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Lunedì, 10 Maggio
Il cuore di Alessandria chiede dimissioni immediate

In una giornata convulsa come quella di oggi, dove le attenzioni sono rivolte a problemi nazionali importantissimi raccontati nei fatti di cronaca, con difficoltà riusciamo comunque a restare indifferenti e lucidi su altre notizie, e sul livello di bassezza che un certo tipo di giornalismo può raggiungere.

Alessandria oggi piange nuovamente tre eroi che tali rimangono per la città, gli amici, tutti i parenti, tutti coloro che in un contesto cittadino modesto per sue estensioni territoriali, può corrispondere al quartiere di una grande metropoli.

Conoscevamo la notizia, ma il fatto di cronaca, la tragedia, torna oggi alla ribalta perché un giornale decide di buttare in prima pagina l'inutilità, andando a toccare l'onore di tre persone che hanno dato la vita per il loro lavoro.
Pubblichiamo la lettera pervenuta in redazione esattamente come è arrivata, firmata in rappresentanza degli amici vicini alle famiglie che oggi piangono due volte le proprie perdite.

Non facciamo parte di quel tipo di giornalismo!

 

 

Sarà un giorno che non dimenticheremo facilmente.

Alessandria è una piccola città, ci conosciamo tutti, chi non si conosce ha comunque sentito parlare dell’altro.
Abbiamo poco di cui parlare, troviamo tanto di cui sparlare.

Una città tranquilla insomma.
Un anno, 2 mesi e 10 giorni fa la nostra vita, la vita di tutti noi si è fermata.

Tre ragazzi della nostra caserma dei vigili del fuoco hanno perso la vita in un‘esplosione.
Non entro nel merito della sentenza, ci sarà una condanna e ci saranno colpevoli che pagheranno le loro colpe.

Oggi il "giornale" della nostra città ha deciso di pubblicare un articolo in prima pagina.
Un titolone a grandi parole.
Le parole, appunto, quelle che un giornalista dovrebbe saper usare.

Ci siamo domandati tutti se potesse avere un senso, se non fosse solo una trovata giornalistica.
Ma che tipo di trovata?
Può avere senso cercare di infangare il nome, l’onore e la memoria di tre ragazzi morti ammazzati mentre svolgevano il loro lavoro?
Può avere senso arrivare a scrivere che "gli eroi hanno perso il loro mantello"?
Il giornalista che ha scritto l’articolo e il direttore del giornale hanno ragionato su ciò che stavano per pubblicare? Si sono confrontati?

Marco, Matteo e Nino siamo noi, sono il nostro funerale di Stato, le nostre lacrime e il nostro dolore, sono i nostri giorni di lutto e disperazione.
Sono tre ragazzi che sono stati uccisi per vile denaro e che non hanno ancora ricevuto giustizia.

Quale valore ha una parola?
Abbiamo deciso di darglielo noi un valore: Il nulla.

Non ci interessa spiegare che la magistratura ha già espresso la sua opinione sulla questione "i fatti non sono rilevanti ai fini delle indagini", non ci interessa perché noi conosciamo i fatti ma soprattutto conosciamo le persone.

Ciò che chiediamo è che il direttore del giornale rassegni le sue dimissioni, che vengano pubblicate scuse ufficiali alle famiglie dei nostri ragazzi.

Non esiste un disputandum su questa questione, non gli permetteremo di giustificare lo scempio che hanno compiuto.

L’articolo, per volontà degli amici, non verrà condiviso, non vogliamo alimentare la crudeltà e l’ignoranza.
Non vogliono dare spazio a inutili dibattiti.

Rimettiamo un doppio mantello ai nostri ragazzi.
Ci avete insegnato che : “il pompiere paura non ne ha”, i vostri amici e le vostre famiglie, ragazzi, nemmeno.

Valentina Mariscotti
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