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Mercoledì, 11 Dicembre
#SARDEGNA: esami prevaccinali rimborsabili. Definiti spreco e ignoranza, ma la firma è PD?

La notizia è rimbalzata dall'isola alla terra ferma, facendo ritorno non senza polemiche: esami prevaccinali rimborsabili attraverso i soldi stanziati dalla Regione.
Una azione, come si apprende dalle parole dell'Assessore alla Sanità Nieddu, finalizzata a "un sostegno alle famiglie in ambito socio-sanitario, valutando sempre come prioritari la sicurezza e l'accessibilità delle cure".

200 mila euro provenienti dal Fondo Regionale per il sistema integrato dei servizi alla persona, di cui Nieddu si prende inizialmente i meriti.
Fino all'indomani, quando arrivano pesanti critiche soprattutto da ambienti gestiti da sanità privata del capoluogo lombardo, che definiscono la specifica assistenza sanitaria come uno "spreco" e quella di Nieddu "ignoranza".

Inizia così uno scambio di accuse tra l'assessore dell'attuale giunta Solinas e l'ex Governatore Francesco Pigliaru per lo scarico di responsabilità.
Ma se la mozione portasse la firma del PD, le polemiche resterebbero oppure tutto dipende da "chi fa cosa", su cui si misura il prezzo del successo?

Anche perchè non tutto vi è stato raccontato.

Lo si è appreso dalle notizie diffuse da quotidiani regionali domenica scorsa: le famiglie con bambini alle scuole d'infanzia, sezioni primavera e alle scuole primarie, in Sardegna potranno accedere ai rimborsi delle spese sostenute per gli esami prevaccinali.

Tutto viene diffuso dalla Giunta che su proposta di Mario Nieddu della Lega Nord, alla guida dell'assessorato più importante e ricco della Regione Sardegna, approva il trasferimento dei 200mila euro destinati alla copertura (Fonte: CAGLIARIPAD).

Ma le critiche non tardano ad arrivare, come confermato dallo stesso profilo Twitter ufficiale e dalle pagine di alcuni quotidiani locali:

 19m26 bubu

 

CAGLIARI. "Gli esami prevaccinali? Non hanno alcuna validità scientifica. L'unica cosa comprovata è l'ignoranza dell'assessore". Il commento al veleno del noto medico e virologo Roberto Burioni arriva in risposta alla notizia, diffusa ieri in Sardegna dalla Regione, sui soldi stanziati per i rimborsi delle spese per gli esami prevaccinali. Duecentomila euro del Fondo regionale che - su proposta dell'assessore alla Sanità Mario Nieddu - "avranno compito di assegnare le risorse ai Comuni che hanno indicato il proprio fabbisogno sulla base delle spese prevaccinali sostenute dalle famiglie". Una misura rivolta ai bambini che si trovano in condizioni particolari, aveva spiegato Nieddu, "perché ad esempio affetti da determinate patologie, e per i quali il sospetto che si possano sviluppare reazioni avverse è comprovato”.

"Uno spreco inaccettabile di denaro pubblico", scrive il medico Burioni, che contesta la validità scientifica di questi esami. Da lì l'appello ai sardi: "Stanno buttando i vostri soldi, protestate". E poi alla domanda di un cittadino che chiede spiegazioni sul "rischio comprovato" di cui avrebbe parlato l'esponente della Giunta sarda, Burioni risponde: "L'unica cosa comprovata è l'ignoranza dell'assessore". 

Fonte: YOUTG.NET

E ancora:

“Uno spreco inaccettabile di denaro pubblico per esami prevaccinali senza alcuna validità scientifica. Una vergogna. Sardi, stanno buttando in scemenze i vostri soldi che dovrebbero essere usati per mantenere efficiente il nostro servizio sanitario nazionale. Protestate!”. A parlare, twittando Casteddu Online, è il famosissimo medico italiano Roberto Burioni, che sostiene che quei test non danno sicurezza sulle reazioni avverse. Pigliaru scherza sul “centrodestra no vax”, intanto la Regione rimborserà le famiglie sarde con 200mila euro per gli esami prevaccinali. Ma è scontro aperto

Fonte: Cagliari Casteddu online

 

E' su questi temi che andremo a soffermarci.

 

Non tutto è andato esattamente come è stato raccontato!

Come premesso, informazioni, ma soprattutto le critiche, potrebbero anche cambiare, essere rimaneggiate o rimangiate sulla base di chi ha detto cosa.

Sull'edizione odierna di LA NUOVA SARDEGNA appare un articolo che riprende, nel suo titolo, le parole utilizzate dal virologo lombardo:

19m26 NUOVASARDEGNA

L’assessore Nieddu. La notizia dello stanziamento delle risorse viene diffusa domenica e l’assessore alla Sanità Nieddu la commenta così: “La misura è rivolta ai bambini che si trovano in condizioni particolari, perchè ad esempio affetti da determinate patologie, e per i quali il sospetto che si possano sviluppare reazioni avverse è comprovato”.

A distanza di 24 ore, i toni e i contenuti sono diversi.
L’assessore Nieddu replica alle critiche e spiega che “con la delibera sui rimborsi abbiamo dato attuazione a quanto disposto nell’ultima legge di stabilità. La precedente consiliatura ha previsto - nella legge regionale 48-2018 al comma 29 dell’articolo 8 - che 200mila euro del Fondo regionale per il sistema integrato di servizi alla persona venissero destinati al rimborso degli esami prevaccino. Stiamo quindi dando attuazione alla legge trasferendo le risorse ai comuni”.

E poi: “Sorprende e inquieta l’attacco di Pigliaru all’attuale Giunta - con un post sui social, poi rimosso - l’ex presidente dimostra di essersi dimenticato o peggio di non conoscere le leggi approvate dalla sua stessa maggioranza nella precedente legislatura”.

Pigliaru aveva scritto questo nel post su Fb: “Ma i no vax non erano quelli del M5S?”.

I dubbi. Lo stanziamento dei 200mila euro si configura dunque come una azione nel segno della continuità amministrativa tra le due giunte. Considerata l’inutilità dei test, resta da capirne il senso.

 

Aldilà dell'interpretazione del giornalista in riferimento alla eventuale inutilità dei test prevaccinali, è necessario ripercorrere una timeline per comprendere che i fatti non sono esattamente come sono stati raccontati dalle varie fonti di informazione.

Una verità c'è e proviene dalle parole dell'assessore Nieddu, ovvero che la mozione è stata approvata all'interno della Legge di Stabilità 2019, precisamente nella Legge Regionale n. 48 del 2018, al comma 29 dell'articolo 8, il 28 dicembre 2018, quindi esattamente nel periodo in cui la Sardegna era condotta dalla ex Giunta in capo al Partito Democratico:

19m26 commagiuntaregionale

Il documento ufficiale del CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA lo potete scaricare da qui.

Francesco Pigliaru Il 6 gennaio 2014 è stato scelto dal Partito Democratico come candidato presidente alle elezioni regionali in Sardegna del 2014 (anche se non iscritto al PD), in sostituzione della vincitrice delle primarie del settembre 2013 Francesca Barracciu, ritiratasi in seguito all'indagine che l'ha vista coinvolta sull'utilizzo dei fondi ai gruppi consiliari (Fonte: Wikipedia). Nel febbraio viene quindi eletto a capo della Regione avendo la meglio sul candidato proposto dal centro destra.
Resta in carica fino alle nuove elezioni di marzo 2019, ed è quindi la sua giunta ad approvare la legge di stabilità 2019.

Ma la mozione che porta all'importante risultato di ottenere assistenza sanitaria sui test prevaccinali parte da ben più lontano.
Fa sorridere il post (poi cancellato, ma comunque notato da diversi giornalisti) che attribuiva l'etichetta di "novax" ai 5 stelle, non solo per il fatto che le critiche arrivino da politici che attualmente sostengono la maggioranza dell'attuale governo giallo / rosso.

In realtà chi conosce la storia e soprattutto la provenienza della mozione proposta e approvata sono i componenti di MoDiLiS, il Movimento Diritti e Libertà della Sardegna, che non si sono mai sottratti da tavoli di discussione con diversi politici, non solo del contesto regionale.

E proprio uno di questi tavoli viene avviato con una parlamentare del Movimento 5 Stelle, all'epoca dei fatti e ancora oggi componente della XII Commissione permanente agli affari sociali.
Era giugno 2018, il periodo in cui si faceva spazio il Decreto Milleproroghe.
Evidentemente la parlamentare si rese subito conto che un argomento come quello dei vaccini, nel paese delle promesse mai mantenute, era difficilmente contrastabile.
Tanto che i rapporti con i sardi vennero interrotti a ottobre 2018, appena dopo le delusioni del decreto tanto atteso con l'avvio delle scuole.

Ma per dei genitori che non portano bandiere e propaganda quando in gioco c'è la vita dei propri figli, questa non fu una battuta d'arresto.

I rapporti con la politica ripresero a novembre 2018, questa volta con una consigliere regionale della ex Giunta PD del Governatore Pigliaru.
E' proprio vero che tutti coloro che hanno militato in un partito autore di leggi sbagliate, possano comunque avere un cervello pensante.
E grazie a lei la proposta di MoDiLiS prende forma, tanto da permetterle di scrivere e proporre la mozione che fa il suo corso e viene passata nel piano finanziario della Regione Sardegna.

Cosa succede dopo

Nel marzo 2019 il Partito Sardo d'Azione vince le elezioni in Sardegna, ma solo grazie a una coalizione con la Lega.
Sale così il governatore Solinas e viene nominato Mario Nieddu quale Assessore alla Sanità.
Quest'ultimo il 24 novembre prende i meriti per una mozione non sua.
Il 25 novembre inizia lo scaricabarile tra le due giunte Solinas e Pigliaru, i quali dimostrano entrambi di non conoscere, appunto, le leggi regionali della loro terra.

Lo precisiamo, i nomi non sono stati fatti perchè chi ora ha sollevato il polverone è perfettamente consapevole che esistono documenti, messaggi, scambi di audio tra i politici delle promesse e genitori affamati di integrità e soprattutto coerenza, che provano tutta la storia.

Ci teniamo a rendere noto, qui di seguito, un post pubblicato l'11 settembre 2018 che racconta una storia: autore e protagonista sempre MoDiLiS a cui va il ringraziamento di tutti i genitori della Sardegna per l'assistenza ottenuta:

QUANDO TI PROMETTONO LE STELLE, MA TI DANNO LE STALLE.

Quando una promessa viene disattesa la delusione è tanta.
Luca ha 5 anni e deve frequentare l’ultimo anno di scuola materna. È tutto pronto: il grembiulino nuovo, stirato e piegato con cura dalla mamma, lo zainetto dei pigiamini, le scarpine nuove degli Avengers. Luca non sa che quel grembiulino resterà piegato nell’armadio e che non potrà indossare il suo zainetto nuovo. La mamma si, anche se cerca di non far vedere le lacrime.

L’ ANTEFATTO:
MoDiLiS è un movimento regionale che si è costituito per volontà dei genitori che sostengono la libertà di scelta, sia in ambito sanitario che in altri ambiti. Dalla promulgazione della 119 si è impegnato nella ricerca di un dialogo con le istituzioni politiche, dialogo che è stato trovato con alcune forze politiche che si sono fin da subito dimostrate disponibili all’ascolto.
Nel corso dei mesi i contatti sono diventati sempre più frequenti e a febbraio, quindi in piena campagna elettorale, sono finalmente arrivate anche delle promesse. “Nessun bambino resterà a casa, a settembre tutti a scuola!” Ci era stato promesso. Non sono poi mancate le rassicurazioni, sovente materne, che ci garantivano l’entrata di tutti i bambini alla scuola d’infanzia.
Sono così arrivate le tanto attese elezioni del Governo e i risultati ci hanno fatto gioire e sperare in un esito positivo per le nostre accorate richieste.
Ci siamo fidati, forse ingenuamente, lo ammettiamo, ma le forze politiche che avevano dialogato con noi, raggiunti i risultati delle elezioni che conosciamo, erano ampiamente in grado di mantenere le loro promesse.
Tali forze, infatti, pur sostenendo sempre la bontà delle vaccinazioni, erano assolutamente contrarie a portare avanti una politica di obbligo che non solo, a detta loro, non era proficuo, ma anche dannoso. “La gente deve essere informata ed eventualmente persuasa, ma mai obbligata”. Questo dicevano. Ci abbiamo creduto.
E come potevamo dubitare, del resto, se per tutta la durata della campagna elettorale, e anche successivamente, avevano continuato a criticare la legge 119 facendone quasi uno slogan!
Il governo del cambiamento, almeno in ambito regionale, è riuscito a stupirci, ma in senso negativo. Il cambiamento, è vero, c’è stato: in peggio!

I FATTI:
Durante la discussione del Milleproroghe, l’emendamento che avrebbe dovuto prorogare la richiesta del libretto vaccinale in regola (secondo la legge 119, quindi con 10 vaccinazioni) come conditio sine qua non per l’ammissione e la frequenza delle istituzioni scolastiche per la fascia 0-6 è stato ritirato. Sparito.
Al suo posto ne è stato presentato un altro che prevede la possibilità di autocertificare la propria condizione vaccinale fino al 10 marzo, quando invece si dovranno consegnare i documenti rilasciati dalla Asl che dimostreranno senza dubbio alcuno chi siano i bambini conformi e chi no.
Un ribaltone inaspettato, ma che non ha reso meno drammatica la presa di coscienza che qualcuno aveva tradito le nostre aspettative, Sedotti e abbandonati, disillusi, forse ingannati.
Si è ingenerata tanta confusione nelle famiglie che aspettavano ben altro dal Milleproroghe, mentre nella testa risuonavano ancora le parole “State tranquilli, a settembre nessun bambino resterà fuori.”

E questa confusione è stata ingenerata da una forza politica che, a nostro avviso, appare sempre più divisa tra puristi, tecnocrati e burocrati. Proprio quella forza politica che avrebbe dovuto tutelare il diritto all’istruzione di tutti, senza discriminazioni, discriminazioni sulla cui lotta hanno imbastito diversi slogan durante la campagna elettorale.

E adesso? Cosa ci aspetta adesso? L’incertezza è tanta.
Cosa intende la Commissione Sanità quando parla di obbligo allargato?
Vaccineranno anche gli adulti, magari utilizzando qualche forma di ricatto burocratico?
Cosa intendono di preciso con “obbligo flessibile”?
Le nostre sensazioni sono contrastanti a riguardo, e proprio in virtù di questo, come movimento, prendiamo atto dell’accaduto e pensiamo verso quale direzione convogliare le nostre intenzioni di voto per le prossime regionali, consapevoli del fatto che dovremo organizzarci in modo più strutturato dato che, in conseguenza alla possibile estensione dell’obbligo anche per gli adulti, il nostro movimenti è inevitabilmente destinato a crescere rapidamente sul territorio sardo.

A medas annos, lo Staff di MoDiLiS.

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