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Lunedì, 06 Luglio
#COVID19: i bambini non sono danneggiati dalla malattia, ma dalla incompetenza del Governo

Siamo ben lontani dai numeri che nei mesi di febbraio, marzo e aprile hanno destabilizzato la popolazione italiana.
Un continuo passaggio sul mainstream di dati che venivano (e vengono) di giorno in giorno riportati: 270 contagiati, 72 decessi e 1.297 guariti quelli di ieri.

Viene anche confermato il netto calo dei contagi, i letti di terapia intensiva, come dichiarato dalla stessa Protezione Civile, sono solamente 300 in tutta Italia.

Ma nonostante tutto vada verso un momento favorevole in contrasto all'emergenza sanitaria, il tema scuola ancora impegna il tavolo del Ministero della Salute e quello dell'Istruzione.
Di concerto con le indicazioni che sembrano provenire dal CTS, prosegue un susseguirsi di proposte, dalle più disparate, per riaprire "in sicurezza".

Nel frattempo, è però sconcertante quanto nessuno dei componenti del Comitato Tecnico Scientifico si sia preoccupato dello stato di salute dei bambini, soprattutto quelli più piccoli, che dalla fine di febbraio hanno troncato ogni rapporti con i compagni di scuola che riempivano il loro quotidiano.

Eppure le denunce sono tante, dalle famiglie ai pediatri, psicoterapeuti e psicologi infantili, che avvisano della regressione di molti bambini.
Da pianti sconsolati, all'incapacità di svolgere azioni che facevano parte del loro quotidiano, fino ad arrivare a disturbi psichiatrici come la tricotillomania infantile.

E' di ieri la firma del Presidente Mattarella sul decreto scuola che è passato alla Camera con 245 voti, divenendo quindi legge a tutti gli effetti.
Un decreto che ha voluto così definire le modalità per affrontare gli Esami di Stato conclusivi del I e del II ciclo di istruzione, la valutazione finale degli alunni, la conclusione dell'anno scolastico 2019/2020 e l'avvio del 2020/2021, le procedure concorsuali straordinarie per la Scuola secondaria di I e II grado 1.

"È un provvedimento nato in piena emergenza che consente di chiudere regolarmente l'anno scolastico. Ora definiamo le linee guida per settembre, per riportare gli studenti a scuola in presenza e in sicurezza", dice Azzolina.

Quello che preoccupa molte famiglie, già stremate da questi quattro mesi in cui si sono dovuti investire anche del ruolo di insegnante per i propri figli, sono proprio queste modalità.

Le scuole sono lasciate sole, e questo ha portato anche qualche direzione scolastica a scelte estreme e sperpero di denaro pubblico andando ad adottare, già oggi, soluzioni assurde per combattere il virus, prive di ogni base di natura scientifica.

E' di soli due giorni fa la dichiarazione della ministra Azzolina circa la possibile adozione di barriere in plexiglass 2, soluzione che non ha convinto molti addetti ai lavori, ma non solo per questa bizzarra soluzione.
Ma non si è fatto attendere chi, seguendo questa strada, ha pensato bene di dotare già la propria struttura di questi dispositivi, quando ancora non sono chiare le soluzioni per settembre 3.
Seppur vero che i dispositivi non sono del materiale plexiglass, non sono andati lontano dalla funzionalità proposta, una vera aberrazione in un contesto di socialità di una scuola.
Visionando le fotografie dell'Istituto, dove il preside si vanta di esserne l'inventore, la tristezza che ne deriva è molta e ricorda molto quegli internet point degli anni '80 dove gli utenti volevano vivere la propria privacy rinchiusi in uno sgabbiotto mentre navigavano su quello che era l'internet di quegli anni.
Ma soprattutto, chi ha avuto questa brillante idea, non si è chiesto se le ormai note goccioline di droplet non siano tranquillamente in grado di bypassare quei 40/60 cm di schermo posti davanti e ai lati dello studente?

L'improvvisazione di certe persone dovrebbe essere limitata, sarebbe bene che ognuno portasse la propria competenza dove ce l'ha, e non verso la creazione di dispositivi che dovrebbero rappresentare una protezione medica che non c'è, proprio per come sono stati pensati e progettati.

Molti genitori sono sul piede di guerra, in Lombardia uno dei coordinamenti che riunisce diverse realtà della Regione, CReLDiS - Coordinamento Regionale Lombardia Diritti e Salute - si è fatto promotore di una iniziativa che ha ben esposto sul proprio canale di comunicazione principale 4.
Attraverso il proprio team legale, ha messo a disposizione di migliaia di famiglie un documento da inviare alla direzione scolastica, al Sindaco di competenza della scuola di riferimento, e all'ufficio scolastico territoriale MIUR.
In questa lettera vengono esposte dapprima tutte le modalità comprensibili per una riapertura in sicurezza, ma vengono espressi dei chiarissimi limiti di accettabilità per quello che sono la DAD, il distanziamento sociale e l'uso delle mascherine.

E non sono le uniche azioni che su tutto il territorio nazionale si stanno mettendo in moto per contrastare due ministeri che pongono pesanti ombre sulle modalità di gestione della scuola.
Anche perchè ci sono proprio delle fondamenta che per quello che la scuola significa, non possono proprio essere accettate.
Distanziamento sociale è un'aberrazione, un ossimoro proprio per quello che la scuola dovrebbe e deve insegnare.
L'uso delle mascherine, anche da parte degli insegnanti, nei confronti di bambini disabili, possono essere anche oggetto di disturbi psicologici e di paure nei confronti della fascia debole.

Ma le istituzioni non stanno dimostrando nemmeno alcun interesse alle denunce che stanno arrivando da molti genitori, per i disagi che stanno vivendo con i propri figli, da quelli più grandi ai più piccoli.

Testimonianze che arrivano anche alla nostra redazione per segnalare comportamenti che colpiscono soprattutto dall'età precoce, dai due agli otto anni.
Non si è nemmeno in grado di fornire ad oggi una classifica per comprendere quali siano gli episodi più segnalati.

Bambini che dopo il lockdown manifestano paura nell'uscire di casa, nel salire sull'auto, con atti convulsivi e piatti ininterrotti.
Altri bimbi che denunciano la mancanza dei propri amichetti, con pianti sconsolati che sono arrivati a durare anche quattro ore, fino allo sfinimento per crollare in quel sonno che non è di certo benefico per l'età del piccolo.

Molti sono anche gli episodi di tricotillomania infantile, un disturbo psicologico che colpiva in passato dallo 0,6 al 6% dei bambini, interessando una fascia di età principalmente dai 2 ai 6 anni, e che oggi si sta estendendo anche agli 8 / 10 anni.

Conosciuto anche come TTM, questa patologia è addebitata, oltre che per cause genetiche e biologiche, anche per cause di tipo emotivo e psicologico.
I bambini iniziano a strapparsi i peli, e questa azione si va ad estendere principalmente alla testa; non solo i capelli, ma anche ciglia e sopracciglia.
Spesso questo problema viene accompagnato da tricofagia, ovvero il desiderio di mangiare peli e capelli che poi portano a problemi di natura digestiva, con nausea e vomito fino alle ostruzioni gravi.

Insomma, veri e propri comportamenti di autolesionismo che il governo, attraverso i suoi esperti, non è nemmeno in grado di valutare visto il totale disinteresse mostrato verso i bambini che sono stati chiusi in casa senza pensare alle conseguenze, privati delle loro abitudini e rapporti umani con altri della loro età.

Ma non solo, regressioni nelle attività quotidiane, bambini che non sono più in grado di svolgere quello che era diventato il loro traguardo, come l'uso delle forchette in autonomia, o l'andare in bagno da soli per i propri bisogni.

Uno dei fattori che aggrava la situazione è la segnalazione di diversi genitori che si sono visti rifiutare visite in presenza da parte di psicologi infantili che pretendevano di effettuare collegamenti tramite videocall per visionare il bambino e comprendere la patologia in corso.
Fortunatamente, per alcune di queste famiglie, è subentrata la pediatra che è intervenuta con la propria esperienza suggerendo rimedi omeopatici.

Difronte a tutto questo, il governo, attraverso i ministeri interessati, non sta mostrando alcuna attenzione.
Del resto lo abbiamo vissuto con le numerose conferenze stampa del Presidente Conte che quasi mai ha portato parole di conforto verso le famiglie e soprattutto azioni di aiuto in tal senso.

Restiamo in attesa di capire se gli addetti ai lavori saranno in grado di alzare la testa per segnalare con forza questi grossi disagi, che comunque si stanno estendo anche ad età maggiori fino ad arrivare agli studenti delle scuole superiori.

 

Fonti:

  1. ANSA | 06/06/2020 | Camera approva decreto scuola. Azzolina: 'Ora linee guida per settembre'
  2. LA STAMPA | 04/06/2020 | Scuola, la ministra Azzolina: “Banchi con divisori in plexiglass nelle aule, l’obiettivo è tornare a lezioni in presenza”
  3. CORRIERE DELLA SERA | 06/06/2020 | Il preside del liceo Manzù di Bergamo: «Gli schermi per i banchi? Li ho progettati io e non sono in plexiglass»
  4. CReLDiS | 02/06/2020 | Post sul canale facebook

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