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Lunedì, 24 Giugno
Ma in Italia si applica la Legge o gli articoli di giornale?

E' la domanda che si sono posti in tanti genitori, in tutta Italia, dopo che da lunedì si sono visti recapitare o consegnare un documento di sospensione all'accesso a scuola.
Perchè dal 10 marzo è stata una vera e propria escalation, articoli di giornale, on line, mainstream, tutti a dire a gran voce una cosa sola: da lunedì 11 marzo tutti i bambini non in regola con le vaccinazioni devono essere allontanati da scuola. Peccato che la legge, non applicabile a tutti, non dice questo.

Il dibattito è acceso da tempo, ma all'interno di molte scuole i direttori scolastici hanno voluto indossare l'abito dello sceriffo e mettersi in azione. E per la maggiore spinti dagli enti che li rappresentano.
Situazione che farebbe anche sorridere, visto che usciamo dal periodo di Carnevale, se non fosse che a rimetterci sono stati molti bambini che si sono visti impedire l'accesso nelle proprie aule di didattica per proseguire il loro rapporto con i compagni.
E delle ripercussioni che tutto questo può avere nei confronti dei bambini, dal punto di vista pedagogico, di traumi che ne possono conseguire, non abbiamo visto nessuno preoccuparsene.

Eppure basterebbe fare anche solo qualche ricerca sulla scuola materna, per capire che all'interno di essa si svolge già tutta quella attività di rapporti sociali e didattica preparatoria per la scuola dell'obbligo, dove ad oggi, l'esclusione scolastica non è possibile per effetto di un principio sancito dalla Costituzione.

L'aspetto singolare è che le scuole, che dovrebbero mantenere alto il valore dell'inclusività e dell'essere aperte a tutti, non rischiano proprio nulla, da nessuna parte della Legge vi è scritto che vi possano essere sanzioni nel caso mantengano un bambino non vaccinato all'interno delle aule.

Il recente teatrino a cui abbiamo assistito tra Salvini da un lato, che certamente di promesse durante le elezioni di un anno fa ne ha fatte tante, e la Grillo dall'altro, che ha completamente stravolto la sua posizione del 2017 nei confronti del concetto "obbligo", ha lasciato molto sgomento.

Le responsabilità di questo scontro sociale è tutto da riversare su chi governa.
La Legge 119 è frutto di precisi accordi che vanno anche aldifuori delle aule parlamentari, all'epoca chi governava e voleva a gran voce una normativa che regolasse la prevenzione vaccinale non era il Governo giallo-verde, composto da due partiti che in fatto di dichiarazioni si erano spesi tanto.

Durante l'estate 2018 molti genitori, nel corso del loro iter con le ASL in tutta Italia, avevano sperato molto nel decreto "milleproroghe". Purtroppo quest'ultimo si era limitato semplicemente a spostare di un anno quelle stesse scadenze che erano già state applicate nel corso dell'esercizio scolastico 2017/2018.

Ma dallo stesso periodo si è iniziato a parlare dell'ormai noto DDL 770 (a cui abbiamo dedicato una intera sezione), una proposta per un disegno di Legge a firma dell'attuale Governo che si prefigge di superare i limiti e le lacune della Legge Lorenzin, ancora oggi in vigore.

Probabilmente gli addetti ai lavori pensavano di riuscire nell'intento, depositando il testo di Legge in Commissione Sanità al Senato per accompagnarlo a un qualcosa di tangibile prima della scadenza del 10 marzo.
Ma già da gennaio 2019 era chiaro che entro quella fantomatica scadenza pre-primaverile non ci sarebbero riusciti.

Eppure bastava un Decreto attuativo da parte del Ministero dell'istruzione e nessuna esclusione sarebbe stata portata a termine. Sarebbe stata la questione più logica, considerando un periodo di totale assenza di epidemie e dove comunque, su conferma dello stesso Ministero della Salute e delle Regioni, le coperture risultano essere alte.

Hanno lasciato scuole nel caos, le quali sembra si siano più affidate ai giornali che all'interpretazione della attuale Legge in vigore.
Tanto da applicare a una grande maggioranza di famiglie procedure di esclusione quando non vi era alcun diritto per farlo: la Legge era chiara, e il 10 marzo era rivolto solo a quelle famiglie che, a settembre 2018, avevano utilizzato la strada dell'autodichiarazione e che quindi entro marzo dovevano dimostrare di aver avviato la procedura vaccinale secondo il calendario suggerito al proprio figlio.

E tutte quelle famiglie che non hanno ancora concluso il proprio iter con la ASL di competenza?
E' una domanda che dovrebbero porsi in tanti, perchè si vorrebbe sempre ridurre la dimensione del problema a genitori "scaltri", "furbi", che cercano solamente di spostare più avanti possibile una data che vorrebbe vedere in quel momento la somministrazione dei vaccini senza se e senza ma.

Ma le testimonianze che stanno arrivando da tutta Italia sono l'esempio di come le cose nel nostro paese vengono affrontate con insufficienza e senza mai preoccuparsi delle conseguenze, soprattutto quando di mezzo ci vanno i bambini.

Innanzitutto dobbiamo ricordare che in Italia le scuole materne sono (dati ISTAT) oltre 15.000, mentre gli asili nido (pubblici o privati) oltre 13.000.
Molto spesso sono scuole che si trovano sotto lo stesso Comune, anche di dimensioni territoriali ridotte.
E altro fattore importante, che nei comuni più piccoli, chi riveste la carica di Direttore Scolastico è spesso lo stesso Sindaco del paese, che quindi si trova nel doppio ruolo che certamente va a interessare il dibattito e gli eventuali atti amministrativi.

Abbiamo avuto segnalazioni in redazione di ogni genere, potremmo fare un lungo elenco ma ci limitiamo ad alcuni casi che poi nei prossimi giorni svilupperemo, anche perchè sono in corso denunce e chiaramente anche le procure e i tribunali dovranno svolgere il proprio compito.

Ma prima di iniziare, vogliamo chiarire un concetto: sono tutte esclusioni di genitori che sono stati, fino ad oggi, rispettosi della Legge, con un iter aperto con la ASL, i cui bambini non dovevano per nulla essere esclusi:

  • esclusioni frutto di violazioni a piedi pari di privacy familiare e soprusi
  • esclusioni senza nemmeno aver fornito un atto amministrativo su carta intestata (chiaramente le responsabilità, alcuni dirigenti, le vedono calare nel momento in cui non mettono per iscritto un atto amministrativo mirato all'allontanamento di un bambino, anche per le lesioni che ne possono derivare, parliamo di Codice Penale, quindi reati penali, con l'aggravante della presenza di un minore)
  • telefonate da segreterie scolastiche con l'invito a NON presentarsi il giorno successivo a scuola (quindi nessuna reale assunzione di responsabilità)
  • presenza di agenti di polizia locale completamente impreparati nel gestire la situazione, tanto da lasciare i genitori da soli difronte a personaggi che nemmeno avevano le competenze ma soprattutto il diritto di gestire la questione (cuochi, bidelli, personale scolastico per nulla menzionato nei documenti ufficiali delle strutture), il tutto davanti agli occhi della gente esponendo alla gogna dei bambini che non hanno alcuna colpa

E in tutto questo, ricordiamo ancora una volta, personale sanitario attivo nelle ASL che non ha mai fornito le informazioni richieste, pretendendo di chiudere il colloquio informativo, previsto per legge, in un solo appuntamento, che da nessuna parte della Legge 119, è scritto.

Le previsioni ora sono di una pioggia di denunce che intaseranno i tribunali, sia mai che questa volta la questione venga risollevata per tornare alla Corte Costituzionale e quindi tornare all'incostituzionalità di una normativa che non doveva partire nemmeno nel 2017.

Ma la strada non sarà così semplice, perchè il Ministero prosegue nel suo intento e ha già presentato anche una bozza di piano, frutto degli accordi tra Stato e Regioni, con lo scopo di eradicare il morbillo in Italia.
Un tentativo che ormai ha la sua origine radicata in almeno mezzo secolo di storia, magari qualcuno dovrebbe porsi la domanda del perchè ciò non avviene. E questa volta non interessa solamente i bambini, ma anche gli adulti.

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