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Mercoledì, 18 Settembre
La guerra dei dati: le coperture vaccinali quando l’anagrafe non c’è

Ci siamo già occupati di approfondire il tema dell'anagrafe vaccinale in Lombardia qualche tempo fa.

E a grande “sorpresa”, in data 21 marzo 2019 Il Sole 24 ORE pubblica i dati relativi alle soglie di copertura vaccinale in regione Lombardia, dal 3^ al 15^ mese di vita, bacchettandola a dovere per il mancato raggiungimento della fantomatica immunità di gruppo con relativa soglia del 95%.

Proprio mentre il DDL 770 è in discussione in Senato.

Ma soprattutto, la stampa mainstream martella col morbillo giorno dopo giorno.

19e16 morbillo lombardia

Curioso, molto curioso. Sorge spontaneo chiedersi dove e come abbiano reperito i dati senza una anagrafe vaccinale  completa e funzionante.

Abbiamo dato un’occhiata al portale Open Data Lombardia citato nell’articolo, e vi invitiamo a farlo, se volete addentrarvi.

Ebbene sì, i dati sono poco chiari, di difficile estrapolazione e assolutamente incompleti.

Le coperture

Secondo i dati forniti dal portale, le coperture in Lombardia sono in parte salite, ma non sufficientemente.

La soglia del 95% non è stata raggiunta.

Eppure l’assessore Gallera in un recente comunicato ha dichiarato addirittura di aver superato, per il vaccino esavalente, la soglia tanto decantata.
Mentre per il vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia) la soglia raggiunta sarebbe del 94,9%.

19e16 morbillo lombardia2

Insomma, diamo i numeri in tutti i sensi! Mettiamoci d’accordo…”l'aritmetica non è un'opinione”, tanto per citare Bernardino Grimaldi.

L'obbligo funziona?

Dal report menzionato, non è chiaro come dall’introduzione della Legge 119/2017 le coperture siano addirittura scese dal 2017 al 2018 nelle zone facenti capo alla ATS della Montagna, sia per il vaccino esavalente sia per MPR.

Diversa la situazione per altre ATS, dove le adesioni alla pratica vaccinale sono cresciute.
Quindi obbligare serve? Certo, serve se alla base dell’obbligo vi è il ricatto, non certo l’informazione con la I maiuscola.

Rischio di manipolazione dei dati

Dati e numeri incerti pubblicati e comodamente utilizzati per legiferare e promuovere strategie sanitarie.
Il tutto ad uso e consumo del politico di turno che in assenza di essi arriva perfino ad emanare Decreti Legge (come il D.L. 73/2017 poi L. 119/2017), per trovarci fagocitati nella situazione di attuale fomentazione politica col DDL 770 in discussione.

In ultima istanza, riportiamo l’attenzione sull’obbligo flessibile, che in seguito a questa breve analisi trova evidente inapplicabilità sia a rigor di logica che di buonsenso.

Ed è proprio in virtù di ciò, che confidiamo e ci appelliamo alla oculatezza, all'equilibrio e alla ragionevolezza delle commissioni al lavoro per il vaglio della nuova legge, nel rispetto della nostra cara Costituzione, purtroppo sovente calpestata e maltrattata.

Lo scenario più rischioso, considerata la fretta, nonché la pressione mediatica ed internazionale, è quello di una legge approvata senza discussione parlamentare, che resterà al vaglio del Senato ponendo la fiducia, come già accaduto per il decreto Lorenzin, anche se in piena contraddizione rispetto a quanto dichiarato dal Ministro Grillo.

Tuttavia siamo ormai abituati ai frequenti e repentini cambi di opinione, già purtroppo resi noti dal “Governo del Cambiamento”.

19e16 grillo

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