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Sabato, 24 Agosto
O ti allinei, o parte il Metodo Boffo. Ne sa qualcosa l'Ordine Nazionale dei Biologi

Una semplice donazione, peraltro simbolica rispetto all'investimento, proprio per dimostrare che "la ricerca scientifica non deve avere bavagli".
In un paese democratico un messaggio del genere doveva passare in sordina, quasi una ovvietà, perchè da ritenersi nei canoni della trasparenza, soprattutto quando si parla di salute, ancor di più quando questa interessa quella dei bambini.

Ma quella donazione, che arrivava direttamente da un ordine professionale, non era piaciuta nel 2018 e ancor meno nel 2019 quando il grosso dei risultati delle analisi svolte sui vaccini in uso in Italia è arrivato. E la macchina del fango era già partita.
Quale migliore strumento se non il Metodo Boffo, in politica e nel linguaggio giornalistico, uno dei mezzi più utilizzati: il tema è scomodo, quindi si crea quel diversivo mediatico per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica.

E tutto questo è totalmente palpabile non appena si cerca l'Ordine dei Biologi su un comune motore di ricerca, tutti i primi risultati sono della stampa italiana mirata solo a etichettare l'Ordine come "no-vax":

«L'Ordine dei Biologi è no vax» a Pavia stop agli esami di Stato - Il Gazzettino, 12 febbraio 2019
 Il presidente dellʼordine biologi è no vax, i professori bloccano esami ... - TGCOM, 13 febbraio 2019
 Vaccini, l'ordine dei biologi ha speso migliaia di euro per analisi inutili ... -  Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2019

Abbiamo già scritto quanto sia importante per qualcuno l'uso delle etichette, perchè il fine è creare fazioni e portarle allo scontro, mentre il potere decide autonomamente le strategie sanitarie senza un reale confronto diretto con chi è investito di decisioni che derivano da una politica, spesso sbagliata o mal rapportata alla realtà.

Ma di cosa è colpevole l'Ordine Nazionale dei Biologi? Aver ritenuto utile finanziare, con una cifra di diecimila euro, una associazione che si è assunta il compito, per non dire onere non solo economico, di far analizzare dei vaccini che in Italia non sono assolutamente controllati.
Una azione che, come si era appreso dalle stesse parole del Ministro Grillo, doveva essere svolta dallo stesso ministero.

Normalmente restituire una donazione non è moralmente corretto, ma esistono attenuanti: di certo non è l'ingratitudine verso ONB, che in questo paese ha dimostrato e sta dimostrando di avere a cuore la salute degli italiani.

Una associazione come CORVELVA, che tanto è stata oggetto di cronaca per le importanti analisi svolte, preferisce spegnere le polemiche, e da una lezione a tutti, in primis alla comunità scientifica che nulla ha fatto per dimostrare il contrario di quanto emerso da quelle analisi.

Apprendiamo e riprendiamo fedelmente il Comunicato Stampa dell'associazione, pubblicato sul loro sito Internet:

 

Corvelva rinuncia al contributo dell’Ordine Nazionale dei Biologi

Comunichiamo di aver preso la decisione di procedere alla restituzione della donazione dell'Ordine Nazionale dei Biologi.

Questa decisione è stata presa per un motivo semplice, dimostrare a tutti coloro che hanno strumentalizzato la donazione dell’ONB, che ricordiamo essere una piccola parte dell’investimento per le analisi qualitative su prodotti farmaceutici, che noi genitori possiamo procedere da soli.

Non vogliamo ora rinfocolare polemiche pertanto ci limitiamo a constatare come in questi mesi nessuno abbia sollecitato le istituzioni preposte a dare prova della sicurezza dei farmaci da noi testati, dunque prendiamo atto che la comunità scientifica non sollecita risposte scientifiche, bensì preferisce usare altri strumenti per giustificare le sue convinzioni e portare avanti la sua difesa alla nostra denuncia sulla presunta non conformità di prodotti farmaceutici di aziende private.

Peccato, sarebbe stata un'ottima occasione per dimostrare scientificamente quello che da sempre sostengono, "i vaccini sono farmaci sicuri ed efficaci, ecco qui le prove scientifiche che smentiscono Corvelva", analisi ufficiali alla mano. E invece no, di analisi nemmeno una traccia, di richieste in tal senso neanche l'ombra, solo tanto clamore e accanimento su chi ha ritenuto importante indagare in maniera indipendente e ricercare le risposte che non ci vengono date.

Prendiamo atto di vivere in un Paese che si finge democratico ma di fatto risponde alle richieste di chiarezza e di trasparenza dei suoi cittadini mettendo in moto la ben nota macchina del fango che serve a zittire chi osa chiedere e a sotterrare qualsiasi ombra di dissenso o di dubbio.

Ebbene, oltreoceano accade questo, proprio negli stessi giorni:

WASHINGTON, DC, 11 febbraio 2019 - In risposta a una causa della Freedom of Information Act (FOIA), l'FDA ha ammesso, per la prima volta, che le agenzie governative, incluso il CDC, raccomandano vaccini per donne in gravidanza senza che questi abbiano avuto la concessione di licenza per le donne in gravidanza dalla stessa FDA, né test per la sicurezza negli studi clinici. La causa, presentata dall'avvocato Children’s Health Defense (CHD), Robert F. Kennedy, Jr. per conto di Informed Consent Action Network (ICAN), un gruppo di difesa della sicurezza dei vaccini, ha cercato tutti i dati degli studi clinici utilizzati dalla FDA per approvare i vaccini antinfluenzali nelle donne incinte. La risposta concisa della FDA:
"Non abbiamo registrazioni rispondenti alle vostre richieste". I dati del CDC mostrano che le donne che hanno ricevuto alcuni vaccini antinfluenzali dal 2010 al 2012 hanno avuto un rischio 7,7 volte maggiore di aborto rispetto alle donne che non hanno ricevuto tali vaccini. CDC ha pubblicato lo studio su Vaccine, ma ha omesso tali risultati dal suo comunicato stampa. (https://goo.gl/gkHGnC)
Noi ringraziamo l'Ordine Nazionale dei Biologi, nella persona del suo presidente dott.Vincenzo D'Anna per la disponibilità e la trasparenza d'intenti; ci rendiamo altresì conto che in questo Paese i cittadini devono sbrigarsela da soli: la comunità scientifica non permette alle istituzioni volenterose di aiutarli, pertanto facciamo mea culpa per aver pensato di vivere in un paese normale, con media normali e scienziati normali.

Ci auguriamo vivamente che questo metta fine a questo ridicolo polverone mediatico e ci consenta di concentrarci a consolidare i dati preliminare già pubblicati per arrivare presto ad un punto fermo; la polemica fine a sé stessa non ci è mai interessata, stiamo cercando prove scientifiche utilizzando un metodo scientifico, siamo convinti che un giorno anche AIFA, ISS ed Ema dovranno confrontarsi sui dati che stiamo portando, e quel giorno si potrà forse tornare a discutere di scienza e non di propaganda scientista.

Staff Corvelva

Fonte: Corvelva.it

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