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Sabato, 15 Agosto
Centri estivi, i problemi nati durante le iscrizioni

Approfittiamo del lavoro diligente dei genitori lombardi del gruppo "Genitori del NO Obbligo Lombardia".
La redazione del loro blog ha diffuso nelle ultime ore una notizia che riguarda il Comune di Milano.

Dopo la segnalazione, oltre che del gruppo stesso, anche di numerosi genitori del capoluogo lombardo, il Comune di Milano ha effettuato una più che dovuta correzione al proprio Comunicato legato alla campagna "Milano amica dei bambini: estate 2018".

Si tratta della campagna che da diversi anni vede la giunta di Milano impegnata nell'erogare servizi per le famiglie che possono accedere, tramite graduatoria, ai centri estivi organizzati.
Un lodevole servizio che, quest'anno, ha però mostrato un errore forse involontario, da parte di chi si era preoccupato di redigere il Comunicato diffuso dal Comune: esporre quale clausola di iscrizione l'essere in regola con le vaccinazioni obbligatorie, cosi come richieste dalla Legge 119, che tanto sta facendo discutere le famiglie, le istituzioni e la politica italiana.

E' effettivamente bastato far notare al Comune che quando si parla di "estate 2018", ci si riferisce al periodo legato all'anno scolastico 2017/2018.
La normativa di riferimento, che non può essere modificata da circolari regionali o comunali, dice infatti che per il periodo 2017/2018 non può essere posta quale clausola di iscrizione per attività istruttive, quella di essere in regola con le vaccinazioni rispetto alla coorte di nascita del bambino e ragazzo.
I servizi del Comune di Milano sono rivolti alla fascia di età dai 4 ai 14 anni, e come si evince dal portale ufficiale, cita all'interno del programma attività ludiche/educative e didattiche inserite anche per migliorare le competenze linguistiche degli allievi.

Aldilà quindi del dibattito sull'efficacia della prevenzione proposta in Italia dalla nuova Legge, qui non messa in discussione nell'articolo scritto sul blog, i cittadini milanesi hanno ottenuto una correzione di una azione che poteva ledere i diritti inalienabili dei bambini per l'accesso allo studio, così come previsto dalla Costituzione italiana.

Fonte:
https://www.genitoridelnolombardia.net/blog/

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