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Lunedì, 10 Agosto
La vaccinazione vìola i precetti della morale e della religione

Nell'attuale dibattito sulle vaccinazioni, spesso si trascura un aspetto oltremodo importante, quello legato alle questioni etico-religiose che ne emergono.

Eppure questa problematica era stata affrontata già più di cento anni fa, quando un importante giurista si era già esposto affermando che "Coloro che sono contrari per coscienza alla vaccinazione devono naturalmente avere il coraggio di affrontare tutte le pene, tutte le persecuzioni a cui possono andare soggetti per legge, devono lottare anche soli contro il mondo intero, se occorre, per difendere le loro convinzioni".

Il giurista era Ghandi.

Fin dal suo primo esordio, la pratica vaccinale ha suscitato numerose perplessità, non solo per i suoi risvolti medico-scientifici, ma anche per quelli etico-religiosi.

Infatti già all'inizio del secolo scorso Ghandi, nel suo libro "Guida alla salute" [1] (1922), aveva preso posizione contro tale pratica medica, resa coercitiva nell'India colonialista dell'epoca.
Ghandi disapprovava la modalità di produzione dei vaccini in generale e nello specifico quella relativa al vaccino antivaioloso.

Per vaccinare le persone si usava prelevare, in modo continuativo, dalle lesioni cutanee di animali affetti da vaiolo (vacche, ma non solo), il materiale infetto da inoculare in un arto della persona vaccinanda.
Questa procedura comportava, a parte una grande sofferenza negli animali, inevitabilmente anche un rischio igienico-sanitario per i soggetti riceventi.

Il fine giurista nel suo libro affermava "Oltre a ciò la vaccinazione è cosa molo sudicia perchè il siero che viene introdotto nel corpo umano contiene non solo quello della mucca, ma anche il pus del vaiuoloso. Un uomo normale vomiterebbe alla sola vista di roba simile".
E non solo: "Non posso poi fare a meno di pensare e sentire che la vaccinazione vìola i precetti della morale e della religione".

Con grande acume Gandhi condensa in questo manifesto la necessità per l'essere umano che la sfera dell'etica della coscienza, ben salda nelle sue convinzioni, sia coerente con l'atto terapeutico che si riceve anticipando in questo modo la più recente giurisprudenza sul consenso informato (dal Trattato di Norinberga alla Convenzione di Oviedo).

La stessa fondatrice della Croce Rossa, Florence Nightgale, non vedeva di buon occhio questa pratica.

Con il passare del tempo, queste voci fuori dal coro si sono affievolite, nell'errata convinzione che il progresso della farmaceutica industriale, consentisse la produzione etica di vaccini.
Questo non è mai avvenuto.

In tempi più recenti, infatti, gli ambienti Prolife americani, hanno iniziato a diffondere la notizia che, nella produzione di alcuni vaccini, venissero utilizzate anche delle linee cellulari fetali di origine abortiva.

Children of God for life nasce nel 1999 proprio come organizzazione no profit di persone cattoliche, impegnata a fornire informazioni sui vaccini "veritiere, accurate e aggiornate", approfondendone anche i risvolti etici e giuridici.

Pochi sono a conoscenza del fatto che attualmente le linee cellulari fetali abortive [2] in commercio sono due: la prima è la linea WI-38 (Istituto di Winstar 38) [3], preparata e sviluppata da Leonard Hayflick nel 1964 in Svezia, contenente fibroblasti diploidi di polmone umano, provenienti da un feto femmina che venne abortito perché la famiglia era già troppo numerosa.
La seconda linea è la MRC-5 (Consiglio di Ricerca Medico 5) [4] prodotta con fibroblasti di polmone umano che provengono da un feto maschio di 14 settimane abortito a causa dei “disturbi psichiatrici” sofferti dalla gestante, una donna di 27 anni nel Regno Unito. MRC-5 è stata preparata e sviluppata da J.P. Jacobs nel 1966.

Un aspetto fondamentale su cui l'organizzazione Children of God for life ha voluto porre l'attenzione è che questi feti, per essere utilizzati, erano stati estratti sani, integri e vitali (tecnica abortiva modificata ad hoc) e poi inviati direttamente ai laboratori farmaceutici allo scopo di prelevarne organi e tessuti [5].
Diversamente il "materiale biologico" non sarebbe stato utilizzabile.

Le cellule ricavate hanno subito successivamente un trattamento che ha  permesso loro di sopravvivere autonomamente e di replicarsi creando un terreno di coltura ideale per i virus come quello del morbillo e della rosolia.

Le linee cellulari fetali attualmente usate nei vaccini [6] sono due, ma nelle biobanche ne esistono altre, usate per altri scopi [7].

Se poi a qualcuno venisse in mente di obiettare che, fondamentalmente, il fine giustifica i mezzi e che i feti abortiti sono soltanto due, precisiamo quanto segue: i feti vitali sacrificati per arrivare alla creazione delle linee cellulari sono molti di più perché si tratta di un procedimento molto complicato messo a punto tra gli anni '50 e '60 dopo il successo ottenuto con la prima linea cellulare che era stata sviluppata in vitro (HeLa).
Per isolare il ceppo della rosolia RA 27/3 (dove R= rosolia, A=aborti, 27= ventisettesimo feto sperimentato, 3= terzo tessuto espiantato), il dott. Plotkin dovette espiantare culture provenienti da ventisei aborti di feti vivi e sani.
Solo il ventisettesimo era affetto dalla rosolia.

In Giappone tuttavia sono riusciti a produrre un vaccino contro la rosolia senza utilizzare linee cellulari umane [8].

Il primo tentativo , storicamente accertato di utilizzo di un feto per produrre vaccini risale al 1936, nell'ambito degli innumerevoli tentativi di sviluppare in vaccino contro la polio [9].

[Children of God for life fornisce anche sostegno negli USA a coloro che volessero presentare un certificato di esenzione religiosa (la libertà di religione negli usa è garantita dal primo emendamento) per esentare i figli dalle vaccinazioni e continuare a frequentare le scuole. ]

Nel 2003 l'organizzazione ha contattato direttamente il Vaticano per comprendere quale posizione adottare nei confronti dei vaccini e dei prodotti farmaceutici ottenuti attraverso materiale fetale umano. Il conflitto morale che ne deriva ha ripercussioni incredibili sulla coscienza di un credente.

La Pontificia Accademia per la vita,  creata negli anni '90 da Papa Giovanni Paolo II, con lo scopo di trattare tutti gli argomenti collegati al tema della dignità della vita umana dal concepimento alla morte naturale,  risponde con un significativo documento del 5 Giugno 2005 [10] nel quale si legge che i genitori sono sottoposti a un’ingiusta “costrizione morale della coscienza” quando devono scegliere se utilizzare vaccini prodotti su linee cellulari fetali, ed è pertanto doveroso lottare perchè ne vengano approntati altri.

Il tema è  sviluppato in base alla teologia di San Tommaso, dottore della Chiesa che ha trattato il tema della "cooperazione con il male" distinguendo in modo molto raffinato vari livelli di gravità e responsabilità.

Questo dilemma morale è tornato alla ribalta nel 2017 in Italia,  quando un gruppo di fedeli ha chiesto supporto alla Pontificia Accademia per la Vita, rispetto agli obblighi vaccinali imposti della Legge 119/2017 che rende obbligatori per la prima volta in Italia vaccini sviluppati a partire da linee cellulari fetali di origine abortiva.

L'importante documento della PAV è stato ben accolto da parte degli ambienti Prolife che lo avevano sollecitato, ma è stato volutamente travisato da parte dei portavoce delle case farmaceutiche  (per  evidenti conflitti di interesse ) e dalle autorità sanitarie che negano fermamente che possano esserci motivazioni religiose valide per opporsi alle vaccinazioni, ma, nel frattempo, cancellano dalla lista degli componenti dei vaccini del C.D.C. gli acronimi MRC 5 e WI 38.

Fortunatamente all'interno della Chiesa Cattolica voci autorevoli si sono alzate per difendere il significato di questo documento che va affiancato alla importante Istruzione di Papa Ratzinger di soli tre anni successiva: la Dignitas Personae [11] che evidenzia criteri restrittivi in base ai quali i corpi di feti abortiti possano essere utilizzati per favorire la ricerca scientifica.

A marzo del 2019 è  stata organizzata anche a Roma la conferenza [12] "Scienza e Coscienza" espressamente dedicata al tema dell'uso delle cellule da feti abortiti nei farmaci, cui ha partecipato il Cardinale Burke,  stimato negli ambienti Prolife e fedele allo spirito del fondatore della PAV.

Egli ha ribadito che "anche il più desiderabile dei fini non può MAI giustificare l'utilizzo di mezzi contrari alle legge morale" [13].
Un chiaro invito ad un approfondimento da parte degli esponenti della Chiesa e del mondo scientifico cattolico.

Allo stesso modo si è espresso Sua Eccellenza Mons. Athanasius Schneider.

Più recente la testimonianza durante una manifestazione (Vaccine Injury Event) tenutasi a New York il 14 novembre 2019: Padre Copenaghen [14] evidenzia come sia forte la presa di posizione da parte della Chiesa  nei confronti di trattamenti farmacologici che siano profondamente lesivi del sentimento religioso, qualunque esso sia, riferendosi in particolar modo ai farmaci che siano prodotti con linee cellulari fetali abortive.

Padre Copenaghen esordisce davanti alla platea citando un brocardo latino: "qui tacet consentire videtur ubi loqui debuit atque potuit ", ovvero "Chi tace, quando deve e può parlare, e' come se acconsentisse". Sottolinea poi come non sia "possibile essere un cattolico praticante, che sia nella grazia di Dio, se si è direttamente e volontariamente coinvolti nella creazione, produzione o vendita di questi vaccini". Lo stesso vale per i funzionari pubblici che impongono gli obblighi vaccinali (il video sottotitolato lo trovate anche qui).

Continua citando l'Istruzione Dignitas Personae (2008) precisando che i vaccini che non siano prodotti eticamente debbono "essere considerati un'extrema ratio, un rimedio estremo, un'ultima risorsa, là dove ci sia una necessità reale e genuina, un'emergenza concreta, il che significa che se il mio giudizio informato e prudente ritiene che non ci sia un rischio imminente, come cattolico io dovrei rifiutare il vaccino. Dov'e' l'emergenza??? C'è' davvero un'emergenza sanitaria ovunque che giustifichi l' imposizione??? No. E' davvero necessario sacrificare una vita umana per salvarne un'altra? Nostro Signore ci ha donato la sua vita, non gli è stata presa".

E ancora "L'uso di questi vaccini (prodotti su linee cellulari fetali abortive) può solo essere temporaneo, come cattolico io non posso consentire il loro utilizzo indiscriminato o considerarli una soluzione definitiva. Nella Chiesa bisogna pubblicamente e a gran voce, opporsi alla creazione ed all'imposizione di questi vaccini.
Dobbiamo ragionevolmente ricorre ad una coscienziosa obiezione attuata rifiutando questi vaccini
".

E cita testualmente dal documento rilasciato dal Vaticano: "Resta un dovere morale continuare a combattere ed impiegare ogni azione lecita al fine di rendere la vita difficile alle industrie farmaceutiche che agiscono in modo non scrupoloso e non etico".

La chiosa del discorso di padre Copenaghen è limpida: "Un'obiezione che solitamente non sentite; l'aspetto spinoso della questione: esperti di etica cattolici hanno sollevato il problema che l'uso di queste cellule abortive è un forma di depredazione e dissacrazione di spoglie umane che non andrebbero usate in alcun modo, ma rispettosamente sepolte invece che essere sfruttate continuamente.

Padre Copenaghen ha inoltre scritto una profonda riflessione su una questione moralmente rilevante prendendo spunto dalla figura biblica di Tobia: i resti mortali dei due feti sono il frutto di un furto (ai danni degli stessi ..) pertanto in alcun modo è  giustificabile il loro sfruttamento commerciale.

Nella nostra Costituzione repubblicana il principio della libertà religiosa è sancito in tutta la sua completezza, sia sotto il profilo individuale sia collettivo, dall’art. 19 che afferma che tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, [...] di esercitare in privato o in pubblico il culto purché, unico limite, non si tratti di riti contrari al buon costume.
E’ evidente che se la Carta Costituzionale tutela la libertà di scelta religiosa ciò significa che tale diritto si estrinseca per il singolo credente, non solo nella possibilità di scegliere quale professione religiosa praticare, ma anche di poter mettere in pratica ogni comportamento che sia espressione dei dettami imposti dal proprio credo, pertanto, senza alcuna forma di vincolo imposto da parte dello Stato.
Infatti, il libero esercizio ha come unico limite le attività illecite o contrarie al buon costume.

L’obiezione di coscienza rappresenta, di fatto, il rifiuto categorico di compiere atti prescritti dall’ordinamento italiano, ma contrari alle proprie convinzioni, come per esempio il fatto di non partecipare in qualità di medico o personale infermieristico agli interventi clinici di interruzione volontaria di gravidanza.
Sono atti che confliggono con la libera espressione religiosa e non possono essere oggetto di alcun tipo di prescrizione obbligatoria da parte dello Stato.

Attraverso l’obbligatorietà vaccinale, la salute diviene il mezzo per assicurare la salute collettiva e non il fine stesso della tutela, sorvolando sulla circostanza che la salute collettiva sia costituita dall’insieme di quella dei singoli individui. Pertanto, non si comprendono le ragioni del diniego della pratica di obiezione vaccinale per motivazioni etiche e religiose anche nel nostro ordinamento.

Ghandi stesso, nel libro citato nell'incipit asseriva che "coloro che sono contrari per coscienza alla vaccinazione devono naturalmente avere il coraggio di affrontare tutte le pene, tutte le persecuzioni a cui possono andare soggetti per legge, devono lottare anche soli contro il mondo intero, se occorre, per difendere le loro convinzioni. Quelli che combattono l'innesto dal solo punto di vista della salute cerchino di acquistare completa padronanza dell'argomento, si mettano in grado di infondere agli altri la loro convinzione, e li persuadano a metterla in pratica risolutamente. Quelli invece che non hanno idee ben determinate in proposito, o che non si sentono il coraggio di sorgere in difesa delle loro opinioni, devono naturalmente obbedire alle leggi uniformando la loro condotta alle opinioni e alle abitudini della società che li circonda".

E' incredibile come, a distanza di quasi un secolo dalla pubblicazione del libro di Ghandi, il tema dell'obiezione etico religiosa nei confronti delle vaccinazioni sia quanto mai attuale e dibattuto.

Risulta, tuttavia,  incomprensibile come, a distanza di quasi un secolo,  in uno stato di diritto quale dovrebbe essere il nostro, venga ancora negata la libertà di scelta terapeutica.

 

Fonti:

  1. https://books.google.it/books?id=Mif5MRKi5iMC&pg=PA118&dq=gandhi+vaccini&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwio_JGxhabnAhVXwcQBHUWvDzIQ6wEIVjAF#v=onepage&q=gandhi%20vaccini&f=false
  2. https://bioethics.georgetown.edu/2017/01/is-it-true-that-there-are-vaccines-produced-using-aborted-fetuses/
  3. https://www.lgcstandards-atcc.org/products/all/CCL-75.aspx?geo_country=it.
  4. https://www.coriell.org/0/Sections/Search/Sample_Detail.aspx?Ref=AG05965-D.
  5. https://www.soundchoice.org/open-letter-to-legislators/
  6. https://d2y1pz2y630308.cloudfront.net/15206/documents/2017/4/Vaccines%20and%20Alternatives.pdf
  7. https://cogforlife.org/wp-content/uploads/AbortedFetalCellLines.pdf
  8. http://www.academiavita.org/_pdf/documents/pav/vaccines_prepared_from_aborted_human_foetuses.pdf
  9. Bioetica: dalla A alla Z, Gianna MIlano, Ed. Feltrinelli, 1999, pg 99
  10. http://www.academiavita.org/_uploads/article_members_file/1038369767-Vaccini.pdf.
  11. http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20081208_dignitas-personae_it.html.
  12. http://www.renovatio21.com/un-convegno-a-roma-sulluso-di-cellule-da-feti-abortiti-nei-farmaci/
  13. https://lanuovabq.it/it/vaccini-da-feti-abortiti-contro-letica-dellopportunita
  14. http://www.firstfreedoms.org/uploads/7/5/0/3/75031919/viespeech-copenhagen.pdf
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