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Giovedì, 21 Novembre
#VACCINI: la ministra della salute austriaca Hartinger-Klein pare avere le idee chiare sul rispetto dell'individuo

Un aumento di casi segnalati di morbillo ha acceso la discussione anche in Austria, tanto da portare il contendere sul tema delle vaccinazioni direttamente al principale rappresentante del ministero della salute.

Ma l'attuale ministro, Beate Hartinger-Klein, respinge la possibilità di un obbligo imposto: prevalgono i diritti umani che non possono essere superati da un mero riferimento alla salute della collettività, soprattutto quando i numeri esposti non parlano di alcuna epidemia.

E chiaramente i riferimenti all'Italia, dove un obbligo imposto per legge è in essere da due anni nonostate l'assenza di epidemie, e alla Germania, dove è in discussione, non sono mancati.

A Klagenfurt, sulla sponda orientale del lago Wörthersee, capoluogo della Carinzia, provincia dell'Austria meridionale, è avvenuto quello che probabilmente è definibile come il fattore scatenante del dibattito sul tema delle vaccinazioni.
Un autista di autobus del trasporto pubblico, nel pieno esercizio, era stato segnalato come malato di morbillo, tanto da portare addirittura al fermo del servizio.

Il Difensore civico austriaco ha iniziato quindi a spingere sulla tematica, definendo questa malattia virale come pericolosa, senza però trovare appoggio dal ministro della salute che, durante una intervista, ha affermato chiaramente che in Austria non c'è alcuna epidemia in corso.
Il tutto supportato da dati precisi al riguardo. E rispondendo anche all'associazione medica austriaca, definendola appunto una associazione e non una istituzione scientifica.

L'intervista a Beate Hartinger-Klein non si è fatta attendere e ve la esponiamo qui di seguito per la parte che ha interessato più il tema della vaccinazione, omettendo la questione delle coperture territoriali e la questione della riduzione dei fondi di copertura, non prettamente di interesse degli altri paesi:

D.: Il morbillo è dilagante. In Italia esiste una vaccinazione obbligatoria, in Germania viene discussa. Anche il Difensore civico austriaco chiede un obbligo di vaccinazione. Secondo lei, è un rimedio per fermare l'epidemia di morbillo?

Beate Hartinger-Klein: Non abbiamo epidemia di morbillo in Austria. Quest'anno ci sono stati 96 casi di morbillo. Nel 2015, ci sono stati 309 casi, significativamente meno negli anni successivi.
Il tasso di inoculazione nel 2017/18 era del 95% per i bambini di età compresa tra 2 e 5 anni.

D.: E dopo la seconda vaccinazione?

Nella seconda immunizzazione, siamo all'85 percento, questo tasso deve aumentare.
Tuttavia, si deve dire che già dopo la prima vaccinazione esiste una protezione del vaccino del 95%.
Faccio affidamento sull'educazione e non sulla vaccinazione.
È un diritto umano determinare se farsi vaccinare. A meno che non ci sia davvero un'epidemia, ma siamo molto lontani da ciò.

D.: Ma i diritti umani e l'autodeterminazione si applicano anche in Italia e non solo in Austria. Dov'è la differenza?

L'UNICEF, il Fondo per l'infanzia delle Nazioni Unite che si occupa di prove basate sulle prove di vaccinazione, è contrario alla vaccinazione perché è controproducente. L'obbligo di vaccinare può anche innescare il contrario.
In Italia, il tasso di vaccinazione è in realtà diminuito dopo l'introduzione della vaccinazione obbligatoria. E ciò che fa la Germania, non penso che abbia senso.
Soprattutto l'idea che la punizione sia pagabile se qualcuno non viene vaccinato.
Anche il Consiglio etico tedesco si è pronunciato contro la vaccinazione obbligatoria.

D.: L'associazione medica austriaca, che vede al suo interno anche specialisti medici, è molto predisposta per la vaccinazione.

L'associazione medica è un'associazione e non un'istituzione scientifica.
L'associazione medica ha certamente altri interessi.
Ho chiesto al Presidente di garantire che tutti i suoi colleghi nel campo della pratica privata siano vaccinati e che anche il loro personale sia vaccinato.
Dovrebbero implementarlo.

D.: Cosa ne pensa del requisito di introdurre un obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari?

Sono per l'educazione. Tuttavia, come datori di lavoro, al momento di assumere nuovo personale, i paesi possono informarsi sullo stato di vaccinazione delle persone.
Chiunque abbia bisogno di un vaccino ma non vuole farlo non sarà ammesso.
Salisburgo e Stiria fanno così.

D.: Ci sono altri modi per far vaccinare le persone, come i benefici per la madre e per il bambino.

Il passaporto madre-figlio è uno strumento diagnostico ed educativo.
E questo dovrebbe rimanere così. Inoltre, difficilmente si otterrebbe nulla, perché il tasso di vaccinazione è comunque alto per i bambini.
Il problema è con il secondo vaccino e i bambini più grandi.

D.: Come sarebbe predisposta la sua campagna di educazione?

Una attenzione ai medici è certamente richiesta, in particolare i pediatri.
E naturalmente l'associazione medica, perché ci sono alcuni pediatri che non sono tanto predisposto o favorevoli per la vaccinazione.
Inoltre, una modifica al regolamento sull'insegnamento scolastico con un riferimento ai medici scolastici, anch'essi nel pieno diritto di vaccinarsi.
Anche i medici del lavoro e i dottori che operano con aziende possono dare un contributo.
Ci sarà una campagna con la Camera di commercio.

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