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Giovedì 15 Novembre 2018
Perdere un familiare a causa di un vaccino. La testimonianza e la solidarietà.

A Viareggio organizzata la fiaccolata in attesa dell’appello sulla strage di Viareggio. Una madre indosserà la maglietta in ricordo di quei bimbi che hanno visto sottrarre la loro vita, compreso il figlio che ha perso a seguito di una vaccinazione, a causa di uno Stato assente che non vuole o finge di non comprendere.

Lunedì 29 ottobre parteciperò alla fiaccolata a Viareggio aspettando l’appello sulla strage di Viareggio.
Indosserò questa maglietta in ricordo di quei bimbi che non ci sono più, compreso mio figlio.
A chi vorrà partecipare alla fiaccolata chiedo di indossare la maglietta con le foto dei bambini deceduti a seguito delle vaccinazioni obbligatorie - tutti riconosciuti dal ministero della sanità - oppure di portare una fruit bianca per mettere l’adesivo con la foto. Ciao ti aspetto.

Questo il messaggio di C., una mamma che si unirà in solidarietà con altre persone ad una fiaccolata in attesa dell’appello di giudizio del 13 novembre a Firenze per la strage di Viareggio.

La Fiaccolata “Aspettando l’appello” partirà alle ore 21 dalla stazione ferroviaria di Viareggio, proseguendo in via Francesco Burlamacchi, con breve sosta alla Croce Verde, continuando verso il Cavalcavia per poi terminare alla Casina dei Ricordi, dove i familiari delle vittime della strage della stazione ferroviaria faranno degli interventi aspettando delle 23.48, ora della strage del 29 ottobre 2009.

C. comprende il dolore di perdere un familiare, ha subito un dolore innaturale, la perdita di un figlio.
La scomparsa del figlio causata da un dovere imposto e riconosciuto dallo Stato a seguito di una vaccinazione, che può avere anche conseguenze irrimediabilmente negative, rischio neanche pronunciato o ipotizzato da chi ha eseguito la vaccinazione.

Eppure è successo, non solo a lei.

Fantasmi dello Stato”, invisibili e nascosti, lo Stato comunque ne riconosce legittimamente l’esistenza.

Non a caso il 24 ottobre scorso a Roma, nella Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, si è svolta nel pomeriggio la XV edizione della giornata in ricordo delle persone decedute o rese disabili dai vaccini, organizzata dal Co.N.Da.V. Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino.

Nessuna testata giornalistica a distanza di giorni ne ha parlato.

Eppure lo Stato, nel 1992 ha emanato una legge che stabilisce un indennizzo ai danneggiati da vaccino ed emo trasfusi: la Legge 210/92.
Legge di difficile applicazione per un iter burocratico scoraggiante e difficile da portare avanti anche a livello emotivo.

La stessa Corte costituzionale ha considerato i danneggiati dalla somministrazione di vaccini “come coloro che vanno in guerra e sacrificano la loro vita per il bene della popolazione".

Si dimentica un passaggio fondamentale, i soldati sono consapevoli che andando in guerra rischiano la vita, un genitore di un danneggiato da vaccino non ha avuto l’informazione di questo rischio.

Oggi è necessario che ogni genitore possa scegliere senza costrizioni e coercizioni.
Oggi è necessario che ogni genitore sia consapevole dei rischi e dei benefici, sapendo che non è acqua fresca, ma un farmaco su una persona sana, che può aver anche conseguenze gravi.

Quest’informazione, in un paese civile e consapevole delle proprie scelte, esiste e si chiama consenso informato.

Il dovere deontologico informativo completo del medico non può esser limitato o ammonito o minacciato da radiazioni o richiami come invece in un clima surreale sta accadendo.

Affinché questa giornata rimanga solo una giornata di memoria di un tempo passato, affinché nessun genitore dopo una tragedia sul bene più prezioso, un figlio, non dica più “io non lo sapevo”, pretendiamo rispetto delle nostre paure e trasparenza informativa e documentata. Pretendiamo il rispetto di un nostro diritto, il consenso informato.
Pretendiamo che questa “strage degli innocenti” abbia un termine, non un indennizzo economico, che a confronto della stima emotiva ed umana, è incommensurabile.

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