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Mercoledì 16 Gennaio 2019
Vaccini: il "negazionismo" è reato! Ministero e Grillo ancora silenti

In queste ultime due settimane ci siamo astenuti dal botta e risposta avvenuto tra i diversi protagonisti legati alle recenti analisi pubblicate dall'Associazione veneta CORVELVA.
L'informazione non è mancata in quanto sono molte le figure che si sono messe in campo per dire la propria, ma spesso più per avviare un processo di negazionismo piuttosto che alimentare un utile dibattito che potesse in qualche modo dissipare dubbi e incertezze circa la "reale" bontà e utilità di tutti i vaccini che la Legge Lorenzin ha voluto imporre.
Ma chi nega, sa che nel 2016 è stata approvata una legge che tramuta questo comportamento in un reato? Da parte nostra è chiaramente una affermazione forte e un voler associare argomenti di natura diversa, per quanto nell'ultimo anno e mezzo chi ha istigato alla violenza e alla discriminazione in ambito politico, nella comunicazione e attraverso i social non è mancata per quelle famiglie che hanno voluto mettere in discussione le vaccinazioni, soprattutto perchè imposte attraverso una legge obbligatoria.

Con i fondi legati alla propria attività, una umile associazione regionale di dimensioni limitate finanzia delle analisi che, per i loro risultati, ottengono grosse e importanti reazioni sia in Italia sia all'estero.
In ambito nazionale, forse per quel ruolo di capofila affibiato all'Italia, di un progetto internazionale di prevenzione avviato diversi anni fa negli Stati Uniti, si tramutano nell'immediato in sole grosse polemiche (e per ora nessun dibattito da parte delle istituzioni).
All'estero portano invece un parlamento a invitare in audizione chi ha commissionato le analisi, due pesi e due misure.  

Andiamo per ordine.
Una associazione inizia un lavoro "certosino" oltre un anno fa, con lo scopo di dare il via a un lavoro che era lo stesso Ministero della Salute - dalle parole dell'attuale ministro Grillo - a dover commissionare: verificare cosa realmente è contenuto in questi vaccini.
Le famiglie che ormai non seguono il calendario imposto dal SSN sono centinaia di migliaia, non c'è più fiducia e quindi non inoculano ai propri figli i vaccini o interrompono la profilassi dopo reazioni avverse di diversa entità, che vanno da febbre molto alta a reazioni più gravi che portano anche ad invalidità parziali o totali.

Dopo i primi step, l'8 luglio dello scorso anno viene pubblicato il primo Report delle analisi metegenomiche sui campioni vaccinali.
CORVELVA, unica associazione a prendersi carico di un lavoro così complicato dopo le inadempienze delle istituzioni italiane, avvia quel processo di informazione che prenderà il nome di VACCINEGATE. Tramite un comunicato mette a disposizione il lavoro svolto da laboratori indipendenti che portano alla luce la notizia che su 7 vaccini analizzati, 5 di questi risultano non essere conformi.

Nonostante venga fatto un esposto e sempre mantenuto informato il Ministero e l'ISS, la reazione della "scienza" italiana all'epoca di questo primo report è quella di ignorare e non dare importanza ai risultati ottenuti.

Il 28 ottobre si apprende, attraverso un comunicato della associazione, dell'interesse dell'Ordine dei Biologi che decide di finanziare, con un contributo di 10.000 euro, il proseguo delle importanti e ambiziose analisi, visto che è la salute pubblica quella interessata dai risultati del lavoro svolto.

Le analisi portano gli autori a pubblicare il 22 novembre i primi risultati sul profilo di composizione chimica del vaccino Priorix Tetra.
Per i meno pratici ai nomi affidati ai vaccini, si tratta del vaccino finalizzato ad avviare quella immunizzazione necessaria al fine di "sconfiggere" patologie quali morbillo, parotite, rosolia e anche varicella.
Questo vaccino, prodotto da GlaxoSmithKline, è stato introdotto per essere inoculato a bambini nati dal 2017 in poi. In realtà molte testimonianze arrivate in redazione segnalano che lo stesso viene proposto a tutti, anche per quelli che la varicella l'hanno già contratta, a quanto pare il motivo sarebbe da addebitare alla scarsa disponibilità del precedente MPR. A dire di qualche virologo, questo non causa problemi, anche se non abbiamo trovato alcuno studio a conferma di queste affermazioni.

Il 13 dicembre appare una intervista su NATURE International Journal Of Science, che pubblica un articolo con il titolo "Scienziati italiani protestano per il finanziamento delle indagini sulla sicurezza dei vaccini".

Mentre all'estero l'attenzione inizia a farsi alta, in Italia si polemizza soltanto.
CORVELVA prosegue nelle sue pubblicazioni, il 14 dicembre con i Primi risultati sul profilo di composizione chimica Infanrix Hexa, che evidenzia una situazione preoccupante sul vaccino esavalente.
Il 22 dicembre viene messo online l'aggiornamento sul 2° step analisi metagenomiche su Priorix Tetra, che mostra una situazione a dir poco allarmante.
Oltre a contenuti rilevati dopo una metodica di analisi più approfondita, che non dovevano essere presenti, sconcertante è l'affermazione da parte dei laboratori che non si sia rilevata traccia di rosolia tanto da poter avviare una possibile immunizzazione.
Riprendiamo un estratto del comunicato dello staff della associazione che si sta occupando di questo processo:

Ripetiamo per esprimere meglio il concetto e preghiamo tutti di utilizzare con molta attenzione i nostri risultati: all’interno del vaccino Priorix Tetra non è stata rilevata la presenza del virus della rosolia, tranne in un lotto, ma il quantitativo era così minimo da rendere dubbio che dia immunizzazione. Se invece si considera che questo vaccino sia efficace contro la Rosolia, perché 3 reads pari allo 0,00008% del totale Rna sono quantitativo sufficiente a determinare una risposta dell’organismo, allora questo vale anche per una lunga serie di virus tumorigenici, virus dell’HIV, vermi e batteri, presenti in quantitativi pari o superiori al virus della Rosolia.

Sostanzialmente, per rintracciare la Rosolia (per dimostrare che ci fosse) abbiamo dovuto andare molto a fondo, utilizzando una metodica ad alta sensibilità. Questo ci ha portati ad imbatterci anche in decine di virus e retrovirus, taluni potenzialmente cancerogeni, funghi, lieviti, batteri.
Qualunque sia la risposta in merito alle quantità, nulla toglie che non ci dovrebbero essere, il che ancora attesta che non vi è NESSUN controllo adeguato sui vaccini perché se ci fosse, questi elementi sarebbero stati rilevati.

Il 22 dicembre, poco prima di Natale, si scatena un attacco mediatico nei confronti delle analisi, ma nessuno degli autori solleva quel "principio di precauzione" attraverso il quale almeno procedere al ritiro dei lotti sotto indagine.
In effetti c'è da chiedersi se il problema sono le analisi, le analisi sui vaccini o la associazione stessa, che viene attaccata ogni dove al fine di far apparire il lavoro svolto da oltre un anno solo come l'ennesimo attacco da parte di quei novax che nulla vorrebbero saperne sui vaccini in quanto tali e finalizzati alla protezione del "gregge".

Con l'ennesimo comunicato, lo staff di Corvelva scrive una lettera aperta in cui avvia una riflessione. Le reazioni di una parte della comunità scientifica, tanto impegnata nel proteggere senza se e senza ma la bontà dei vaccini, sono poco chiare e peraltro errate, e questo lo potrebbe affermare un qualunque ricercatore indipendente. Riprendiamo questo passaggio:

Voglio sottolineare che queste sono ricerche scientifiche, lo sono in quanto riproducibili e non teoriche, dati puri e semplici senza alcuna “dietrologia”, dati che escono da laboratori accreditati che lavorano abitualmente per conto terzi senza che, a nessuno, la cosa desti perplessità...

Ad alimentare i dissapori anche un articolo pubblicato da IL TEMPO lo stesso 23 dicembre, che esplode anche sui social con vari tweet tra l'autore dell'articolo, Franco Bechis, e un virologo noto dai più per le sue posizioni molto dure nei confronti di quei genitori che si permettono di mettere in dubbio l'efficacia dei vaccini, anche per esperienza vissuta sulla pelle dei propri figli.

Anche l'AIFA interviene con una lettera al Direttore , pubblicata il giorno di Natale, la quale afferma di aver testato i lotti in commercio.
Ma non si fa attendere la risposta della Dott.sa Loretta Bolgan, principale consulente delle tanto contestate analisi in Italia, la quale precisa nella risposta un passaggio importante:

Corvelva NON sta facendo un controllo per il rilascio del lotto e NON ha richiesto di utilizzare metodiche validate per le analisi dei lotti, come invece devono fare i produttori, i laboratori accreditati e l’ISS. Quella che si sta conducendo è una semplice indagine che si fa nella fase iniziale dello sviluppo di un vaccino, cioè di screening. AIFA non puó richiedere metodi accreditati per il rilascio del lotto, perchè sarebbero necessari anni per validarli, e fuori del nostro proposito che non è quello di diventare un ente certificatore del rilascio dei lotti, tanto più che non vengono utilizzate le metodiche previste in farmacopea europea per le analisi dei vaccini, ma metodiche di ultima generazione, non ancora acquisite in farmacopea per questo scopo.
Ritengo del tutto evasiva ai nostri quesiti la gravissima affermazione di non prendere in considerazione i risultati presentati perchè non revisionati dalla comunità scientifica... i metodi sono già riportati nella letteratura allegata ai report, e comunque qui stiamo parlando di non conformità che esulano dalla valutazione come ricerca scientifica perchè hanno un impatto sulla salute pubblica. Spesso vengono ritirati medicinali dal mercato perchè non conformi e non mi risulta che sia richiesta alcuna pubblicazione, si ritirano i campioni e si analizzano.

La Dott.sa Loretta Bolgan, per chi non la conoscesse, è Laureata in chimica e tecnologie farmaceutice (Università di Padova). Con un Dottorato di ricerca in scienze farmaceutiche presso l'Harvard Medical School di Boston, ha lavorato come ricercatore in ambito oncologico e lavora da oltre 15 anni come consulente scientifico sui danni da vaccino, contaminazioni ambientali e terapie complementari e alternative. E' stata anche Consulente vaccini della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sull'Uranio Impoverito (ultima legislatura).

Ma in tutto questo, il Ministero della Salute e la Ministra Grillo dove si trovano?

In attesa di comunicati da parte delle istituzioni italiane, si apprendono due reazioni ben contrastanti tra loro.

Il 31 dicembre CORVELVA annuncia "Nel mentre che i nostri governanti pensano se e come occuparsi delle recenti analisi da noi commissionate (nessun cenno pervenuto), un Parlamento estero, quello polacco, ci invita ad esporre i nostri risultati in un meeting dal titolo "Safety of vaccination". Sarà la Dott.sa Bolgan ad esporre quanto finora appreso dal lavoro svolto dai laboratori accreditati.
Da qui si evince l'attenzione dall'estero di questo importante lavoro che non è passato inosservato da parte di istituzioni di altri paesi.

L'1 gennaio, attraverso un articolo pubblicato da La Repubblica, si apprende un comportamento di gran lunga opposto: una parte della comunità scientifica ha dovuto "lavorare" molto durante le vacanze natalizie, tanto da sapere che ben 130 tra ricercatori e medici sono scesi in campo contro "le informazioni carenti e fallate", cosi come definite dall'autore.

Se quindi la prima reazione della comunità scientifica italiana era quella di ignorare, successivamente è stata quella di deridere, ora di attaccare.
C'è da chiedersi - ma ammettiamo di non aver fatto ricerca in tal senso, non ne vogliate - se in così poco tempo siano mai state messe in campo tante "forze" per contrastare affermazioni e studi che a dire di qualcuno non avrebbero alcuna rilevanza scientifica. Ma se non erano così importanti, non bastava ignorarle?

L'associazione ha risposto con un altro comunicato, di cui riprendiamo questo passaggio:

Secondo il quotidiano, questi esperti sarebbero composti da pezzi grossi delle Università italiane, dell’ISS, e di ben 15 istituzioni straniere. Ottimo, dal canto nostro notiamo che NESSUNO di costoro avesse dato alcun segnale di interesse alle nostre email (destinate ad Aifa, ISS, Ministero Salute, e anche all’università di Padova a seguito delle ultime polemiche scoppiate dopo la donazione dell’ONB alla nostra associazione).

A dire il vero, l’unico ente ad avere dato risposte, seppur incomplete e per noi insoddisfacenti, era stato Ema, il quale peraltro nella sua risposta demandava ad Aifa buona parte dei chiarimenti richiesti (link risposte https://goo.gl/JZz3xm).

Da più parti ora la domanda è univoca: in tutto questo, dopo le risposte dell'AIFA, dell'EMA, della Comunità Scientifica, il Ministero della Salute e il Ministro Grillo con il suo Governo, dove si trovano?
E' la stessa cosa che si chiede anche CORVELVA, in rappresentanza indiretta di almeno 2 milioni di genitori in Italia, anche se gli incerti e per la libertà di scelta sono molti di più.

Anche l'Ordine dei Biologi, attraverso il Presidente Vincenzo D'Anna, fa un duro appello chiedendo a gran voce "basta chiaccere e petizioni, gli scienziati tirino fuori le analisi di farmacovigilanza".
E qui sappiamo da precedenti indagini, che sarà dura che potranno produrre quanto richiesto.

Pubblichiamo la lettera al Ministro Grillo integralmente, come da fonte:

Egregio Ministro Giulia Grillo

Da agosto 2018 la nostra associazione ha iniziato a pubblicare i risultati di diverse analisi commissionate a laboratori indipendenti ed accreditati su alcuni lotti di vaccino. Questi stessi risultati sono sempre stati inoltrati anche al Suo Ministero, nonché all’ISS, all’AIFA, all’Ema e alle case produttrici.

Duole constatare che, nonostante i risultati contengano dati preoccupanti e ravvisino diversi profili di rischio, nessuna risposta sia arrivata da parte Sua né di alcun funzionario del ministero da Lei presieduto.

Eppure, fu proprio Lei, come componente della Commissione Parlamentare di Inchiesta “Uranio Impoverito”, a firmare insieme agli altri membri le seguenti considerazioni:

"Il completamento dell’analisi documentale sui dossier di registrazione fin qui svolta, richiede la verifica sperimentale su vaccini da prelevare a campione, nell’ambito di una attività ispettiva da svolgere nelle sedi dove  vengono effettuate le vaccinazioni ai militari. Solo in tal modo è possibile controllare la conformità alla scheda tecnica nonché la presenza di componenti non dosati, e di cui non è stato dato conto. Questo obiettivo, già prefissato dalla legge istitutiva della Commissione non ha trovato attuazione a causa delle limitate risorse economiche a disposizione della Commissione"

Ebbene, la nostra associazione è composta da genitori, e noi stiamo portando avanti, con umiltà ma tenacemente, quegli obiettivi da voi posti. Stiamo pagando di tasca nostra ciò che la politica non ha finanziato. Noi stiamo ottemperando ad uno degli scopi che la Commissione stessa si era prefissata.

A fronte di questo, il silenzio delle Istituzioni, tutte, ma in particolare del Ministero che Lei presiede, è assordante.

Le chiediamo di voler dedicare attenzione a questi risultati, Le chiediamo di dare una Sua interpretazione agli stessi, essendo Lei anche medico ed essendo Lei stata membro della Commissione summenzionata.

È dunque consapevole del fatto che alcuni componenti dei vaccini possono e devono essere verificati?
È consapevole che la conformità di questi prodotti dovrebbe essere verificata e a quanto pare nessuno lo sta facendo?
È consapevole che dalla legge tuttora in vigore che istituisce l’obbligatorietà di ben 10 vaccini possano derivare anche dei rischi?

Noi genitori sentiamo forte il dovere di provare a fare chiarezza, perché siamo costretti a difenderci da troppi attacchi da due anni a questa parte; noi genitori siamo preoccupati del fatto che vi siano rischi sottovalutati e siamo preoccupati della deriva che la discussione sulle vaccinazioni obbligatorie ha fatto scaturire. I genitori che lottano per la libertà di scelta sono sotto attacco (mediatico e legislativo) da troppo tempo e più aumenterà questo clima persecutorio nei confronti di chi si pone legittimi dubbi e chiede di attuare il principio di precauzione, più noi ci sentiremo costretti a difenderci, quotidianamente, per tutelare il nostro diritto alla salute e alla libera scelta democratica di sottoporsi o meno ad un trattamento sanitario che - Lei ne è stata testimone - non è esente da rischi e necessita di approfondimenti che nessuno, a livello Istituzionale, ha intrapreso.

Siamo dunque a chiederLe di voler approfondire quanto da noi pubblicato, non sono analisi conclusive, sono l’inizio di un’attività di verifica sul contenuto dei vaccini in uso nel territorio italiano e non solo. A breve vi saranno nuovi approfondimenti e stiamo lavorando alacremente per produrre altri dati che testimonino - tra le altre cose - l’affidabilità di quanto finora rilevato.

Il nostro obiettivo era quello di portare dati che potessero far scaturire un sano dibattito sulla sicurezza di questi prodotti e che riportassero il dialogo e la possibilità di confronto al centro dell’attenzione, a livello scientifico ed istituzionale. Ci siamo trovati di fronte una realtà ben peggiore di quella ipotizzata, e non ci è possibile farla passare nel silenzio. Non basterà liquidare la questione con un semplice (quanto assurdo) “hanno sbagliato metodica” o etichettandoci come  “NoVax”: ciò che abbiamo appurato presenta problematiche serie e dubbi sulla conformità di alcuni prodotti farmaceutici, vaccini, rendendo impossibile garantire sicurezza ed efficacia. I dati pubblicati sul nostro sito, in ogni caso, stanno facendo il giro del mondo, nel totale disinteresse delle nostre istituzioni e degli organi di controllo; la società civile merita risposte e ignorarci non risolverà il problema.

Ringraziandola in anticipo per la cortese attenzione, vorremmo concludere la presente con una sola domanda:

E se i dati fossero corretti?

Grumolo delle Abbadesse (Vicenza) 6 gennaio 2019



Allegati:



Download: CORVELVA-Lettera-Ministro-Grillo-6gen2018.pdf

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