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Sabato, 24 Ottobre
#Omeopatia: 600 milioni di pazienti nel mondo. Ma la sanità privata non la vuole

La notizia era apparsa ancora a fine novembre 2019 [1], e non faceva altro che fomentare una campagna mediatica, partita in tempi non sospetti e ancora molto attiva in Italia, contro la medicina omeopatica.
L'imprenditoria privata si mette in campo per minare le basi di un sistema medico definito, solamente il mese prima e dalla stessa agenzia di stampa [2], come il 2° al mondo con un costante tasso di crescita annuo che coinvolge 600 milioni di pazienti.

Sistemi sanitari nazionali sparsi nel globo si avvantaggiano dell'omeopatia, come l'India che la pratica come medicina ufficiale, e il Brasile che la riconosce ufficialmente come pratica di cura.

Ci sarebbe da chiedersi il perchè allora di un così violento attacco che sta trovando terreno fertile anche sul mainstream.
La risposta non è difficile trovarla, in quanto appare evidente che l'omeopatia, che muove pur sempre importanti interessi economici, va a minare quelli di un'altra parte dell'economia privata farmaceutica e scientifica che ha campato per decenni su terapie che non hanno mai offerto soluzioni a breve termine o risolutive.

Ma chi aderisce ad azioni massmediali come queste dovrebbe però chiarire ai propri ricoverati perchè predica male e, a volte, razzola pure peggio.

Ci riferiamo all'iniziativa promossa dal sito web no-omeopatia.it che dalle pagine di una discutibile one page (ovvero una singola pagina scrollabile), prende il suo spazio aprendo con la frase di Rita Levi Montalcini "L'omeopatia è una non cura, potenzialmente pericolosa, perché sottrae i pazienti da cure valide".

Chi si fa carico della registrazione del dominio è l'imprenditore Nicola Bedin, come si evince dalla consultazione del registro ufficiale italiano dei nomi a dominio, gestito dall'Istituto di Informatica e Telematica IIT e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR:

20a31 omeopatia 01

Come si apprende dalle pagine dell'ANSA, l'iniziativa raccoglie la partecipazione di 57 tra ospedali, ambulatori, società scientifiche, fondazioni e associazioni che avrebbero quindi scelto di aderire alla campagna guidata da Bedin, noto per investimenti in diverse strutture sanitarie private e per essere stato anche ai vertici del San Raffaele di Milano.

Non ci vogliamo dilungare oltre sulla figura di Bedin in quanto tutte le informazioni che lo riguardano sono facilmente reperibili sul web e lo vedono principalmente alla ribalta della cronaca dal 2015, quando venne indagato per una presunta truffa ai danni del sistema sanitario nazionale mentre era amministratore delegato al San Raffaele [3] per essere poi assolto con formula piena nel 2018 [4]. Nell'inchiesta, la procura aveva chiesto l'archiviazione per diversi medici, tra cui Alberto Zangrillo, medico personale di Silvio Berlusconi e primario di anestesia e rianimazione.

Quello che a noi interessa, in questa circostanza, è la coerenza delle strutture aderenti alla campagna di Bedin.
Non può sfuggire, da quello che appare come un lungo elenco di istituzioni aderenti, che i nomi per la maggiore si ripetono in quanto sono strutture con sedi sparse sul territorio nazionale, come l'Istituto Auxologico Italiano - Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico -, il CDI (Centro Diagnostico Italiano), la Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, la Humanitas e gli Istituti Clinici Scientifici ICS Maugeri.
A queste si aggiungono strutture note come la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, ma anche diverse strutture private facenti capo sempre alla stessa persona.
Quindi, alla fine, parliamo di una decina di istituzioni.

Le ostilità nei confronti dell'omeopatia potremmo addebitarle a tempi più recenti.
Per questo ci siamo chiesti quali erano le posizioni assunte da coloro che oggi si investono della carica di "giudice" per decidere se la pratica ha o meno efficacia o, "nella migliore delle ipotesi gli effetti sono simili a quelli che si ottengono con un placebo".

Pur sempre lecito avere una posizione, così come cambiare idea, a differenza altrui nessuno vuole sentenziare.
Per questo ci saremmo aspettati di trovare ben altro, invece l'esito delle ricerche è stato quasi sorprendente, se non addirittura esilarante.

Sono centinaia di migliaia i medici nel mondo che si adoperano nella diffusione di questa pratica medica alternativa, pensiamo che solo in India sono 350 mila; numeri confermati durante il Congresso Mondiale della LMHI (Liga Medicorum Homeopathica Internationalis) che si è tenuto a Sorrento tra il 25 e il 28 settembre 2019.

Come da sommario, non sono per nulla rari i casi clinici in cui è stata portata alla luce l'efficacia dei trattamenti omeopatici su malati ricoverati presso reparti oncologici.

Su questo ci soffermiamo, perchè questa informazione trova maggior valore anche su diverse pagine di siti web italiani, come quello dell'ICS Maugeri.
Si, avete letto bene, proprio lo stesso ICS Maugeri presente nell'elenco delle istituzioni aderenti del sito no-omeopatia.it.

Aprendo Google, la ricerca è stata semplice associando le keyword "omeopatia Maugeri" per trovare un link del loro sito:

20a31 omeopatia 02

 

All'apertura del sito web dell'Istituto (https://www.icsmaugeri.it/ambulatorio-di-medicina-integrata-oncologia) con stupore leggiamo quanto di seguito:

Ambulatorio di Medicina integrata in Oncologia
Specialità

Oncologia

A questo ambulatorio afferiscono pazienti per effettuare visite di medicina integrata (omeopatia, agopuntura e fitoterapia) in campo oncologico, soprattutto per la gestione degli effetti collaterali dei trattamenti oncologici (chirurgia, chemioterapia e radioterapia) e per fare prevenzione primaria e per migliorare la qualità di vita.

20a31 omeopatia 03

 

Ma non è l'unica pagina riferita all'ICS Maugeri, perchè dei numerosi risultati dal motore di ricerca spuntano fuori molti link, come quello del https://www.biomedicatortonese.it/omeopatia/ dove viene offerta una gradevole pagina web dedicata alla omeopatia con queste parole:

“Per guarire una malattia, bisogna somministrare all’individuo che ne è affetto, un rimedio che gli provocherebbe, se fosse sano, la malattia che lo affligge.”
Christian Samuel Friedrich Hahnemann

La pagina offre peraltro numerose informazioni e "qualche dato sull'omeopatia" con l'autorevole fonte di SkyTg24, ma non può sfuggire che il medico di riferimento in calce alla pagina sia una dottoressa di endocrinologia associata agli istituti Humanitas “Mater Domini” di Varese – IEO Milano – e alla Fondazione IRCSS Salvatore Maugeri Pavia:

 20a31 omeopatia 04

Quindi, oltre al Maugeri, viene citato anche l'Istituto Humanitas "Mater Domini", i più attenti che avranno fatto scorrere l'ormai più volte citato elenco della campagna no-omeopatia.it non si saranno fatti sfuggire che anche questo istituto si trova tra coloro che oggi sosterrebbero la "campagna contro".

Proseguendo le indagini, non si possono non notare molti altri medici, spaziando da link che vanno da siti web a social di natura professionale come LinkedIn, dove troviamo medici chirurghi riferibili alle stesse strutture, che nel loro curriculum evidenziano anche specializzazioni di radioterapia, agopuntura e omeopatia.

Potevamo pensare fossero casi singoli, oppure sviste, ma in realtà non è così.
E' bastato allargare il campo, e trovare nelle stesse condizioni anche il CDI, ovvero il Centro Diagnostico Italiano citato con le sue numerosissime sedi sempre sul sito web del buon imprenditore Bedin.

Infatti, dalle pagine del sito web troviamo elencati medici che evidenziano a chiare lettere, tra le proprie specialità accademiche, anche l'innominabile omeopatia.
E parliamo di medici con specialistica in fisiatria, geriatria e gerontologia, neurologia riabilitativa, ma anche pediatria.

Potremmo tediarvi per ore, anche con le scoperte fatte sulla Fondazione Don Gnocchi (sempre nella lista delle strutture oggi "contro"), citata all'interno della copertina di un libro. Qui si narra di un professore laureato in cibernetica e matematica applicata, che ha fornito modelli matematici per biologi, medici e ingegneri, il quale collaborava in una struttura della Fondazione.
Egli svolgeva seminari e corsi di formazione in acquaticità ed era seguito da diversi pediatri, anche perchè seguiva la Federazione Italiana di Nuoto e il Movimento del Parto Attivo. Uno di questi pediatri, citato nella stessa copertina, era membro della Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti e della Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata ed era interessato da anni al lavoro del professore in quanto collaborava con lui nella ricerca del benessere psicofisico dei bambini.

Ma su tutta questa ricerca non potevamo risparmiare nemmeno il Policlinico San Gemelli di Roma, che dall'area "news ed eventi" del proprio sito Internet ci delizia con cotanta informazione:
https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/tumori-anche-omeopatia-e-fitoterapia-contro-effetti-chemio/

Preme sottolineare alcune parti dell'articolo pubblicato:

Il presente lavoro mira ad illustrare le linee di sviluppo, a livello internazionale, del modello organizzativo all’interno di una moderna Breast Unit, i suoi potenziali vantaggi e le risorse che ne potenziano l’attività in una struttura di eccellenza. Un particolare focus sarà dedicato ad una corretta prevenzione oncologica, che non può consistere semplicemente in misure di sorveglianza sanitaria nelle fasce di età a rischio (prevenzione secondaria), ma deve includere un approccio preventivo primario attraverso la promozione di uno stile di vita sano, una corretta alimentazione ed un’attività fisica regolare, al fine di potenziare le innate risorse di competenza immunitaria e di autoguarigione.

......

Il lavoro contiene proposte teoriche ed operative di ottimizzazione di un modello innovativo di Medicina di Precisione, mediante l’implementazione dell’Oncologia Integrata, ovvero un approccio olistico alla paziente oncologica, secondo le attitudini ed i valori individuali di ciascuna, che associ alle terapie convenzionali un programma nutrizionale personalizzato ed i più aggiornati e scientificamente validati trattamenti complementari (agopuntura, riflessologia, fitoterapia, pratiche body-mind, omeopatia), al fine di potenziare l’efficacia delle terapie antiblastiche, alleviarne i sintomi correlati e migliorare la qualità di vita delle pazienti durante ed al termine dei trattamenti.

(fonte: Ansa)

 

Leggendo tutto questo, ci poniamo molte domande, anche di natura temporale e partendo solo da un recente 2016 fino ad arrivare ad oggi; tra queste quali siano i motivi di questa inversione di rotta.

Oppure dobbiamo pensare che in realtà, sotto sotto, ci sia dell'altro? E nel frattempo, tutti questi medici che scandiscono a chiare lettere la specializzazione in omeopatia, dove sono per difendere tutto quanto è stato raggiunto in termini di risultati clinici?

Nei prossimi giorni chissà se assisteremo a qualche presa di posizione, o semplicemente a una pulizia del web per cancellare qualche evidenza di troppo sulle finalità di discutibili campagne mediatiche.

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