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Giovedì 15 Novembre 2018
Quando le istituzioni non vengono a sostegno di famiglie già tartassate da una normativa con molti punti di domanda

E’ notizia di queste ore.
Molte famiglie di Milano stanno ricevendo un comunicato che riguarda le vaccinazioni: la ATS Milano Città Metropolitana ha inviato al Comune di Milano l’elenco dei nominativi dei bambini iscritti ai propri servizi all’infanzia che non risultano in regola con gli obblighi vaccinali.
Il comunicato, che prosegue con tutti i riferimenti normativi, invita le famiglie a presentarsi, a partire da domani 19 giugno e fino al 10 luglio prossimo, con la documentazione attestante l’assolvimento degli obblighi vaccinali.
Fino al 29 giugno la documentazione potrà essere presentata presso la segreteria dell’unità educativa dove ha sede il nido / sezione primavera / scuola dell’infanzia frequentata dal bambino.
Successivamente a tale data, entro comunque il 10 luglio, la documentazione dovrà essere consegnata presso il Centro Documentazione competente.

Il comunicato, inviato con rigorosità dall’ente, afferma che la mancata presentazione della documentazione comporta l’impossibilità di accedere ai servizi per l’anno educativo 2018/2019.

Pare evidente che, aldilà del fermento che in questo momento ruota attorno al tema dei vaccini, comunque le istituzioni locali proseguono nel loro iter dettato da quanto imporrebbe la Legge 119. E non si esclude che a breve saranno altre le città a muoversi in tal senso.
E tutto questo avviene ancora quando le Commissioni Sanità dell’attuale Governo non sono ancora formate, dato anche il recente ingresso.

Ma è altrettanto evidente quanto una rete molto fitta di genitori, sparsi in tutta Italia, si stia attivando per fronteggiare la normativa che vorrebbe proseguire, in assenza di epidemie come si evince dalle stesse fonti ufficiali dell’Istituto Superiore della Sanità, con una campagna vaccinale imposta con obblighi e coercizione e addirittura impedendo, appunto, l’accesso alle strutture dell’infanzia.

Tra le varie iniziative, prende forma quella di una Proposta di Legge di Iniziativa Popolare, una procedura che viene dal “basso”, da movimenti di genitori che non vogliono proseguire nella direzione imposta dal precedente Governo, motivando la questione con riferimenti e ulteriori quadri legislativi che non lasciano dubbi che l’aspetto mediatico non tarderà nuovamente ad avere eco.
“La Legge 119 è sbagliata”, questa la tesi principale da parte dei principali autori della Proposta, che il 26 giugno prossimo sono riusciti ad ottenere un appuntamento con la Corte Suprema di Cassazione per depositare quindi la documentazione e quindi verbalizzare il titolo della PDL dal titolo “Sospensione dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva”.
Cosi facendo, dall’indomani tutto sarà in Gazzetta Ufficiale e darà il via alla raccolta firme in ogni comune italiano. Molte informazioni sono disponibili anche sul sito web ionondimentico.it.

Ma questa non è l’unica iniziativa mossa da genitori che nel quotidiano fanno tutt’altro mestiere: anche in diverse regioni sono state aperte delle interrogazioni circa il funzionamento, idoneo e corretto, di quelle che dovrebbero essere le nuove “anagrafi vaccinali”, su cui tanto si è parlato e che sono state anche alla base della Legge 119, nonché anche di una recente sentenza del TAR di Brescia.
Sono tante le domande che vengono poste, ma senza risposta alcuna, che mettono in dubbio il fatto che le regioni siano già totalmente automatizzate per questa piattaforma che per tanto tempo ha tardato ad arrivare, molti si chiedono l’efficacia e la veridicità dei dati a livello nazionale se un sistema unico informatizzato non esiste.

Restiamo in attesa per seguire l’andamento di questa lotta, che di certo vede la presenza di parecchie figure preparate per fronteggiare chi invece sostiene la pratica vaccinale senza se e senza ma.

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