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Morti da vaccino, in Gran Bretagna arrivano i primi risarcimenti

Morti da vaccino, in Gran Bretagna arrivano i primi risarcimenti
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Una vita spezzata vale 120mila sterline (140mila euro). È questa la cifra che il Regno Unito ha deciso di rimborsare ai familiari delle vittime da vaccinazione anti Covid.

Lo divulga il British Medical Journal, il 24 giugno, annunciando il via ai primi risarcimenti: “Non solo alle famiglie che hanno subito un lutto ma anche alle persone che sono state danneggiate, a seguito di un vaccino contro il Covid-19”. Il 20 maggio erano arrivate 1681 richieste.

Leggiamo:

“Si ritiene che Vikki Spit della Cumbria sia la prima persona a ricevere un risarcimento, dopo che il suo partner di 48 anni, Zion, si ammalò otto giorni dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca. Zion, un ex cantante rock, è morto alla Royal Victoria Infirmary di Newcastle nel maggio 2021. Altre persone hanno ricevuto pagamenti negli ultimi giorni nell’ambito del regime di pagamento dei danni da vaccino (VDPS) del governo, fino a un massimo di £ 120.000.

Sarah Moore, partner dello studio legale Hausfeld, che rappresenta i danneggiati, ha detto a The BMJ che è stato un momento importante. ‘Sebbene queste cifre siano modeste, e serviranno ben poco per alleviare le difficoltà finanziarie con cui molte famiglie stanno ora lottando a causa di un infortunio o di un lutto, il fatto del pagamento per alcune segnerà un momento di riscatto poiché è il riconoscimento più chiaro finora, da parte del governo, che in alcuni rari casi i vaccini covid-19 hanno causato lesioni o morte molto significative’.”

È precisato che la maggior parte dei pagamenti è avvenuta a seguito di trombocitopenie trombotiche immunitarie o di trombosi del seno venoso cerebrale (CVST) avvenute dopo la vaccinazione. Ma che c’è stato un risarcimento anche per chi aveva sviluppato la sindrome di Guillain-Barré.

In Gran Bretagna si può fare richiesta di risarcimento qui.

L’articolo spiega che le valutazioni sono svolte da un perito indipendente e che ogni pratica richiede sei mesi di tempo per esaminare le cartelle cliniche, visto che “i vaccini contro il Covid sono nuovi”. Ma si dice anche che il team di personale dedicato verrà ampliato per velocizzare il lavoro.

Vi lascio continuare nella lettura.

Chiediamoci come si comporterà il governo italiano davanti alle stesse richieste.

Chiediamoci quando cesserà la persecuzione nei confronti dei sanitari che non hanno accettato il rischio dei vaccini nuovi e che, per punizione, sono ancora sospesi, senza stipendio e senza alcun sussidio familiare.

 

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