Cronaca sanitaria

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27 dicembre: V-Day in pompa magna per un vaccino senza certezza

Lo potremmo definire come il giorno dell'avvento, il giorno della soluzione a tutti i mali, perché così mediaticamente si è voluto mostrarlo, con la forte complicità del mainstream.

Il gran giorno è arrivato, non si è fatto attendere, anzi, a dirla tutta rispetto alle previsioni ha anticipato il suo arrivo. E lo ha fatto con il vaccino Pfizer che era quello che mostrava le principali problematiche per il suo trasporto, dovendo essere mantenuto nella sua logistica a una temperatura di -80 gradi.

Si perchè le prime somministrazioni del vaccino anti-Covid sono avvenute oggi, allo Spallanzani di Roma, sotto i riflettori delle telecamere attente a distribuire il verbo, a portare quell'appiglio alla speranza che tutto quanto avvenuto nel 2020 se ne vada in un sol colpo.

Eppure molti sanno che non è così. E lo scrivono a chiare lettere anche dai canali del Ministero della Salute.
Una gara tra case farmaceutiche a suon di percentuali di affidabilità, test di sperimentazione non chiari, un quantitativo non utile per tutta Europa e l'Italia stessa.

Tamponi positivi: numeri falsati. Conteggiati anche dimessi/guariti e deceduti

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Tamponi positivi: numeri falsati. Conteggiati anche dimessi/guariti e deceduti

Si discute nuovamente in queste ore l’uso delle mascherine all’aperto in tutte le Regioni, dato che alcune di queste già hanno esteso l’imposizione sui propri territori.

Tra queste la Regione Lazio, che l’indomani dall’annullamento da parte del Tar dell’ordinanza firmata Zingaretti, che voleva imporre la somministrazione del vaccino antinfluenzale agli over 65, da quest’oggi è tornata all’obbligo indipendentemente dalla misura del distanziamento tra le persone.

Le motivazioni vengono principalmente addebitate all’aumento del Rt, che a livello nazionale sarebbe tornato sopra l’1, soprattutto in 12 regioni.

Un valore, quello dell’Rt, che scaturisce dall’esito dei tamponi che quotidianamente supera ormai abbondantemente le 100.000 esecuzioni.

Ma siamo sicuri che i dati e i provvedimenti siano realmente proporzionati alla reale situazione dell’epidemia attuale del Covid-19?

La nuova categoria “debolmente positivi” lascia perplessità a molti addetti al settore, con un dubbio su tutti: servono dati “gonfiati” per tenere in piedi la “giostra” e non scoprire le responsabilità penali riguardo i decessi e le mancanze del servizio sanitario pubblico in Italia?

Anche perchè i dati ufficiali, da Protezione Civile del 2 ottobre, non parlano di 2.499 positivi, ma numeri di incremento.
I positivi in incremento reale sono 1.350, con dei distingui doverosi.

Iter per la gestione dell’emergenza SARS-COV-2: richiesta di chiarimento a #MinSalute e #RegioneLombardia

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Iter per la gestione dell’emergenza SARS-COV-2: richiesta di chiarimento a #MinSalute e #RegioneLombardia

La lettera è stata spedita il 19 settembre. Destinatari il Ministero della Salute, nella persona del Ministero Speranza, la direzione al Welfare di Regione Lombardia, nelle persone dell'assessore Giulio Gallera e del direttore Luigi Cajazzo, la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) e la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

Una richiesta esplicita di chiarimenti in merito alla gestione dei pazienti da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.

La volontà di segnalare tutte le criticità emerse in merito a un iter imposto per la gestione del Sars-Cov-2, alla fine di quella che è stata la prima settimana di scuola per molte regioni.

Un susseguirsi di modifiche alle linee guida che variano da regione e regione - l'ultima proprio oggi in Lombardia - e che hanno mandato nel caos strutture scolastiche che hanno dovuto affrontare i primi casi di esito positivo al tampone.

#Covid-19: quando la “pandemia” la decide la redazione televisiva

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#Covid-19: quando la “pandemia” la decide la redazione televisiva

Succede in Spagna, ma si ripete ovunque, anche in Italia.
Giornalisti che perseguono nell’utilizzo del termine “pandemia” per spaventare, per mantenere il clima di terrore, per giustificare azioni intraprese dai governi senza i numeri a supporto.
Con documenti di comitati tecnici scientifici secretati perché con molta probabilità non forniscono il giusto peso alle azioni intraprese di concerto dai ministeri.
Oggi sono necessari i tamponi per trovare i malati, i contagiati, sempre più spesso asintomatici.

Un martellamento mediatico dalle redazioni televisive e giornalistiche.
Così come avviene anche a LA1, il primo canale nazionale dell’azienda televisiva pubblica spagnola TVE.
Prima per ascolti, uno dei maggiori canali TV spagnoli.

Come tutte le emittenti mondiali, si occupano di Covid-19 tutti i giorni, a tutte le ore, a tutti i minuti.
Una incessante infodemia che ha come bersaglio la popolazione, una politica del terrore che vuole utilizzare un aumento dei contagi come strumento discutibile per giustificare azioni di contenimento non supportate dai numeri e dalla realtà degli ospedali.

Quello che però è successo qualche giorno fa, in diretta, durante il TG nazionale, ha aperto una breccia nell’informazione, perché alcuni medici, con la schiena dritta, hanno deciso di parlare, direttamente da quelle “trincee” dove i numeri di vittime e contagiati dicono ben altro.

La tarantella dei test in Lombardia, dai tamponi ai sierologici. E spunta la sanità privata

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La tarantella dei test in Lombardia, dai tamponi ai sierologici. E spunta la sanità privata

Regione Lombardia non ce la fa. Lo ammettono loro, lo evidenziano anche i continui ed evidenti cambi di rotta delle ultime settimane.
Questo è quello che emerge analizzando le numerose fonti che si sono occupate del tema dei tamponi, limitatissimi rispetto alle reali esigenze, e dei test sierologici che sembrano essere divenuti il pilastro della fase 2.

Al caos si è aggiunto altro caos, unito alla paura che ha spinto bresciani e bergamaschi a ricorrere alla sanità privata, “casualmente” pronta e fornita di tutto il necessario in tempi rapidissimi.

Qualcosa non torna. E ci si chiede fortemente il motivo per cui la Regione abbia deliberato solamente il 12 maggio la possibilità di ricorrere ad altre strutture per poter intervenire sul contenimento del contagio.
Le dichiarazioni dell’Assessore al Welfare Gallera, come quelle del Presidente Fontana, sono quindi di gran lunga lontane dalla realtà.

Sentire, ascoltare, comprendere: bambini, educatori, genitori…altro che task force!

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Sentire, ascoltare, comprendere: bambini, educatori, genitori…altro che task force!

Dal 24 febbraio 2020 le porte di nidi e scuole dell’infanzia sono rimaste bruscamente serrate, così come per tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado, nel pieno caos di un’emergenza sanitaria senza precedenti che ha sconvolto la vita delle generazioni future.

Negli ultimi giorni, oramai entrati ufficialmente nella fase 2, risuonano ai tg e sulle testate giornalistiche svariate proposte dettate dalla task force di esperti al lavoro presso il Ministero dell’Istruzione.

La nostra redazione ha tentato di approfondire il tema confrontandosi con alcuni dei protagonisti del comparto scuola, allo scopo di dare voce a coloro sui quali maggiormente impatteranno le misure restrittive previste per le cosiddette fasi 2 e 3, dedicate alle graduali riaperture.

Tuttavia, se per gli istituti statali, comunali e paritari sono previsti dei fondi stanziati dal MIUR o dai comuni, a sostegno delle nuove disposizioni, esiste un comparto educazione ed istruzione privato un poco dimenticato, nonostante il ruolo chiave svolto sino a oggi, sopperendo alla circoscritta offerta con posti limitati dedicata all’infanzia, nonché promuovendo servizi aggiuntivi a misura delle famiglie.

Bergamo e la Valseriana, una strage annunciata. I perchè nell'incompetenza delle istituzioni

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Bergamo e la Valseriana, una strage annunciata. I perchè nell'incompetenza delle istituzioni

In tanti si chiedono perché in Lombardia, ma soprattutto a Bergamo e provincia, il covid-19 abbia fatto tante, troppe vittime (in Lombardia il 53,8% dei decessi italiani). Tante più che in tutta Italia. Anzi, tante più che in qualsiasi altro luogo (perché sì, Bergamo è ufficialmente la città in cui sono avvenuti più decessi da coronavirus in proporzione agli abitanti in tutto il mondo).

6.000 morti in più della media del medesimo periodo (fine febbraio/aprile) degli anni precedenti in tutta la provincia. In città e nei paesi aumenti dei decessi di almeno il 400%,  in media del 700/800%, con picchi di 1.200% nei paesi più colpiti della media Valle Seriana. Il rapporto Istat/Iss appena pubblicato dichiara per il mese di Marzo un aumento della mortalità nella provincia di Bergamo del 568% (49,4% in Italia). Una strage. [1] [2]

A Bergamo sanno il perché, lo sanno tutti, lo sanno da sempre, da quando tutto è iniziato.

Lo sanno gli abitanti di questa valle soprattutto, e non hanno dubbi su cosa è andato storto, molto storto, in questi tre mesi.

Proviamo a raccontarlo e a capirlo insieme.

#COVID19 e mascherine: si estende l'uso tra opinioni diverse e polemiche

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#COVID19 e mascherine: si estende l'uso tra opinioni diverse e polemiche

Apre la fila la Lombardia, poi si aggiunge la Toscana, e seguono a ruota - di ora in ora - iniziative dei singoli comuni in diverse Regioni d’Italia: una dietro l’altra le ordinanze che impongono ai cittadini l’uso di mascherine per “difendersi dal covid-19” nella tanto attesa “fase 2”.

«Mi appare stravagante rendere obbligatorio uno strumento che fino a qualche ora fa era praticamente introvabile», ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti, e non ha tutti i torti, ci verrebbe da dire!

Operatori sanitari di tutto il Paese hanno più volte denunciato (ed i numeri dei contagi in ambito ospedaliero, ai danni di chi lavora in prima linea, lo confermano) l’inquietante mancanza di dpi proprio per chi ne avrebbe avuto reale bisogno.
E adesso improvvisamente ne abbiamo a disposizione così tante da permetterci di obbligare milioni di persone ad indossarle per mettere il naso fuori di casa?

Ma non si circoscrive solo a questo aspetto, il “problema” dell’ultimo degli obblighi sfornati da una politica che giorno dopo giorno si dimostra più incompetente e lanciata pericolosamente allo sbaraglio, tra “autorevoli” opinioni contrastanti, misure adottate in ritardo, restrizioni e compressione delle libertà basate su numeri sfornati come caramelle al banco dei dolci del luna park.

#Coronavirus: i risultati del sondaggio. Prevedibili: ma le istituzioni non ascoltano il paese

27 - 54 minuti di lettura
#Coronavirus: i risultati del sondaggio. Prevedibili: ma le istituzioni non ascoltano il paese

Ci siamo, a distanza di una settimana dal 28 febbraio quando abbiamo lanciato il sondaggio, possiamo mostrare con dei grafici le risposte fornite dai nostri lettori.

Lo ricordiamo, quattro domande a risposta secca, SI o NO, e uno spazio libero dove poter esprimere il proprio pensiero e un messaggio nei confronti delle istituzioni sanitarie.

E' stata certamente una settimana convulsa, ricca di emozioni che hanno spaziato in tutte le direzioni, paura, dolore, rabbia, reazioni a catena difronte a decreti ministeriali che sono stati sfornati grazie a suggerimenti di un team di esperti, come non ci fosse un domani.

I risultati erano assolutamente prevedibili, in situazioni come queste un Governo non potrà mai emanare ordinanze che possano soddisfare tutti.

Ma oltre il 90% non ha gradito quanto deciso dal Consiglio di Ministri, guidato dalle raccomandazioni di questo comitato scientifico nominato dal Premier Conte, che di certo non ha suggerito le soluzioni finora sfornate a suon di strette di mano.

#COVID19: emanato nuovo DPCM dal 2 marzo 2020. All'emergenza sanitaria si aggiungono i danni economici

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#COVID19: emanato nuovo DPCM dal 2 marzo 2020. All'emergenza sanitaria si aggiungono i danni economici

Il tempismo non è certo dei migliori e fa comprendere quanto la questione riguardante l'emergenza sanitaria sia enormemente politicizzata.
Viene emanato il secondo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri finalizzato al contenimento di quella che è stata definita dall'OMS rischio di pandemia, ma in realtà siamo difronte ad un effettivo bipolarismo di chi dovrebbe mantenere tutto sotto controllo, anche agli occhi della stampa estera.

Non siamo gli unici ad aver notato il richiamo alla calma del Presidente del Consiglio Conte, fino alla mascherina indossata dal Presidente di Regione Lombardia Fontana.

In effetti il virus che sta circolando in Italia non ha mandato in tilt il solo sistema sanitario nazionale, ma anche tutta la comunicazione istituzionale mettendo in mostra quanto i nostri politici siano più interessati alla propaganda politica rispetto alla salute degli italiani.

Anche perchè ora tocca ai lavoratori raccogliere i cocci, e tra i primi coloro che lavorano nel turismo e che hanno sempre dimostrato capacità d'accoglienza nel nostro paese e che stanno già facendo i conti con le numerosissime disdette anche per la prossima stagione estiva.
Nei confronti degli italiani all'estero, in vacanza o per lavoro, risorge il termine di untore, lo stesso che in Italia era rivolto fino a ieri a bambini non vaccinati, ma in perfetto stato di salute, per il loro accesso scolastico.

Quanto è lungo il guinzaglio dell'informazione?

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Quanto è lungo il guinzaglio dell'informazione?

Ebbene si, anche la redazione di Informazione Libera Press sarà presente al convegno che si terrà a Alzano Lombardo, nella bergamasca, il prossimo sabato 22 febbraio, dal titolo "Meningite: conoscenza contro paura".
A ricordarlo nell'edizione di ieri è Il Giorno, con un articolo sull'edizione cartacea pieno zeppo di faziosità e falsità, a partire dal titolo con l'uso evidente di termini mirati a creare divisione e fazioni.

Non abbiamo di certo la volontà di insegnare il mestiere a nessuno, ma se l'autore dell'articolo si fosse anche solo limitato a contattare gli organizzatori, facendo due indagini, non avrebbe confermato il tipico atteggiamento pieno di preconcetti di una parte corposa della stampa, che pare più interessata a proteggere interessi economici piuttosto che la salute dei propri lettori.

Non da ultimo viene il riferimento alla nostra testata, per il giornalista de Il Giorno pare sia bastato andare a leggere chi è l'editore per attribuire a noi evidenti limiti nell'esporre fatti, notizie o altro riguardanti il mondo della sanità e in particolare della prevenzione vaccinale.
Ma ci chiediamo, in realtà, se si sia mai accorto di chi indossa il guinzaglio.

#Omeopatia: 600 milioni di pazienti nel mondo. Ma la sanità privata non la vuole

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#Omeopatia: 600 milioni di pazienti nel mondo. Ma la sanità privata non la vuole

La notizia era apparsa ancora a fine novembre 2019 [1], e non faceva altro che fomentare una campagna mediatica, partita in tempi non sospetti e ancora molto attiva in Italia, contro la medicina omeopatica.
L'imprenditoria privata si mette in campo per minare le basi di un sistema medico definito, solamente il mese prima e dalla stessa agenzia di stampa [2], come il 2° al mondo con un costante tasso di crescita annuo che coinvolge 600 milioni di pazienti.

Sistemi sanitari nazionali sparsi nel globo si avvantaggiano dell'omeopatia, come l'India che la pratica come medicina ufficiale, e il Brasile che la riconosce ufficialmente come pratica di cura.

Ci sarebbe da chiedersi il perchè allora di un così violento attacco che sta trovando terreno fertile anche sul mainstream.
La risposta non è difficile trovarla, in quanto appare evidente che l'omeopatia, che muove pur sempre importanti interessi economici, va a minare quelli di un'altra parte dell'economia privata farmaceutica e scientifica che ha campato per decenni su terapie che non hanno mai offerto soluzioni a breve termine o risolutive.

Ma chi aderisce ad azioni massmediali come queste dovrebbe però chiarire ai propri ricoverati perchè predica male e, a volte, razzola pure peggio.

Mense scolastiche: nuove linee guida

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Mense scolastiche: nuove linee guida

È di questi ultimi giorni la pubblicazione delle nuove “Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica" [1] del Ministero della Salute.

Restando sul binario della ristorazione scolastica, la redazione ha raccolto le opinioni dei cittadini e analizzato i punti del fascicolo ministeriale ritenuti maggiormente discutibili, per fornire un punto di vista, una riflessione, una chiave di lettura volta ad accrescere la consapevolezza sui cambiamenti silenziosi e mimetici, che negli anni hanno lentamente risucchiato il nostro sistema scolastico. 

L’istruzione è oggi incentrata sul puro apprendimento nozionistico dettato dal Ministero (pensiamo ai programmi didattici stringenti e alle prove INVALSI), smussando ore di storia e geografia, così come quelle di arte e musica.

Gli ambienti scolastici italiani si sono trasformati da luoghi del sapere e dalla conoscenza, a sedi di lento oblio autoctono, non solo attraverso l’evoluzione e la riduzione delle materie scolastiche tradizionali, ma altresì mortificando un vasto patrimonio di usi, costumi e cultura che, in particolare nella penisola italica, si riflette anche sulle tavole.

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