi di tensione, ma il malcontento è stato unanime ovunque.
Il presidio ormai è fisso ovunque, e non c'è alcuna intenzione a fare passi indietro, vedremo come risponderà la politica che di certo non ha risparmiato colpi di scena con importanti movimenti di deputati e senatori tra un partito e l'altro o nel gruppi misto.

Ci leggiamo al prossimo sabato!

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