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Mercoledì, 11 Dicembre
Delirio di onnipotenza di un medico, viene meno il consenso informato

La legge 119 è sbagliata fin dal suo esordio. Come tante, legate al sistema sanitario, dimostra i suoi errori di contenuto e di forma più passa il tempo.
In soli due anni, la volontà è stata quella di imporre un clima di terrore che ha portato famiglie alla vaccinazione, ma senza un consenso informato e libero.

La rincorsa alla vaccinazione è derivata più dal ricatto, piuttosto che per una reale convinzione.
Le famiglie che tuttora stanno contrastando la legge sono ancora tutte li e sono moltissime in Italia.
Portano avanti la propria battaglia evidenziando le lacune e gli interessi che ruotano dietro a certe normative, che spesso non collimano con la volontà reale di migliorare la salute e il benessere dei cittadini.

La legge era mirata al loro "recupero", essendo considerate famiglie inadempienti, ma gli effetti si stanno scatenando anche nei confronti di quei genitori che mai avevano manifestato contrarietà alla prevenzione attraverso i vaccini.

Una delle testimonianze la pubblichiamo oggi, arriva dalla Lombardia. Ci chiediamo se chi ha in carico la sanità regionale, è consapevole di quanto succede presso i centri vaccinali di tutta Italia, tra imposizioni di vaccini non idonei e comportamenti come quelli che vi raccontiamo:

 

Gentili signori,
In data 18/11/2019 avevo appuntamento presso il centro vaccinale di ************** per la vaccinazione dei 12/15 mesi di mia figlia.

Da calendario vaccinale erano previste MORBILLO-PAROTITE-ROSOLIA + VARICELLA + MENINGOCOCCO C.

Sono arrivata coi fogli compilati e firmati:

 

ACCETTO

NON ACCETTO

MPR

X

 

MPR + VAR

 

 X



Il medico che mi accoglie nella stanza mi informa che c’era da fare anche il meningocco c e io gli comunico che, pur essendo favorevole alle vaccinazioni, preferirei una diversa somministrazione delle stesse.

Lui mi apostrofa con tono seccato: «e cosa aspetta? Si muore lo sa?!?».
Rimango senza parole, ma confermo che preferisco aspettare e farla più avanti.

L’infermiera mi chiede allora se potevamo procedere con MPR+VAR e chiedo gentilmente se fosse possibile eseguire esclusivamente MPR.

A quel punto il dott. ********, indignato, mi dice di tornare quando ci sarà un altro medico.

Chiedo spiegazioni e mi risponde con tono sostenuto che lui da medico fa le vaccinazioni «come Dio comanda, non come comandano gli altri» e continua dicendo che visto che si possono fare insieme non capisce perché si debbano fare divise.

Si alza e lascia posto all’infermiera perché mi dia un’altra data.

… Qualche considerazione ….

Uscendo dall’ambulatorio prima di tutto mi sono chiesta ”..ma un medico si può rifiutare di vaccinare un bambino?”
Non mi sembra di aver chiesto di violare la sua morale personale o l’etica professionale, ma solo di rispettare la mia richiesta.

D’altronde firmando il consenso sono io genitore a prendermi la responsabilità quindi perché non posso decidere se dilazionare nel tempo 5 diversi vaccini?

Tengo a sottolineare che l’episodio è avvenuto parola per parola così come descritto e che, con nessuna vena polemica o altro mi sono rivolta a quel medico; eppure mi sono sentita trattata con sufficienza e arroganza.

Io non ho una laurea in medicina ma spero che la libertà di scelta sulla vita dei miei figli non mi venga negata.

Ritengo che se il Ministero della Sanità vuole tranquillizzare i genitori sulla necessità dei vaccini non è con un clima di terrore e presunzione che otterrà questo risultato e che, forse, i dubbi di tanti sulla speculazione, diventino certezze quando capitano episodi di questo tipo.

Grazie dell’attenzione.

Cordiali saluti,

Lettera firmata

 

Alcune precisazioni da parte della redazione.
La lettera spedita alla nostra attenzione è firmata, viene citato il centro vaccinale di competenza sul territorio lombardo, e viene fatto anche nome e cognome del medico.

Il nostro scopo è fare informazione, non gogna pubblica, mirata a far riflettere chi decide i protocolli e soprattutto come gestire il  rapporto medico / paziente.

Il consenso dell'interessato, a subire un trattamento terapeutico, è il presupposto di legittimità dell'azione del medico.
La libera scelta di sottoporsi ad interventi è, infatti, tutelata dalla Costituzione (art. 32) e dalla legge.
Il consenso deve essere libero, consapevole e informato e può essere revocato in qualunque momento.
In caso di intervento senza consenso, il medico (a prescindere dall'esito dell'intervento) può andare incontro a richieste di risarcimento del danno e, in determinati casi, anche a responsabilità penale.

Vige il principio per il quale nessuno può essere sottoposto a trattamenti medici contro la sua volontà.
Nel caso specifico, parliamo di una madre, consapevole, che decide in libertà di vaccinare la figlia, ma secondo il calendario vaccinale e non secondo il delirio di onnipotenza di un medico che pensa di porsi sopra i protocolli che lui stesso deve rispettare.

Il Consenso Informato lo firma il genitore, con uno scarico di responsabilità da parte dello stesso medico che però viene, in un caso come questo, a imporsi laddove non ce ne sia necessità.
Questo, come detto, è il risultato di un clima di terrore a cui nemmeno il Ministero della Salute sta dimostrando di saperci mettere una pezza.

Nell'ipotesi qualcuno volesse fare luce sull'accaduto, previo autorizzazione della famiglia che ha subito il comportamento lesivo del medico, saremo a disposizione per approfondimenti.

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