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Lunedì, 24 Giugno
Da Torino la voce di migliaia di genitori. Libertà di cura e diritto all'istruzione

Nella città dove i simbolismi non mancano, dove delle opere d'arte rappresentano per la cittadinanza simboli scaramantici e di portafortuna, si sono riuniti per una manifestazione genitori provenienti da tutta Italia.
Un coro unanime in una calda giornata di inizio primavera, per chiedere che venga rispettata in Italia la libertà di cura e di autodeterminazione del proprio corpo, oltre che l'istruzione per tutti i diritti, senza esclusione alcuna.
Diritti oggi minati dalle manovre che il Ministero della Salute sta portando avanti soprattutto da quando è stato approvato, nella precedente Legislatura, il Decreto Legge 73
Con l'aggravante di un DDL, il 770, attualmente in discussione in Commissione Sanità, che non ha, per come impostato, il fine di sciogliere i nodi già sollevati.

Le strade torinesi hanno quindi visto il passaggio di un lungo corteo formato da migliaia di genitori.
Molti con famiglie al completo, che ancora una volta hanno attirato l'attenzione dell'opinione pubblica nella speranza di far arrivare un messaggio chiaro alla politica italiana: salute e istruzione non si devono toccare e non devono divenire uno strumento di ricatto.

Attraverso impianti audio e megafoni gli organizzatori hanno quindi guidato i partecipanti al corteo in slogan di ogni genere, che portano tutti ad un messaggio:

IMPEDIAMO A POLITICA E PROFITTO DI INVADERE UN TERRENO CHE CI APPARTIENE. IL NOSTRO CORPO

Queste le parole, estese alla cittadinanza attraverso dei volantini distribuiti durante il corteo e alla piazza di arrivo:

Gli interessi economici dell’industria del farmaco, da soli, non spiegano una tale forzatura: il fine celato è abituare l’intera popolazione a leggi fortemente autoritarie che vanno a minare il concetto stesso di inviolabilità del corpo, usando come grimaldello la fiducia e l’autorevolezza di cui gode la classe medica.


Non a caso si inizia da un prodotto come i vaccini, con “solide basi storiche” e che nella retorica scientifica trova posto tra le colonne portanti della prassi di prevenzione di gravi malattie.


Ad ognuno di noi viene detto di credere ad un dogma pseudoscientifico senza porsi troppe domande e di pensare a questa imposizione come ad un male necessario, per salvaguardare noi ed il resto della comunità.


Attraverso una propaganda martellante e veemente si vuole creare una comunità di fanatici fino all’acriticità, capaci di arrivare a sostenere la violazione del proprio corpo e del corpo altrui: un meccanismo pericolosamente riproducibile in qualsiasi ambito e potenzialmente disastroso.


Il cerchio si chiude, un eseguo numero di “scienziati” si erge a giudice delle nostre scelte, lo Stato fa da gendarme in un patto scellerato e allo stesso tempo benedetto dai grandi interessi economici.

Nel pieno centro di Torino, quindi, tutto è approdato in Piazza del Castello.
Sotto i portici della Prefettura, davanti al Palazzo Reale, si trova un bassorilievo che riprende il più noto esploratore del mondo, il genovese Cristoforo Colombo.
L'opera, in bronzo, realizzata nel 1923 dall'artista Dino Somà, ritrae lo scopritore d'America mentre con un compasso punta il mappamondo con al centro il continente americano.

Quest'opera ha una sua leggenda, viene infatti segnalata per un suo potere di portafortuna.
Potere che si manifesterebbe semplicemente sfregando il mignolo della mano di Colombo, pratica che chiaramente deve essere avvenuta molto spesso dato che la parte in bronzo che lo rappresenta è ormai di un colore più chiaro rispetto al resto dell'opera.

Chissà se di questa notizia ne sono al corrente anche tutti quei giornalisti che, oggi, hanno fatto a gara cercando di sottostimare il più possibile il numero dei partecipanti a questa importante manifestazione che, nel 2019, apre le danze a molte altre importanti iniziative da parte dei genitori organizzati in tutta Italia in diversi comitati per la libertà di scelta.

Le locandine preparate dagli organizzatori per l'evento:

cavalloditroia acavalloditroia b

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