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Giovedì, 23 Gennaio
#Meningite: gestire una psicosi di massa. La reazione dei comitati e le associazioni lombarde

I casi di meningite registrati nei giorni scorsi in alcuni paesi sul confine tra Brescia e Bergamo hanno scatenato una psicosi di massa.
I centri vaccinali di alcuni comuni sono stati presi d'assalto nonostante le istituzioni avessero fin da subito chiarito che non c'era alcuna emergenza.
Nonostante qualche giornalista abbia dichiarato la "sconfitta dei no vax", confermando nuovamente che l'isteria e le fazioni sono più alimentati da chi fa scarsa informazione, le reazioni dei comitati e associazioni sul territorio non hanno tardato ad arrivare.

CRELDIS, il Coordinamento Regione Lombardia Diritti e Salute, costituitosi proprio nel 2019, ha così inviato una lettera aperta, tramite la propria rappresentanza legale, a tutti i dirigenti scolastici degli Istituti Superiori della zona.
L'intento, richiamare l'attenzione dei Dirigenti Scolastici dei vari istituti sulle loro responsabilità: delegare alle scuole, quindi alla stessa direzione, le responsabilità di effettuare un trattamento farmacologico presso una sede di fatto totalmente inadeguata, apre le porte a riflessioni importanti qualora dovessero verificarsi eventi o reazioni avverse.

Il coordinamento regionale invia alla redazione la lettera aperta che integralmente pubblichiamo:

12.1.2020

VIA PEC

Spett.li

Dirigenti Scolastici degli Istituti Superiori (nell'allegato l'elenco completo)

Egregio Dirigente Scolastico, 

CReLDiS è un Coordinamento (precisamente “Coordinamento Regione Lombardia Diritti e Salute”) di numerosi gruppi, comitati ed associazioni operanti sul territorio lombardo col fine ultimo di tutelare e garantire i diritti e la salute della collettività.

Le scriviamo a seguito del verificarsi di alcuni ben noti casi di meningite che, purtroppo, hanno generato attacchi di isteria collettiva. E questo nonostante lo stesso Assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera abbia pubblicamente confermato che non esiste alcuna epidemia[1]!!!

Le ATS di Bergamo e di Brescia si sono già attivate, consolidando la protezione contro il meningococco C, attraverso un'offerta attiva della vaccinazione alla popolazione presente nell'area geografica interessata, con l'apertura straordinaria degli ambulatori di zona.

Tuttavia, nonostante le modalità attuative dell'offerta vaccinale, è intenzione delle suddette ATS Lombarde  provvedere a vaccinare il personale scolastico e gli alunni anche presso gli istituti scolastici, delegando alle scuole, quindi a Voi Dirigenti Scolastici, la responsabilità di effettuare un trattamento farmacologico presso una sede di fatto totalmente inadeguata.

Come ogni farmaco anche la vaccinazione ha, quale possibile conseguenza, il verificarsi di eventi o reazioni avverse.

E' infatti per questo motivo che, per escludere ogni tipo di responsabilità in capo al DS, nel caso di alunni allergici e/o asmatici, la loro frequenza a scuola è ammessa grazie al modello integrato di prevenzione, gestione e assistenza scolastica e al rilascio, da parte dei soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale, di tutta la documentazione relativa ai sintomi delle reazioni allergiche e/o asmatiche, ai farmaci da assumersi, con posologia e modalità di somministrazione, e alla autorizzazione alla somministrazione stessa.

E ciò perché la necessità di far fronte a delle reazioni allergiche, in modo particolare alla crisi anafilattica, comporta la necessità di gestire una vera a propria emergenza. E solamente la struttura ospedaliera è attrezzata per farvi fronte.

Nel caso sopra citato di somministrazione vaccinale effettuata presso gli istituti scolastici, i dati relativi alla presenza di possibili allergie nei confronti della vaccinazione antimeningococcica C sono sconosciuti sia ai diretti interessati, perché non ancora clinicamente accertate, sia ai DS. Un soggetto è consapevole di essere allergico ai componenti di un farmaco o di un vaccino solo dopo aver sperimentato la reazione allergica, non prima. E la consegna ai soggetti vaccinandi di una scheda anamnestica prevaccinale, da riportare compilata, non risolve il problema. 

Ma c'è ben altro, le ATS hanno fornito il modulo del consenso informato da sottoscrivere o far sottoscrivere agli esercenti la responsabilità genitoriale nel caso di alunni minorenni. Tuttavia, per prestare il consenso per un qualsivoglia trattamento farmacologico, il paziente deve non solo essere opportunamente informato ma il medico deve accertarsi che il paziente abbia realmente e concretamente compreso le informazioni fornite (L. 219/17). Qui l'informazione è totalmente assente! E di conseguenza il consenso prestato, non informato né consapevole e contestuale, rende illegittima la somministrazione farmacologica e determina un danno da lesione del diritto all'autoderminazione nelle scelte terapeutiche.

La sola sottoscrizione del modulo di consenso informato non esonera da responsabilità come già chiarito dalla Cassazione[2].

Senza, inoltre, porre l'attenzione sul fatto che far somministrare un trattamento farmacologico ad un minorenne senza la presenza dei genitori ha dei risvolti critici sia dal punti di vista etico che morale.

Capitolo a parte risulta poi essere quello relativo alla violazione della privacy relativamente ai dati sensibili sanitari. Il Garante della privacy ha infatti autorizzato gli istituti scolasti a trattare i dati sanitari solo ed esclusivamente se relativi all'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie e comunque nel rispetto dei tempi e modi previsti legislativamente. Il vaccino antimenigococcico C non appartiene a queste.

Indi per cui si potrebbe ravvisare una violazione della privacy laddove si acquisiscano informazioni inerenti l'autorizzazione o meno alla vaccinazione meningococcica C degli alunni e del personale scolastico da parte del Ds.

Non solo, il comunicato[3] della ATS di Brescia dell’8 gennaio scorso informa che “si procederà ad identificare correttamente gli studenti a cui verrà proposta la vaccinazione" (id est i soggetti non ancora vaccinati), di fatto palesando di fronte alla comunità scolastica, con la consegna dei moduli da firmare, chi sia vaccinato e chi no.

E' pertanto necessario porre l'attenzione sull'inutilità di far correre un rischio clinico ad un soggetto da sottoporre a vaccinazione presso l'istituto scolastico quando le Asl di zona sono in grado di svolgere tale compito in struttura protetta. Senza considerare le conseguenti responsabilità civili o penali per gli eventuali eventi avversi e per il modus operandi adottato.

Ci rendiamo disponibili per ogni ulteriore ed eventuale approfondimento della questione che in questa sede apparirebbe pleonastico e, frattanto, porgiamo i nostri più
Distinti saluti.

                                CReLDiS

Coordinamento Regione Lombardia Diritti e Salute

 

[1]  Articolo di giornale riportante il sunto del vertice tenutosi il 7.1.2020 a Villongo:

https://www.ecodibergamo.it/stories/val-calepio-e-sebino/meningite-vertice-a-villongo-fotoscopri-qui-tutte-le-novita-in-programma_1335554_11/

e Video della conferenza stampa di Giulio Gallera:

https://www.facebook.com/giuliogallera/videos/825697674544124/UzpfSTEwMDAzMDA5NTI1MzgzMDoyMTE3NDUxODY1MDUzMjI/

[2] Corte di Cassazione civile, sez. III, n.19220 del 20.8.2013.

[3] https://www.ats-brescia.it/documents/3432658/0/COMUNICATO+Istituti+scolastici_08_01_2020+%282%29.pdf/bba55cc6-e844-041e-97fb-31f907ed79a3

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