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Mercoledì, 11 Dicembre
#Vaccini, prevenzione, disabilità. I cittadini rispondono con CReLDiS

Cittadini attivi. Attenti a ciò che succede. Consapevoli del proprio ruolo nella società e motivati a offrire un contributo collettivo, ciascuno secondo le proprie capacità professionali.

Sono insegnanti, avvocati, informatici, medici, liberi professionisti e pensionati, donne e uomini di ogni età.
Insieme formano il Coordinamento di cittadini CReLDis (Coordinamento Regionale Lombardia Diritti e Salute). Presente in Lombardia, è rappresentata ogni provincia della regione.

Quando le istituzioni e il governo “latitano”, non rispondono più alla loro mission iniziale, fioriscono le iniziative dei singoli.
È sempre successo, in ogni momento storico.
Non si tratta perciò di un nuovo partito “ma di un movimento trasversale ‘politico’ in senso etimologico (polis), che si occupa di ciò che riguarda i cittadini”, come hanno precisato i portavoce intervistati.

D.: Qual è il vuoto più grande da colmare?

R.: “Il nostro raggio d’azione è sanitario ma, come si osserva ogni giorno, questo ambito non è disgiunto dalla politica e dalla burocrazia.
Siamo da sempre attenti alla qualità dei servizi e ai diritti-doveri di istituzioni e cittadini, da oggi vigileremo di più e meglio”.

D.: Cosa si intende per “vigilare”?

R.: “Molte famiglie hanno ravvisato scorrettezze sull’applicazione della legge 119 sull’obbligo vaccinale nelle scuole.
Se i primi mesi la confusione delle direzioni didattiche poteva essere compresa (la legge è complicata e le circolari di più), al punto che alcuni direttori stavano consegnando i certificati dei bambini direttamente alle Asl (procedura non permessa dalla privacy), oggi, a distanza di due anni, certe leggerezze non sono più ammissibili.
Vediamo lettere ufficiali post datate, esclusioni dei bimbi dai centri estivi (allontanamenti non previsti nella legge), esclusioni dalle scuole nonostante i documenti presentati siano regolari.
Insomma, ci spendiamo anche per una corretta gestione delle scuole facendo da ‘ponte’ fra segreterie e genitori”.

D.: Di cos’altro vi occuperete?

R.: “Prevenzione, disabilità, nuove tecnologie e impatto sulla salute, informazione e comunicazione scientifica; su quest’ultimo aspetto in molti hanno ravvisato carenze.
Le informazioni sanitarie, che sono le più delicate, quelle che andrebbero circostanziate e motivate su ciascun bambino (ma anche su ciascun adulto), sono sempre più simili a spot rassicuranti.
Si pensi alle vaccinazioni e a come vengono aggrediti i genitori che chiedono di posticiparle o di non farle tutte assieme.
Si pensi al tormentone che siamo costretti a sentire dalle autorità, ‘i vaccini sono sicurissimi e non hanno mai fatto male a nessuno’, a dispetto degli studi scientifici e della realtà: prima di scoprire che il vaccino anti polio Sabin poteva provocare la malattia si dicevano le stesse cose.
E si è andati avanti a vaccinare, creando malati di polio, per anni...”.

D.: Ci sono medici all’interno del CReLDis?

R.: “Sì, certo. L’informazione scientifica che si traduce in atto medico non può arrivare da chi ha conflitti di interessi.
Se un professionista lavora con aziende che producono farmaci non può consigliare quei farmaci e neppure mettere per iscritto che sono buoni.
Sappiamo che questa prassi è accettata supinamente e il nostro ruolo è appunto quello di ‘risvegliare’ la società che dorme...”.

D.: Cosa farete per contrastare l’informazione viziata?

R.: “Progetti editoriali e campagne mediatiche corredate di fonti autorevoli e indipendenti.
I cittadini chiedono questo.
La medicina non è fatta solo di traguardi raggiunti ma anche di scivolate: c’è bisogno di conoscere l’ombra per distinguere la luce”.

D.: Come sarà la vostra presenza sul territorio?

R.: “Saremo capillari. E insistenti.
Cominciando dagli enti locali. L’obbiettivo è: instaurare un dialogo costante.
Il tutto nel rispetto delle leggi e, me lo lasci dire, della buona educazione. Infatti ci terremo ben lontani da certi salotti televisivi...”

D.: Ci sarà una presentazione ufficiale del Coordinamento regionale?

R.: “Certamente, a fine estate”.

 

Alleghiamo il Comunicato Stampa inviato alla redazione:

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