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Sabato, 24 Agosto
Sostanze organiche, sostanze inorganiche: la lista degli ingredienti dei vaccini

Una "lista degli ingredienti dei vaccini", questo ciò che ci offre una fonte, non sempre attendibile, come Wikipedia.
Nella pagina dedicata è scritto, in testata e a chiare lettere, che il contenuto "non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti".

Una affermazione cattura l'attenzione degli utenti più attenti: "I vaccini, in generale, sono formati utilizzando diversi elementi; quello principale è l’antigene, vale a dire il principio attivo, che solitamente è un microorganismo (virus o batterio) attenuato o inattivato. Le restanti sostanze sono utilizzate in quantità minime e solo raramente possono provocare una qualche reazione allergica." La fonte? Le FAQ della SIP, Società Italiana di Pediatria.

Ma siamo sicuri che queste "quantità minime" siano realmente assimilabili dall'organismo di bambini e adulti che li ricevono in quantità inappropriate?
Cambiano i termini, cambia o si attribuisce nel tempo un significato diverso a una sostanza, ma la scienza è sempre li in ascolto: i sali minerali e altri contenuti sono sostanze inorganiche e il corpo umano non è in grado di sintetizzarli, e questo non si estende solo alla questione dei vaccini.

Il termine “sostanze organiche” deriva dal termine “organismo”, cioè essere vivente.
In passato si chiamavano organiche solo le sostanze derivanti da esseri viventi.
Il latte, ad esempio, è costituito da sostanze organiche perché è ricavato dalla mucca, che è un vivente, lo stesso vale per la farina, l’olio d’oliva.

Anche la plastica è considerata una sostanza organica, perché è ricavata dal petrolio, che a sua volta è costituito da sostanze organiche perché deriva dalla decomposizione di organismi marini vissuti milioni di anni fa.

Adesso la definizione è cambiata, l'uomo è riuscito a costruire sostanze organiche a partire da sostanze inorganiche.
I chimici chiamano organiche le sostanze che contengono carbonio, con alcune eccezioni, tra cui l’anidride carbonica, il calcare, la grafite, il diamante, che pur contenendo atomi di carbonio non sono considerate organiche.

Le sostanze che non sono organiche si chiamano “inorganiche”.
Sono ad esempio sostanze inorganiche l’acqua, l’anidride carbonica, l’ossigeno, il gesso, il ferro, il sale.

Se potessimo smontare una sostanza in particelle sempre più piccole, fino ad arrivare alle molecole, vedremo che le molecole delle sostanze organiche sono quasi sempre più complesse di quelle delle sostanze inorganiche, perché sono formate da molti più atomi.

Fonte http://www.scuolamediacoletti.org/les/schede_corpo/organico.htm

La spiegazione sopra riportata è molto semplice e comprensibile e va “attenzionata” sul particolare, ovvero che una volta si chiamavano in un modo, e che adesso la definizione è cambiata.

Perché?

I sali minerali sono annoverati anche tra i “micro- od oligoelementi o micro-nutrienti” − presenti solo in tracce nell’organismo, il fabbisogno giornaliero va da qualche microgrammo ad alcuni milligrammi −, o “macronutrienti” − presenti nell’organismo in quantità discrete, il fabbisogno giornaliero è dell’ordine dei decimi di grammo o dei grammi.

I minerali partecipano a processi cellulari fondamentali per lo sviluppo di tessuti e organi, tra i quali la formazione di denti e ossa, alla regolazione dell’equilibrio idrosalino che presiede agli scambi cellulari, all’attivazione di numerosi cicli metabolici, tra i quali le reazioni necessarie per le funzioni energetiche dell’individuo.

Gli esseri viventi non sono in grado di sintetizzare autonomamente alcun minerale: i sali vengono quindi assimilati attraverso l’acqua e gli alimenti.
I sali minerali non si alterano né si disperdono durante la cottura o il riscaldamento degli alimenti, anche se in parte possono sciogliersi nell’acqua utilizzata per la cottura.

Nella definizione di una dieta corretta per il mantenimento di un buono stato di salute, occorre considerare che la quantità di sali minerali introdotta nel nostro organismo spesso non coincida con la quota “biodisponibile”, effettivamente assorbita e metabolizzata.

Fonte http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4461&area=acque_potabili&menu=dieta

“Sali minerali è un termine che individua alcuni composti inorganici, quindi privi di carbonio organicato.
Essi hanno un ruolo fondamentale nel funzionamento di tutti gli organismi viventi, animali, vegetali, funghi e regni degli organismi più semplici, e per questo motivo sono detti anche minerali essenziali o più correttamente, da ogni punto di vista, elementi essenziali, nessun organismo animale vivente è in grado di sintetizzare autonomamente alcun minerale, pertanto essi devono essere introdotti attraverso l’alimentazione.”

(Fonte Wikipedia)

Dalle definizioni sopracitate, si possono notare molto chiaramente due aspetti:

  • i minerali sono inorganici
  • gli organismi viventi tipo animali e uomini, non sono in grado di sintetizzare i minerali inorganici.

Quindi questi due dati sarebbero già sufficienti a rispondere alla questione riguardante i minerali presenti nell’acqua, che essendo inorganici non possono essere assunti dalle persone, in quanto non possono metabolizzarli; inoltre dice chiaramente che i minerali sono elementi inorganici, e che non esiste una categoria di minerale organico, e questo fa capire chiaramente quanti dati falsi vengono comunemente messi in giro su questo argomento.

Allora come facciamo ad assumere queste sostanze, se non esistono quelli organici e se non siamo in grado di assumere quelli inorganici?

In primo luogo chiariamo perché gli animali e gli uomini non possono sintetizzare i minerali inorganici, e lo faremo chiarendo il significato della parola Autotrofia ed Eterotrofia, termini molto complessi all’apparenza, ma in realtà molto semplici. Prenderemo spunto da un capitolo di un libro di medicina elementare che ne parla, traendone i punti chiave.

“Autotrofia”

L’autotrofia è la condizione nutrizionale di un organismo in grado di sintetizzare le proprie molecole organiche a partire da sostanze inorganiche e utilizzando energia non derivante da sostanze organiche assimilate.

Sono autotrofe, ad esempio, tutte le piante che, attraverso il processo di fotosintesi clorofilliana, riescono a sintetizzare composti organici a partire da sostanze inorganiche: anidride carbonica e acqua grazie all’energia elettromagnetica della radiazione solare.

Sono autotrofe anche le alghe e molti batteri.
Nello studio degli ecosistemi gli autotrofi vengono detti produttori.

In sostanza tutta l’energia che alimenta gli esseri viventi non è altro che l’energia proveniente dal sole che gli organismi autotrofi fissano sotto forma di energia chimica nei glucidi.

Gli eterotrofi (animali, altri batteri, protisti diversi dalle alghe, funghi) sfruttano poi questa energia chimica cibandosi direttamente degli autotrofi o attraverso catene alimentari più complesse, e sono considerati consumatori.

Bene, stando a questa definizione si capisce chiaramente che gli uomini, non essendo esseri autotrofi, non sono in grado di sintetizzare elementi inorganici , come i minerali, e devono di conseguenza assumerli da altri organismi che li hanno già trasformati in composti organici, come gli autotrofi, o da altri esseri eterotrofi come gli animali che a loro volta li hanno assunti da autotrofi.

Solo le piante verdi possono assorbire acqua dal suolo e anidride carbonica dall’aria e con l’aiuto della luce trasformarle in sostanze zuccherine.

Gli scienziati sono a conoscenza di tutte queste sostanze e dei procedimenti che formano questo meraviglioso processo, ma sono incapaci di copiare lo stesso processo in laboratorio: vi è un segreto nelle cellule delle piante verdi che l’uomo non ha ancora saputo scoprire.

L’energia elettromagnetica contenuta nella luce del sole viene convertita dalla fotosintesi in energia chimica e racchiusa nelle molecole delle sostanze zuccherine. Lo zucchero può essere convertito in amido.

Quindi, le piante verdi sono praticamente gli unici organismi viventi capaci di fabbricarsi da soli il nutrimento, ricavandolo da sostanze inorganiche.

Tornando alla questione dei minerali organici ed inorganici, la terminologia è scorretta, in quanto i minerali organici non esistono, ma si sono trasformati in composti organici che a questo punto sono assimilabili dagli uomini e animali, ecco perché questi ultimi soddisfano il loro fabbisogno di minerali dalle piante e dalla verdura.

Inoltre, considerato il minimo fabbisogno di cui necessitiamo, è impossibile che tramite il cibo che ogni giorno mangiamo, possiamo ancora avere carenze minerali, per cui tutti i minerali inorganici che prenderemmo in più, si depositerebbero nell’organismo causando tutta una serie di malfunzionamenti al nostro organismo, ecco perché le acque non devono essere mineralizzate, anzi devono averne pochissimi, perché altrimenti si depositerebbero, oltre a far sì che l’acqua non riesca a fare bene tutte le funzioni che dovrebbe svolgere.

Bibliografia: Guida ad un’acqua sicura di Roberto Serino

Quindi risulta chiaro che prima di assumere qualsiasi tipo di integratore di sali minerali, dopo essersi assicurati con diagnosi medica di essere realmente carenti di minerali e vitamine, sarebbe opportuno verificarne il contenuto in quanto se sono sali minerali come le spiegazioni sopra riportate citano il nostro corpo non li assorbe.

Ma ancora una volta perché queste spiegazioni non vengono date, ma le pubblicità ci fanno credere in potenti effetti energetici validi per chiunque (leggiamoci l’articolo precedente “due pesi, due misure) che spingono le persone a svuotare le farmacie di magnesio, multivitaminici, integratori di sali minerali?

Due giorni fa entrando in una farmacia per acquistare alcuni prodotti disinfettanti all’ennesima richiesta di Magnesio da parte di una signora anziana il farmacista lamentava di averlo esaurito da una settimana e che la casa che lo riforniva non riusciva a spedirlo in tempi brevi in quanto la produzione non era in grado di fare fronte alle richieste.

Ma siamo sicuri che tutte le persone che lo comprano e lo assumano ne hanno vermanete bisogno?

Sono gli esami ematochimici e il vostro medico curante che ve lo hanno prescritto o il vicino di casa che lo usa e “si trova bene” (a fare cosa poi si trova bene?); ma le controindicazioni sull’assunzione del Magnesio ve le siete lette?

Ma se assumete medicinali, e questo a logica il farmacista di fiducia “potrebbe” saperlo, siete sicuri che non ci siano eventuali incompatibilità tra il Magnesio (ma potrebbe essere Potassio, Calcio, Vitamina D, Creatina ecc.ecc.ecc.) ed i farmaci che state assumendo?

Prima di correre a comprare integratori per recuperare energia, rivolgetevi sempre al vostro medico e lui sarà in grado di prescrivervi ciò che veramente ci serve.

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